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MoVimento 5 Stelle Umbria Pagina ufficiale del MoVimento 5 Stelle in Umbria. La voce del gruppo in consiglio regionale, dei consigli comunali e dei gruppi territoriali.

𝐂𝐨𝐧𝐜𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐢𝐝𝐫𝐨𝐞𝐥𝐞𝐭𝐭𝐫𝐢𝐜𝐡𝐞, 𝐒𝐢𝐦𝐨𝐧𝐞𝐭𝐭𝐢 (𝐌𝟓𝐒): «𝐋𝐚 𝐝𝐞𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐦𝐢𝐬𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐭𝐚̀ 𝐩𝐞𝐫 𝐧𝐚𝐬𝐜𝐨𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐢𝐧𝐞𝐫𝐳𝐢𝐚 𝐞 𝐬𝐮𝐝𝐝𝐢𝐭𝐚𝐧𝐳𝐚...
29/10/2026

𝐂𝐨𝐧𝐜𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐢𝐝𝐫𝐨𝐞𝐥𝐞𝐭𝐭𝐫𝐢𝐜𝐡𝐞, 𝐒𝐢𝐦𝐨𝐧𝐞𝐭𝐭𝐢 (𝐌𝟓𝐒): «𝐋𝐚 𝐝𝐞𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐦𝐢𝐬𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐭𝐚̀ 𝐩𝐞𝐫 𝐧𝐚𝐬𝐜𝐨𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐢𝐧𝐞𝐫𝐳𝐢𝐚 𝐞 𝐬𝐮𝐝𝐝𝐢𝐭𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐦𝐮𝐥𝐭𝐢𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢»

Se un cittadino o un'impresa durante un contenzioso non avesse pagato le bollette, gli avrebbero semplicemente staccato la corrente. Per questo leggo con ilarità e sconcerto la nota del centrodestra sulle concessioni idroelettriche: un maldestro tentativo di mistificare la realtà per nascondere anni di sottomissione politica alle multinazionali.

Per prima cosa è bene chiarire che la l.r. 1/2023 non nasce dalla Giunta Tesei, ma recepisce semplicemente il "Decreto Semplificazioni" che porta la firma dell’ex premier Giuseppe Conte (D.L. 135/2018), che demandava alle Regioni l'assegnazione delle grandi derivazioni idroelettriche. Mentre Lombardia e Piemonte legiferavano già nel 2020, l’ex Giunta Tesei è rimasta inerte per tre anni. Fu il Movimento 5 Stelle, con Thomas De Luca nel maggio 2020, a sollevare la questione. Quel colpevole ritardo della Giunta Tesei ha causato la perdita di oltre 30 milioni per la Regione, rimasti nelle tasche dei concessionari, mentre nel totale disinteresse della destra avveniva la cessione del polo di Terni da ERG a ENEL.

Il disegno di legge della Tesei era unanimemente irricevibile, poiché non fissava un limite minimo di risorse destinate ai comuni interessati. Il M5S arrivò perfino a sostenere emendamenti dell’ex consigliere della Lega Daniele Carissimi, per contrastare la Giunta, la quale nell'originale formulazione dell'articolo 23 prevedeva uno stanziamento di risorse che avrebbe persino potuto dimezzare le risorse da riversare ai comuni e tentò fino all'ultimo di bloccare l’indirizzo per la costituzione di una società mista. Un vero capolavoro di miopia politica.

Se oggi l’Umbria ha questa legge e comuni come Orvieto e Norcia beneficiano dei canoni, il merito è esclusivamente del M5S e di chi lottò contro l’ex Giunta Tesei. Un sentito ringraziamento va all'assessore De Luca e all'Avvocatura regionale: grazie alla loro determinazione si sbroglia una matassa che il centrodestra aveva fatto arenare per anni tra le scartoffie dei tribunali.
È stucchevole assistere oggi al travaso di bile dei consiglieri di centrodestra di fronte alla concretezza di questa maggioranza nel portare a casa vittorie cruciali per i cittadini umbri, proprio su quelle questioni in cui loro si sono dimostrati totalmente inadeguati, e di fronte al merito del contributo del M5S e di Thomas De Luca che fu ampiamente riconosciuto anche dagli interventi degli allora consiglieri di maggioranza durante il dibattito dell'approvazione della legge.

