Resistenze Internazionali

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Resistenze Internazionali Resistenze Internazionali fa parte di Alternativa Socialista Internazionale, un'internazionale antic

Resistenze Internazionali organizza i giovani: studenti, precari e disoccupati, disposti a lottare contro il razzismo, il sessismo, l’omofobia, la transfobia e ogni forma di discriminazione basata sul genere, l’orientamento sessuale, l’orientamento religioso, l’etnia o la disabilità. La nostra lotta contro le discriminazioni è una lotta contro tutto quello che divide ed indebolisce il fronte degli oppressi. Siamo anticapitalisti perché viviamo in una società che è riuscita a svilupparsi oltre ogni immaginazione ma nella quale 8 supermiliardari detengono la ricchezza complessiva di mezza umanità. Siamo socialisti perché riteniamo questo stato di cose inaccettabili e perché riteniamo possibile organizzare la società e la produzione sociale con gli strumenti della pianificazione democratica dell’economia e della democrazia dei lavoratori.

Ieri Mario Draghi ha incontrato a Tripoli il nuovo primo ministro libico Abdul Hamid Dbeibah, esprimendo soddisfazione p...
07/04/2021

Ieri Mario Draghi ha incontrato a Tripoli il nuovo primo ministro libico Abdul Hamid Dbeibah, esprimendo soddisfazione per ciò che le autorità libiche stanno facendo ai migranti. Bisognerebbe ricordare a Draghi che negli ultimi anni le autorità libiche hanno rinchiuso nei lager decine di migliaia di migranti, lager in cui sono stati torturati, stuprati e assassinati migliaia di uomini, donne e bambini. Che Mario Draghi esprima soddisfazione per tutto questo è assolutamente vomitevole, perché non può ignorare le violazioni dei diritti umani che avvengono in Libia e i crimini contro l'umanità commessi dai trafficanti libici contro i migranti. Come si può quindi esprimere soddisfazione nei confronti di criminali che torturano, stuprano e massacrano uomini, donne e bambini? Esprimere soddisfazione ai trafficanti libici per come trattano i migranti è come esprimere soddisfazione ai nazisti per come trattavano gli ebrei. Evidentemente il carnefice Mario Draghi e i suoi ministri condividono le azioni criminali dei trafficanti libici, finanziati e sostenuti dai governi italiani sin dai tempi di Minniti. Del resto questa politica disumana contro i migranti è stata condivisa anche dal "grande progressista ed amico del popolo" Giuseppe Conte, mica solo dal fascista Salvini. Draghi è in perfetta sintonia con i precedenti governi, non a caso è sostenuto tanto dalla Lega quanto dal PD e dai 5 stelle. L'Italia continua ad essere complice dell'orrore dei lager libici. Il governo dei migliori assassini!

Trovato su Bing da www.avvenire.it

Il 6 aprile del 1941 l'Italia fascista invase l'ex Jugoslavia. Nei mesi che seguirono l'esercito italiano e i fascisti a...
06/04/2021

