02/11/2026
Il 28 ottobre 1726 veniva pubblicato a Londra "Travels Into Several Remote Nations of the World", firmato dal fantomatico chirurgo di bordo Lemuel Gulliver.
Il suo vero autore, Jonathan Swift, era di Dublino e ricopriva la carica di decano della cattedrale di San Patrizio. Quando Swift scoprì che l'editore Motte aveva censurato i passaggi politici più taglienti per evitare ritorsioni legali da parte del governo britannico, reagì riempiendo i margini di una copia originale con correzioni a mano per ripristinare il testo originale. Quel volume postillato esiste ancora ed è custodito nella Armagh Robinson Library, in Irlanda del Nord.
A tre secoli da quella copia clandestina, "Gulliver’s Travels" (il titolo con cui l’opera venne chiamata quasi subito dopo la pubblicazione) vanta il primato di libro di un autore irlandese più letto e pubblicato al mondo. La straordinaria longevità di questa opera, capace di parlare al lettore contemporaneo con immutata efficacia, risiede in un geniale escamotage strutturale: Swift scelse di camuffare un feroce attacco alla meschinità della società del suo tempo sotto le sembianze di un romanzo d'avventure fantastiche.