Ma è proprio alla fine del loro comunicato che si tocca il ridicolo. Ricordiamo alla destra che Enel è una società controllata dal Ministero dell'Economia (MEF). Invece di fare barricate sulla stampa facendo perdere tempo alla Regione, ai valvassini del centrodestra locale basterebbe una telefonata al proprio Ministro Giorgetti. Invece sono rimasti in silenzio sulle dichiarazioni degli onorevoli Nevi e Caparvi a favore della chiusura del Polo di Teleconduzione e sulle continue dichiarazioni del Ministro Pichetto Fratin sulla volontà di prorogare le concessioni scippando all’Umbria la possibilità di rientrare in possesso delle proprie centrali. Evidentemente, stracciarsi le vesti in Umbria è molto più facile che farsi valere a Roma.

💧 𝐈𝐥 𝐓𝐫𝐢𝐛𝐮𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐬𝐮𝐩𝐞𝐫𝐢𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐚𝐜𝐪𝐮𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐞𝐫𝐦𝐚 𝐥𝐚 𝐩𝐢𝐞𝐧𝐚 𝐥𝐞𝐠𝐢𝐭𝐭𝐢𝐦𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐢 𝐜𝐚𝐧𝐨𝐧𝐢 𝐢𝐝𝐫𝐨𝐞𝐥𝐞𝐭𝐭𝐫𝐢𝐜𝐢La Regione ha vinto anche l'...
28/10/2026

💧 𝐈𝐥 𝐓𝐫𝐢𝐛𝐮𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐬𝐮𝐩𝐞𝐫𝐢𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐚𝐜𝐪𝐮𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐞𝐫𝐦𝐚 𝐥𝐚 𝐩𝐢𝐞𝐧𝐚 𝐥𝐞𝐠𝐢𝐭𝐭𝐢𝐦𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐢 𝐜𝐚𝐧𝐨𝐧𝐢 𝐢𝐝𝐫𝐨𝐞𝐥𝐞𝐭𝐭𝐫𝐢𝐜𝐢

La Regione ha vinto anche l'ultima causa intentata dal concessionario degli impianti delle grandi derivazioni idroelettriche riguardo l'applicazione della l.r. 1/2023. Il Tribunale superiore delle acque pubbliche ha respinto il ricorso e i successivi motivi aggiunti presentati da Enel produzione S.p.A. contro la Regione Umbria.

Al centro della vertenza giudiziaria vi era l’impugnativa proposta da Enel contro le DGR n. 532 del 5 giugno 2024 e n. 740 del 1° agosto 2024 concernenti la monetizzazione integrale dell’energia elettrica da cedere gratuitamente e le modalità di calcolo della componente variabile del canone di concessione per le grandi derivazioni idroelettriche, nonché i relativi avvisi di pagamento PagoPA emessi per le annualità 2023 e 2024.

Il giudizio ha riguardato le principali concessioni idroelettriche del territorio umbro tra cui gli impianti di Narni, Nera Montoro, Monte Argento, Galletto 1, Galletto 2, Baschi, Alviano, Triponzo e Galletto Pennarossa.

🗣️ “Il pronunciamento del Tribunale superiore delle acque pubbliche - dichiara l’assessore regionale Thomas De Luca - sancisce la piena legittimità dell’azione dell’Amministrazione regionale a tutela delle risorse pubbliche e della comunità umbra. Tre anni e mezzo di tempo perso che oggi restituiamo ai cittadini. Auspichiamo un nuovo clima collaborativo con i concessionari, player industriali dell’energia fondamentali per la nostra regione e per il nostro paese che potranno giocare un partita importante anche nel 2029. 𝐈𝐥 𝐆𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐚 𝐚 𝐦𝐚𝐧𝐢𝐟𝐞𝐬𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐯𝐨𝐥𝐨𝐧𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐯𝐨𝐥𝐞𝐫 𝐞𝐬𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐑𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐬𝐜𝐞𝐠𝐥𝐢𝐞𝐫𝐞 𝐬𝐮𝐥 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐞 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐥𝐢 𝐨𝐛𝐛𝐥𝐢𝐠𝐚𝐧𝐝𝐨𝐥𝐞 𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐫𝐨𝐠𝐚 𝐬𝐟𝐚𝐯𝐨𝐫𝐞𝐯𝐨𝐥𝐞 𝐚𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟗. Oltre a essere in contrasto con gli obiettivi del PNRR e con la normativa europea, questo vorrebbe dire privare l’Umbria di una possibilità di introito di ulteriori 30 milioni di euro l’anno, nonché bloccare il percorso di decarbonizzazione dei nostri settori industriali hard to abate. L’Umbria di certo non resterà a guardare”.

Con questa decisione, il Tribunale superiore delle acque pubbliche ha confermato:

1️⃣ Piena legittimità della normativa regionale. La disciplina stabilita dalla Legge Regionale n. 1/2023 e dalle delibere giuntali attua correttamente la potestà della Regione in materia di determinazione del canone demaniale e di monetizzazione dell’energia.