Il 6 aprile del 1941 l'Italia fascista invase l'ex Jugoslavia. Nei mesi che seguirono l'esercito italiano e i fascisti attuarono una vera e propria pulizia etnica contro la popolazione slava: centinaia di migliaia di civili furono sterminati dall'esercito italiano, in massima parte vecchi, donne e bambini. Decine di migliaia di persone furono rinchiuse nei campi di concentramento italiani, in cui migliaia di persone morirono di fame e di stenti. I villaggi furono bruciati dai fascisti e la popolazione massacrata. L'esercito italiano si distinse anche per aver commesso stupri di massa, torture e ogni genere di atrocità contro la popolazione civile slava. Gli storici calcolano che furono oltre 300 mila i civili slavi massacrati dai fascisti durante l'occupazione italiana dell'ex Jugoslavia, su una popolazione di pochi milioni di persone. In totale gli slavi vittime del nazifascismo durante la seconda guerra mondiale furono circa 1 milione, su una popolazione di 15 milioni di abitanti. Il fascismo attuò contro gli slavi una politica stragista e genocida. Eppure questa memoria è stata rimossa, perché ancora oggi lo Stato italiano porta avanti il mito nazionalista degli "italiani brava gente", arrivando a rimuovere i crimini commessi dal fascismo nell'ex Jugoslavia, in Libia, in Grecia, in Albania e in Etiopia. Eppure i crimini commessi dai fascisti italiani in queste terre non hanno nulla da invidiare ai crimini commessi dai nazisti tedeschi. In Italia tutti conoscono la tragedia delle foibe, perché in quel caso le vittime furono gli italiani, ma quasi nessuno conosce i crimini commessi dagli italiani fascisti nell'ex Iugoslavia. Mi piacerebbe che accanto al giorno del ricordo l'Italia dedicasse una giornata per ricordare i crimini che il fascismo ha commesso contro gli slavi, gli etiopi, i libici, i greci e gli albanesi. Magari proprio il 6 aprile, per ricordare l'invasione dell'ex Jugoslavia da parte dell'Italia fascista. Solo allora potremo avere una memoria condivisa fra tutti i popoli europei. Non possiamo ricordare solo quello che ci fa comodo, rimuovendo i crimini commessi dal nostro Paese. Altro che "italiani brava gente"!

Trovato su Bing da www.senzatregua.it

L'organizzazione mondiale del commercio ha votato "no" alla sospensione dei brevetti sui vaccini contro il Covid. Questo...
14/03/2021

L'organizzazione mondiale del commercio ha votato "no" alla sospensione dei brevetti sui vaccini contro il Covid. Questo malgrado la richiesta dell'OMS, che invece ha chiesto di sospendere i brevetti per permettere la produzione e la distribuzione dei vaccini in tempi rapidi in tutto il mondo, anche nei Paesi poveri. Le grandi potenze dell'Occidente capitalistico hanno votato "no", sia gli Stati Uniti sia l'Unione Europea. La gente dei Paesi poveri per questi signori può benissimo continuare a morire per il Covid. Alla faccia della retorica europeista sui diritti umani! Affidare all'organizzazione mondiale del commercio invece che all'OMS la gestione di un'emergenza sanitaria è assolutamente f***e e rende bene la totale irrazionalità del sistema capitalistico. Avremmo tutti i mezzi per uscire in tempi rapidi da questa pandemia vaccinando tutti in tutto il mondo, ma non possiamo farlo perché siamo in ostaggio delle multinazionali farmaceutiche. Pur di garantire il profitto ai capitalisti i governi di tutto il mondo hanno deciso di far morire centinaia di migliaia, se non milioni, di persone. Sembra un racconto distopico di Orwell o di Huxley ma purtroppo è la realtà del capitalismo. La salute e la vita di miliardi di persone in tutto il mondo non sono affidate ai medici, ma ai capitalisti. Conta solo il profitto, la vita umana non conta nulla. Abolire i brevetti e vaccinare tutti in tempi rapidi sarebbe possibile, ma fra il dire il fare c'è di mezzo il capitale e la sacra proprietà privata dei vaccini. Ognuno tragga le dovute e logiche conclusioni da tutto questo. I vaccini devono essere un bene pubblico! Socialismo o barbarie!

