05/08/2026
Oggi siamo state alla piscina di Tor Tre Teste per portare il kit da piscina perfetto per un soggetto come Simone Carabella: una piscina gonfiabile dato che ha così tanta paura che non resti spazio per lui nelle piscine romane, una pi***la ad acqua visto che dice di voler difendere le donne e per la sua instancabile e ridicola “caccia al musulmano”. Ma facciamo un passo indietro e ragioniamo insieme su quello che sta succedendo…
Questo influencer razzista e sessista, da qualche settimana, ha preso di mira nel quartiere la struttura che ha dato spazio a un’iniziativa che riserva l’uso della piscina in alcuni orari alle sole donne. Ciò solo per quattro mercoledì di agosto, due ore al mattino e due al pomeriggio, fuori dalle fasce orarie di apertura abituali della piscina. Un’iniziativa che permette di fare un bagno a chi non può o non vuole frequentare altri spazi per le ragioni più diverse.
Carabella ha però immediatamente utilizzato l’iniziativa gridando “all’invasione” perché è stata organizzata dalla Comunità Islamica Romana, che però non ha mai riservato l’ingresso alle sole donne musulmane, né imposto un dress code. Conosciamo fin troppo bene questo influencer-sciacallo che userebbe qualsiasi scusa pur di attaccare le persone musulmane e, in generale, gli immigrati, innalzandosi a paladino degli italiani e delle donne.
Carabella non è un paladino delle donne. Il 29 giugno era in piazza insieme a soggetti come Adinolfi e ai “pro-vita”, a manifestare l’idea che il posto delle donne nella società sia dentro casa, sottomessa, “angelo del focolare”. Che credibilità può avere nel difendere le donne da una fantomatica “invasione” o “‘islamizzazione’” della società, chi vuole togliere alle donne proprio i diritti conquistati? Le donne vengono utilizzate ancora una volta come scudo per attaccare le persone di origine straniera, quando poi si vogliono creare quei modelli di società finalizzati a tenerle dentro casa. E per questo ci viene riproposta la tradizionale retorica in cui questi personaggi ci dicono che solo l’uomo bianco può salvare le donne dai “barbari musulmani”. Carabella, quindi, si autoproclama paladino delle donne e vigilante pubblico, mentre nella sola giornata di ieri ha inseguito un gruppo di donne musulmane a Termini, pedinandole e filmandole, ovviamente senza il loro consenso.
C’è poi un’altra questione: Roma è piena di circoli sportivi e club privati frequentati da ricchi, in cui l’ingresso alle donne è precluso o limitato. Chiediamo quindi a Carabella: quelli vanno bene? Non lo vedremo mai in quei luoghi lì, la sua indignazione si scatena solo nei quartieri popolari, dove sa di poter guadagnare visibilità.
Crediamo che, a prescindere dalle ragioni per cui una piscina per sole donne può essere preferita da alcune, un’iniziativa così può permettere a chi non ha la possibilità di accedere ad un servizio dal quale altrimenti resterebbe esclusa.
Siamo stanche di questi personaggi che portano nei nostri quartieri e nelle nostre borgate disagio e insicurezza, con retoriche di odio e discriminatorie che vogliono creare divisioni nelle nostre comunità per portare consenso elettorale ai soliti noti, in un clima generale a cui anche le politiche del governo Meloni continuano a tendere. Un governo che sforna DDL Sicurezza a ciclo continuo, mentre m***a il carovita, taglia i servizi e abbandona le borgate per finanziare armi e interessi privati. Un governo che ha di fatto sdoganato Vannacci che parla di remigrazione (e da cui magari questi influencer pensano di rimediare una poltrona), mentre il Ministro Valditara ha proposto di inserire nell’ennesimo DDL sicurezza un emendamento per vietare il velo integrale a scuola. E la lista delle loro politiche che creano un finto nemico interno e fanno crescere diffidenza e discriminazioni sarebbe ancora lunga.
Parlano tanto di sicurezza ma la nostra sicurezza è fatta di servizi sui territori, di consultori, asili nido, centri antiviolenza, supporto materiale alle donne, salari dignitosi. La sicurezza e la liberazione delle donne la creiamo organizzandoci nei nostri quartieri contro chi vorrebbe vederci divise. Rispediamo ai mittenti razzismo, islamofobia e sessismo, dentro e fuori le piscine. Le donne si liberano da sole!