Circolo Culturale “Eugenio Curiel”

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Centro culturale e spazio aperto di incontro, discussione e approfondimento, con biblioteca italiana in Lussemburgo.

07/06/2026

Quel 7 giugno del 1984 in Piazza della Frutta a Padova

Il segretario del Pci, arriva a Padova verso mezzogiorno, di giovedì 7 giugno, proveniente da Genova. Parlerà in serata, alle 21.30, in Piazza della Frutta.

Prima deve scrivere le risposte a nove domande di Lamberto Sechi, direttore del «Mattino di Padova», e vedere una delegazione di operai della Galileo. È irritato. Ha saputo da Roma d'un'altra prova di forza del governo, che al Senato, sul decreto-bis, ha posto addirittura due questioni di fiducia, la quinta e la sesta dall'inizio della vicenda: il Parlamento obbligato a timbrare il decreto com'è.

Comincia a scrivere l'intervista a pomeriggio inoltrato. Quarta domanda: «II partito socialista è ancora un partito di sinistra col quale il Pci potrebbe trovare nel breve termine un'intesa, sia pur limitata?». Risposta: «Rilasciare diplomi o affibbiare etichette ai partiti è un vizio non nostro ma di altri. I giudizi che diamo dei partiti si riferiscono sempre ai loro obiettivi programmatici, alla loro coerenza con la propria peculiare ispirazione ideale e soprattutto ai loro comportamenti e atti concreti. Se si applica al Partito socialista italiano di oggi questo nostro metodo e criterio di giudizio, non prevenuto e non fazioso, si dovrà riconoscere che l'azione de! Psi - nel governo e in Parlamento - non è certo orientata a difendere gli strati sociali più deboli, a basso reddito, sfruttati, emarginati (i senza casa, i pensionati, le donne, i giovani). Anzi, il provvedimento più importante del governo a presidenza socialista è - per suo stesso vanto - il decreto che taglia d'autorità la scala mobile, mentre nessun provvedimento concreto è stato preso per colpire l'evasione fiscale, le attività speculative e le rendite puramente finanziarie: è la classica linea dei sacrifici a senso unico. Inoltre, rispetto agli altri partiti socialisti e socialdemocratici dell'Europa occidentale, il Psi si differenzia per essere l'unico che considera strategica la sua alleanza al governo con partiti conservatori e di centro e, dal governo, contrasta attivamente la forza più rappresentativa della sinistra italiana, il Pci. Questi sono i fatti di questi mesi, non voglio davvero escludere, e anzi mi auguro, che i fatti de! futuro parlino in modo diverso».

L'attendono gli operai della Galileo, sospende l'intervista, esce, si fa sera.

Un salto da Sechi in redazione. Come d'abitudine, niente cena. Va in Piazza della Frutta, per ii comizio. Accende una sigaretta. Sarà l'ultima. Lo chiamano. Tocca a lui. Appare combattivo: « Il governo ha posto la fiducia al Senato sul decreto che taglia la scala mobile. Ma a chi chiede la fiducia il governo Craxi? La chiede a una maggioranza squassata, al cui interno ci si scambiano accuse tanto roventi che mai l'opposizione - pur accusata di settarismo - aveva pensato di usare [...]. Dagli avvenimenti di questi mesi, giorni e ore emerge un ben miserevole quadro del personale governativo che in questo momento ha in mano la guida dell'Italia: un personale che va dimostrando la più assoluta mancanza di serietà, di decoro, di decenza [...]. A questo degrado della vita pubblica, noi comunisti, come grande forza nazionale, pretendiamo che si ponga fine [...]. I comunisti potranno avere mille difetti, ma nessuno che sia onesto potrà loro negare la serietà, l'attaccamento alla democrazia, l'impegno nella difesa delle istituzioni ...».