Trovato su Bing da it.notizie.yahoo.com

Le multinazionali farmaceutiche si sono intascate miliardi di soldi pubblici per fare i vaccini contro il Covid. Queste ...
27/02/2021

Le multinazionali farmaceutiche si sono intascate miliardi di soldi pubblici per fare i vaccini contro il Covid. Queste aziende hanno fatto contratti segreti con gli Stati, senza nessuna garanzia sulle forniture e sul rispetto dei contratti. Dopo aver prodotto i vaccini grazie ai nostri soldi le case farmaceutiche non hanno rispettato gli impegni presi sulle forniture, facendo rallentare drasticamente i piani di vaccinazione in Europa, con tutti i danni che questo comporta tanto per la salute quanto per l'economia. Gli Stati sarebbero assolutamente in grado di produrre i vaccini necessari per tutta la popolazione, ma non possono farlo per via dei brevetti. Intanto la gente continua ad ammalarsi e a morire di Covid, rendendo quindi inevitabili misure di lockdown. Tutto questo perchè le multinazionali farmaceutiche non rispettano gli impegni presi per ragioni di mercato, perchè gli Stati che pagano di più hanno la precedenza. In pratica la salute di tutta la popolazione mondiale è in ostaggio degli interessi economici di pochi grandi capitalisti. Gli interessi di pochi miliardari vengono prima della salute pubblica, prima della vita di miliardi di persone in tutto il mondo. Questa pandemia se non altro ha avuto il merito di mostrare alla gente l'assurdità del capitalismo, di un sistema economico che mette sempre il profitto di pochi al primo posto, anche prima della vita umana. L'umanità avrebbe oggettivamente i mezzi per vaccinare tutti in poco tempo e contrastare la pandemia ma il capitalismo lo impedisce. La gente deve continuare a morire per permettere ai capitalisti di fare più profitti. Per capire l'assurdità di questo sistema socio-economico non c'è bisogno di leggere Marx e di essere marxisti, basta guardare la realtà in maniera oggettiva. Dopo un anno dall'inizio della pandemia siamo rimasti circa al punto di partenza. Per mesi gli Stati ci hanno detto continuamente che vaccinarsi è necessario, ma poi ci privano dei vaccini per accontentare le aziende farmaceutiche. Viene il dubbio che anche gli Stati e Big Pharma siano dei No Vax. Di questo passo ne usciremo fra anni. In Italia e in Europa siamo pure relativamente fortunati, perchè prima o poi il vaccino ci sarà per tutti (si spera). Per i Paesi poveri invece non ci sarà nessun vaccino, perchè non lo possono comprare. Ma del resto si sa: il capitalismo è il migliore dei mondi possibili e lottare per un diverso sistema sociale in cui la vita umana venga prima del profitto è da utopisti. Abolire i brevetti sui vaccini contro il Covid e nazionalizzare sotto il controllo democratico di medici e scienziati le multinazionali farmaceutiche sarebbe una misura di buon senso, una misura di tutela della salute pubblica. Farmaci e vaccini sono un bene pubblico e dovrebbero essere prodotti e distribuiti dal pubblico e non dalle multinazionali. Nessuno ha il diritto di fare profitto sulla pandemia e sulla salute delle persone! L'umanità ha bisogno del socialismo, oggi più che mai!

Trovato su Bing da www.elespanol.com

La leader di Fratelli d’Italia è entrata nell’Aspen Institute, un famoso centro studi internazionale, la cui sezione ita...
09/02/2021

La leader di Fratelli d’Italia è entrata nell’Aspen Institute, un famoso centro studi internazionale, la cui sezione italiana ha come presidente Giulio Tremonti, come vicepresidente John Elkan e che annovera tra i suoi membri: Romano Prodi, Giuliano Amato, Paolo Mieli e Mario Monti.
Giorgia Meloni e Mario Monti risiedono insieme in un centro finanziato da fondazioni private come la Carnegie Corporation, la Rockefeller Brothers Fund e la Ford Foundation. Il fior fiore del capitalismo mondiale, che accoglie tra le sue fila sia i liberali sia i fascisti.
La Meloni è l’unico attuale leader politico italiano e segretario di partito a far parte del think tank internazionale dell’Aspen Institute.
La Meloni ha annunciato che voterà no alla fiducia al governo Draghi, ma ha lanciato anche aperture: “Se Draghi portasse dei provvedimenti che io condivido per il bene dell’Italia, allora li voto” e ha speso parole di stima verso l’ex presidente della BCE: “Tifo per Draghi perché sia la persona che dicono: un patriota che vuole salvare l’Italia dopo che ha salvato l’Europa. Ho dei dubbi, date le condizioni in cui lavorerà, che la cosa sarà così fantasmagorica”. Non c'è che dire: niente male per una che dice di essere "contro il sistema" e di stare dalla parte delle classi popolari. Anche se a volte sbraitano contro le banche e fanno finta di essere contro le elites finanziarie i fascisti sono da sempre i peggiori servi del capitalismo. La destra sociale non esiste e non è mai esistita.

Trovato su Bing da www.globalist.it

Tutti uniti attorno a Draghi, da LEU alla Lega, nel nome degli "interessi  del Paese" (cioè degli interessi del capitali...
07/02/2021

Tutti uniti attorno a Draghi, da LEU alla Lega, nel nome degli "interessi del Paese" (cioè degli interessi del capitalismo). Tutti "responsabili" che appoggiano Draghi per servire il capitale, da Landini a Salvini. Il nuovo "fronte popolare" comprende tutti: dal centro-sinistra all'estrema destra. Tutte le forze borghesi, con l'eccezione di Fratelli d'Italia, perché Giorgia Meloni è furba e sa che appoggiare Draghi danneggerebbe il suo partito. In questo modo vuole fare dimenticare il suo voto favorevole alle misure "lacrime e sangue" del governo Monti, a cominciare dalla Legge Fornero. Tuttavia molti nel suo partito stanno spingendo affinchè anche lei sostenga Draghi. Quelli che fino a ieri dicevano "se non ci votate vince Salvini" si ritroveranno probabilmente a governare con Salvini. Quelli che per anni ci hanno detto che "Berlusconi è il male assoluto" adesso vogliono governare con il mafioso e piduista di Arcore. I 5 stelle hanno rinnegato completamente tutto ciò che dicevano quando sono nati e si apprestano ad appoggiare un "governo delle banche" che gode del sostegno dell'Unione Europea. È il fallimento del populismo. Europeisti e sovranisti, moderati e populisti si ritrovano assieme per difendere gli interessi del capitalismo. Al fronte unico dei partiti del capitale dobbiamo contrapporre il fronte unico della sinistra anticapitalista, attorno ad un programma socialista che metta al centro gli interessi dei lavoratori, contro gli interessi dei banchieri, delle multinazionali e dei loro partiti. Non possiamo lasciare l'opposizione al futuro governo a Giorgia Meloni!

Trovato su Bing da www.chenews.it

Mario Draghi non è affatto neutrale, nessun governo è neutrale. Tutti i governi sono politici e portano avanti interessi...
03/02/2021