Le parole gli si spezzano in bocca, vacilla, il maxi teleschermo dietro il palco ingrandisce una faccia stravolta per smorfie di dolore. S'annunzia bufera. Tutt'intorno a Padova piove. Qui lampi. «Ero in piazza a sentire il comizio - dirà giorni dopo il primario pneumologo Giuliano Lenci-. Conoscevo Enrico da anni [...]. Lo sentivo parlare persuasivo come sempre. Poi mi accorgo che c'è qualcosa che non va. Non è spedito come al solito, le parole difficili gli inceppano la pronuncia. Vedo che a un tratto si aggrappa al leggio, come colto da capogiro. Guardo l'ora istintivamente, il mio orologio segna le 22.25. Vorrei intervenire. Ma Tatò, che gli è accanto, mi precede». Ricorderà Tatò: «Anch’io mi ero reso conto che Enrico non stava bene. A tratti balbettava, perdeva il filo de! discorso. Gli dico "smetti, chiudi così. E lui, secco: taci!". Molti gli parlano e gli dicono: «smetti, smetti!» II professor Lenci s'affretta verso il palco e vi sale appena in tempo per sorreggerlo: «Ha la fronte imperlata di sudore, ci metto una mano sopra, è gelata. '' Ho voglia di vomitare'', mi dice. "Vomita", lo esorto, e perché si senta più a suo agio lo metto di spalle alla folla. Vomita due volte. "Mi ha fatto male la cena di ieri era a Genova", dice. Sembra più sollevato. Mentre scende i gradini del palco, saluta la folla con la mano». L'accompagnano al ''Plaza''. Lenci: «Sono in macchina, dietro, accanto a Berlinguer. Gli chiedo: "Hai del dolore?'". Lui risponde no. II polso e buono. Lui si fa una pecie di autodiagnosi: un fatto gastrico». Tatò l'aiuta a mettersi a letto, il professor Lenci gli fa la prova di Babinski, c'è in atto una emorragia grave. Di corsa all'ospedale, Tac, angiografia. È un ictus molto serio. Alle 23.40 il professor Salvatore Mingrino l'opera... Ictus da stress? Dice il professor Francesco Ingrao, medico personale di Berlinguer: «Quella di Berlinguer non è stanchezza d'un giorno, ma di tutta una vita, una vita logorante, che segna un individuo. Da qualche tempo soffriva di altri malesseri, aveva turbe gastro intestinali, non digeriva, il fegato ingrossato e una lieve ipertensione. Le si*****te gli avevano accentuato un enfisema polmonare, e alle volte si lamentava di dolori alla schiena. Gli dicevo: la notte è fatta per riposare; ma la maggior pane delle notti lui le ha passate a lavorare. Non conosceva né feste né riposi settimanali, lui che lottava perché gli altri le avessero.»

“Vita di Enrico Berlinguer” di Giuseppe Fiori, pagg 503-505, Editori Laterza, 1989

25/05/2026

Il 25 maggio 1922 nasceva Enrico Berlinguer:

«Noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi può essere conosciuto, interpretato, trasformato, e messo al servizio dell’uomo, del suo benessere, della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita».

02/05/2026
30/04/2026

“Militari israeliani hanno bloccato la Flotilla con armi e puntamenti laser in acque internazionali. Rivolgo un appello urgentissimo alle strutture territoriali Anpi, a tutte le associazioni democratiche, alle antifasciste e agli antifascisti per partecipare e promuovere ovunque pacifici presidi di protesta. No ai nuovi pirati! No al delirio di onnipotenza!”

✍🏻 Gianfranco Pagliarulo, Presidente Nazionale ANPI

Photos from Circolo Culturale “Eugenio Curiel”'s post 27/04/2026

Preparativi per lo spettacolo di Ascanio “RADIO CLANDESTINA: Roma, le Fosse Ardeatine, la Memoria”.
Questa sera, Teatro Altrimenti, ore 20.00
Non mancate!
Ultimi posti ancora disponibili.

Circolo Culturale “Curiel” e Sezione ANPI Lussemburgo.

25/04/2026

“dietro il milite delle Brigate nere più onesto, più in buonafede, più idealista,
c’erano i rastrellamenti, le operazioni di sterminio, le camere di tortura, le deportazioni e l’Olocausto

dietro il partigiano più ignaro, più ladro, più spietato,
c’era la lotta per una società pacifica e democratica”

Italo Calvino

Photos from VOICES BY PASSAPAROLA's post 24/04/2026
23/04/2026

È scomparso oggi il filosofo Biagio de Giovanni: socio dell’Accademia dei Lincei e Professore emerito di Filosofia politica all’Università di Napoli “L’Orientale”, di cui è stato anche Rettore.

«L’Europa è la sua filosofia. E da sempre nella sua storia inquieta e sospesa si mescolano tragicità e grandezza: fino a non poter guardare la luce se non attraversata dal buio».

Per ricordarlo riproponiamo - al link indicato nei commenti a questo post - la recensione ad uno dei suoi ultimi scritti: “Figure di apocalisse. La potenza del negativo nella storia d’Europa” (Le edizioni del Mulino), che ripercorre la storia europea al punto di vista del suo pensiero, della sua forza espansiva, delle sue contraddizioni, della sua vitalità sempre oscillante tra slancio creativo e spinta all’autodistruzione. La recensione è a cura di Francesca Fidelibus.

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