Mario Draghi non è affatto neutrale, nessun governo è neutrale. Tutti i governi sono politici e portano avanti interessi di precise classi sociali, anche i governi tecnici. Nel capitalismo i governi sono i comitati d'affari della borghesia, che si tratti di governi di destra o di "sinistra", tecnici o "politici". Mario Draghi è un rappresentante del grande capitale, delle banche e delle multinazionali, un banchiere che ha sempre sostenuto le politiche "lacrime e sangue" contro i lavoratori e politiche neoliberiste di rapina sociale, compresi i tagli alla sanità pubblica, tagli che durante questa pandemia si sono rivelati particolarmente drammatici e hanno causato tante vittime. Draghi non può essere la soluzione perchè è parte del problema. E' anche grazie a personaggi come Monti e Draghi che adesso siamo in questa situazione, alle politiche di austerità e tagli alla spesa pubblica che hanno sostenuto per anni, in nome del pareggio di bilancio. Un eventuale governo tecnico guidato da Draghi userebbe i miliardi del Recovery Found per arricchire ulteriormente i grandi capitalisti e probabilmente attuerebbe nuovamente politiche di "lacrime e sangue" contro le classi popolari, così come fece il governo Monti. A pagare la crisi del capitalismo sarebbero nuovamente i poveri e i lavoratori. Una parte della sinistra intende appoggiare Draghi come "male minore", perchè se si andasse a votare vincerebbero Salvini e la Meloni. Questa "sinistra" non si rende conto che se oggi la destra ha tanti consensi è anche perchè la "sinistra" ha smesso di lottare contro il capitalismo e si è adattata a questo sistema, perchè la "sinistra" nel nome del "male minore" ha appoggiato governi neoliberisti che hanno attaccato i diritti dei lavoratori, che hanno tagliato la sanità e l'istruzione pubblica. Quando la sinistra non fa il suo mestiere è la destra che vince. Appoggiare Mario Draghi perchè "sennò vince la destra" sarebbe l'ennesimo errore della sinistra italiana. Molti lavoratori votano la destra proprio perchè non si sentono rappresentati da una "sinistra" che non difende più i loro interessi ma rappresenta le banche e le multinazionali. L'Italia non ha bisogno di Draghi, ha bisogno di una sinistra seria e anticapitalista che porti avanti gli interessi dei lavoratori.

Trovato su Bing da www.viagginews.com

Pur non sostenendo Navalny pensiamo che sia grave che una parte della sinistra italiana difenda il regime capitalistico,...
02/02/2021

Pur non sostenendo Navalny pensiamo che sia grave che una parte della sinistra italiana difenda il regime capitalistico, dittatoriale, corrotto e reazionario del nuovo Zar Putin. Come se la Russia di oggi fosse la Russia socialista e democratica dei soviet del 1917 e non invece un regime corrotto e reazionario dominato da un'oligarchia capitalistica. Putin è un autocrate che unisce le tradizioni dello zarismo e del capitalismo russo alle tradizioni dello stalinismo. Fra le altre cose in Russia non esiste solo un'opposizione liberale e di destra al regime di Putin ma anche un'opposizione di sinistra e socialista, che si richiama apertamente al "trotskismo" e alle posizioni democratiche e socialiste della rivoluzione d'ottobre. Fra i gruppi dell'opposizione marxista rivoluzionaria al regime di Putin ci sono anche i nostri compagni di "Socialist Alternative", membri dell'Alternativa Socialista Internazionale. Solidarietà a coloro che in questi giorni stanno manifestando contro il regime corrotto di Putin, subendo la repressione della polizia. Contro il nuovo Zar serve un nuovo 1917!

L'Europa che il 27 gennaio ha ricordato gli ebrei vittime del nazismo si dimentica che ai suoi confini, in Bosnia, migli...
01/02/2021

L'Europa che il 27 gennaio ha ricordato gli ebrei vittime del nazismo si dimentica che ai suoi confini, in Bosnia, migliaia di migranti e di profughi stanno morendo di freddo e di stenti, abbandonati dall'Unione Europea. Queste persone vivono in condizioni disumane e andrebbero accolte in Europa. Purtroppo però questa Europa è sempre più una fortezza che chiude i suoi confini e respinge i migranti, esattamente come i sovranisti e i fascisti che la criticano. Chi lascia morire di stenti migliaia di uomini, donne e bambini "colpevoli" solo di essere nati dalla parte "sbagliata" del mondo dalla storia non ha imparato nulla e dimostra di non avere affatto memoria. Perché Hi**er ha potuto realizzare la Shoah anche perché tutti i Paesi del mondo, compresi quelli europei, chiusero le frontiere ai profughi ebrei che fuggivano dal nazismo. L'Unione Europea parla continuamente di diritti umani e di accoglienza ma poi si comporta come un Salvini o un Orban qualsiasi. Il 27 gennaio è il giorno della memoria corta. Vergogna!

Trovato su Bing da www.dailyherald.com

Oggi ricordiamo gli orrori dei campi di sterminio nazisti, i 6 milioni di ebrei assassinati e tutte le circa 12 milioni ...
27/01/2021

Oggi ricordiamo gli orrori dei campi di sterminio nazisti, i 6 milioni di ebrei assassinati e tutte le circa 12 milioni di persone massacrate nei lager nazisti: ebrei ma anche omosessuali, disabili, malati di mente, senzatetto, oppositori politici (in maggioranza socialisti e comunisti), testimoni di Geova, prigionieri di guerra sovietici, Rom e Sinti. Ricordiamoci della Shoah e del Porrajmos, lo sterminio di oltre mezzo milioni di "zingari" nei campi di sterminio nazisti. Un genocidio che troppo spesso viene dimenticato, pur essendo stato orribile tanto quanto la Shoah. Per non essere ipocriti dovremmo anche ricordarci di tutti gli orrori e i massacri che ancora oggi avvengono quotidianamente nel mondo, spesso nella complice indifferenza di Stati e governi. Perchè, come ci ricorda Liliana Segre, le migliaia di uomini, donne e bambini che ogni anno muoiono nel cimitero Mediterraneo non possono che farci pensare agli orrori di Auschwitz. A queste persone viene tolta ogni umanità: non sono più esseri umani ma numeri, come i prigionieri dei campi di sterminio. Così come dovremmo ricordarci dei lager libici, in cui vengono rinchiusi, torturati e assassinati migliaia di migranti. Lager che sono finanziati dai governi italiani. E come non pensare alle migliaia di migranti, uomini, donne e bambini, che in questi giorni stanno morendo di freddo e di stenti in Bosnia Erzegovina, abbandonati dall'Unione Europea? Certo i forni crematori e le camere a gas non ci sono più, ma ancora oggi i diritti umani vengono continuamente violati e l'odio razziale si diffonde ovunque, alimentato da politici senza scrupoli che imitano Hi**er. Tutto questo avviene nell'indifferenza della gente. Proprio per questo il Giorno della Memoria è importante, proprio per questo dobbiamo ricordare. Se però ci dimentichiamo degli orrori che avvengono oggi il 27 gennaio rischia di essere la giornata della memoria corta. Mai più nazismo, fascismo e razzismo!

Trovato su Bing da www.pappaspost.com

Il 22 gennaio del 1891 nasceva Antonio Gramsci. Lo ricordiamo in occasione dei 100 anni dalla nascita del PCd'I.
22/01/2021

Il 22 gennaio del 1891 nasceva Antonio Gramsci. Lo ricordiamo in occasione dei 100 anni dalla nascita del PCd'I.

Antonio Gramsci è certamente uno dei pensatori marxisti più amati dalla sinistra in tutto il mondo ed è universalmente considerato uno dei più grandi intellettuali del ‘900. Negli ultimi anni il suo pensiero è stato particolarmente studiato e apprezzato dalla sinistra latinoamericana, che si ...

Esattamente 100 anni fa a Livorno nasceva il Partito Comunista d'Italia (PCd'I), da una scissione dell'ala rivoluzionari...
21/01/2021

Esattamente 100 anni fa a Livorno nasceva il Partito Comunista d'Italia (PCd'I), da una scissione dell'ala rivoluzionaria del Partito Socialista Italiano (PSI). Il PCd'I venne fondato da Antonio Gramsci ed Amadeo Bordiga, come sezione italiana dell'Internazionale Comunista di Lenin e Trotsky. Era un partito che si ispirava all'esempio dei bolscevichi russi, il cui fine era la rivoluzione socialista mondiale, l'abbattimento del capitalismo e dello Stato borghese. Il PCd'I di Gramsci e Bordiga, partito marxista e rivoluzionario, non aveva proprio nulla in comune con il PCI stalinista e riformista di Togliatti e di Berlinguer, un partito che rinunciò ad ogni prospettiva socialista e rivoluzionaria. La direzione stalinista del PCI si affermò infatti grazie alla distruzione del gruppo dirigente marxista rivoluzionario che aveva guidato il Partito comunista italiano nei primi anni. Numerosi fondatori del PCd'I furono infatti espulsi per il loro antistalinismo sin dal 1930, a cominciare dallo stesso Bordiga. Lo stesso Gramsci, nelle carceri fasciste dal 1926, fu emarginato da Togliatti e dal gruppo dirigente stalinista. Molti comunisti che nel 1921 avevano fondato il partito al fianco di Gramsci e di Bordiga e che avevano patito le persecuzioni fasciste finirono nei Gulag di Stalin negli anni Trenta, dai quali molti non fecero più ritorno. Furono circa 200 i comunisti italiani vittime dello stalinismo, assassinati in URSS con la complicità di Togliatti e dell'intero gruppo dirigente stalinista del PCI, che in quel periodo si trovava a Mosca e che non solo non fece nulla per salvare i comunisti italiani ma spesso li denunciò anche alla polizia sovietica. Il PCI di Togliatti, su indicazione di Stalin, abbandonò ogni prospettiva rivoluzionaria, promuovendo una politica riformista di collaborazione di classe con le forze borghesi, durante e dopo la Resistenza. A partire dal secondo dopoguerra il PCI stalinista si integrò sempre di più nello Stato borghese, sino ad arrivare al compromesso storico di Berlinguer. La presunta "via italiana al socialismo", presentata dai dirigenti del PCI come un'innovazione di Togliatti, fu in realtà dettata da Mosca. E' evidente quindi che non si può concepire la storia del Partito comunista italiano come una linea continuativa che va dal 1921 al 1991. Il PCd'I di Gramsci e Bordiga, marxista e rivoluzionario, non c'entra nulla con il PCI di Togliatti e di Berlinguer, un partito stalinista e riformista integrato nelle logiche borghesi. Oggi più che ricordare i dirigenti del PCI stalinista che hanno tradito il progetto rivoluzionario dovremmo ricordare i comunisti "eretici", cioè gli antistalinisti rimasti fedeli al comunismo delle origini e agli ideali del PCd'I del 1921. In primis ovviamente Gramsci e Bordiga ma anche Pietro Tresso, che fu fra i fondatori del partito e fu assassinato dagli stalinisti durante la Resistenza, Dante Corneli, comunista nel partito dal 1921 che nella Russia di Stalin sopravvisse a oltre 10 anni di Gulag, Emilio Guarneschelli, comunista iscritto al PCd'I e fucilato dai sovietici negli anni Trenta. Bisognerebbe ricordare tutti i nomi degli oltre 200 comunisti italiani vittime dallo stalinismo: "bordighisti", "trotskisti" ma anche militanti fedeli alla linea del partito e assassinati ugualmente. Quasi tutti nel partito dal 1921, molti presenti anche alla scissione di Livorno. Tutte vittime di Stalin, di Togliatti e dei dirigenti del PCI che oggi vengono celebrati. Erano tutti comunisti rivoluzionari rimasti rimasti fedeli agli ideali del PCd'I del 1921 e assassinati per questo da chi aveva tradito la rivoluzione d'ottobre e il progetto comunista originario. Uomini e donne che diedero la loro vita per una società libera da ogni forma di sfruttamento e di oppressione, vittime del fascismo e dello stalinismo. Ricordiamo oggi il Partito comunista di Gramsci, di Bordiga, di Tresso, di Leonetti e di tutti i compagni che quel 21 gennaio del 1921 volevano cambiare il mondo e fondarono il partito della rivoluzione socialista mondiale. Oggi, in un mondo dominato dalla barbarie del capitalismo, quel progetto è più attuale che mai. Viva il PCd'I!

Trovato su Bing da espresso.repubblica.it

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