2️⃣ Correttezza dei criteri di calcolo. È stata riconosciuta la validità del calcolo della componente variabile del canone e della monetizzazione dell’energia gratuita (pari a 220 kWh per ogni kW di potenza nominale media) commisurata al prezzo zonale orario dell’energia elettrica.

3️⃣ Tutela delle finalità pubbliche e solidaristiche. L’obbligo di cessione gratuita o di monetizzazione dell’energia costituisce un onere legato allo sfruttamento di una risorsa pubblica limitata come l’acqua, destinato a sostenere i servizi pubblici e i territori interessati dalle derivazioni.

4️⃣ Inapplicabilità di storiche esenzioni alle componenti variabili. Le risalenti esenzioni dal canone ex art. 73 del R.D. n. 1775/1933 si riferiscono esclusivamente alla componente fissa del canone (legata alla potenza nominale) e non alla componente variabile né alla monetizzazione dell’energia prodotta.

𝐆𝐚𝐬𝐨𝐥𝐢𝐨 𝐚𝐠𝐫𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨, 𝐏𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐀𝐯𝐚𝐧𝐭𝐢: “𝐃𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐆𝐢𝐮𝐧𝐭𝐚 𝐏𝐫𝐨𝐢𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐮𝐧𝐨 𝐬𝐟𝐨𝐫𝐳𝐨 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐨𝐫𝐝𝐢𝐧𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐠𝐫𝐢𝐜𝐨𝐥𝐭𝐨𝐫𝐢. 𝐎𝐫𝐚 𝐢𝐥 𝐆𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐨 𝐟𝐚𝐜𝐜...
26/10/2026

𝐆𝐚𝐬𝐨𝐥𝐢𝐨 𝐚𝐠𝐫𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨, 𝐏𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐀𝐯𝐚𝐧𝐭𝐢: “𝐃𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐆𝐢𝐮𝐧𝐭𝐚 𝐏𝐫𝐨𝐢𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐮𝐧𝐨 𝐬𝐟𝐨𝐫𝐳𝐨 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐨𝐫𝐝𝐢𝐧𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐠𝐫𝐢𝐜𝐨𝐥𝐭𝐨𝐫𝐢. 𝐎𝐫𝐚 𝐢𝐥 𝐆𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐨 𝐟𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐩𝐢𝐮̀”

“Circa 4,5 milioni da parte della Regione Umbria, a fronte dei 60 milioni stanziati dal Governo per tutta Italia con il decreto del 22 ottobre. Sono numeri che raccontano il valore della scelta della Giunta Proietti e il peso dell’impegno assunto a sostegno degli agricoltori. Una regione delle nostre dimensioni prepara un intervento equivalente al 7,5% dell’intero nuovo stanziamento nazionale: uno sforzo straordinario, che rivendichiamo con convinzione e che rende ancora più evidente la necessità di un impegno maggiore da parte del Governo”.
Così, in una nota, i partiti del Patto Avanti Umbria sulla misura contro il caro gasolio della Giunta Proietti promossa dal vicepresidente Tommaso Bori e dall’assessora alle Politiche agricole Simona Meloni.
“Esprimiamo pieno sostegno alla presidente Stefania Proietti, a Bori e a Meloni per una scelta che dà una risposta concreta alle difficoltà delle aziende. Il contributo previsto di 30 centesimi per ogni litro di gasolio acquistato tra giugno e ottobre 2026 potrà interessare oltre 5.700 imprese agricole. Significa intervenire su una voce di spesa che pesa direttamente sui bilanci aziendali e sulla possibilità di continuare a produrre. La forza di questo intervento sta anche nel metodo: ascoltare le associazioni agricole e tradurre le richieste in un sostegno mirato. Chi lavora la terra subisce l’aumento dei costi senza poterlo recuperare, nella maggior parte dei casi, attraverso il prezzo dei propri prodotti. La Regione riconosce questa difficoltà e si assume la responsabilità di affrontarla. Difendere il reddito degli agricoltori significa difendere il lavoro, le produzioni umbre e la presenza delle imprese nelle aree rurali e interne”.
“Il Governo raccolga questo segnale. I 60 milioni del nuovo provvedimento nazionale rappresentano una risposta, ma chiediamo che venga rafforzata all’altezza delle difficoltà del settore. Lo sforzo dell’Umbria dimostra quanto una Regione possa mobilitare quando considera l’agricoltura una priorità politica. La Giunta Proietti sta assumendo un impegno importante. Ora il Governo rafforzi il proprio”.

I problemi non spariscono per decreto.Il gasolio aumenta, gli autotrasportatori protestano e ci ritroviamo con gli scaff...
25/10/2026

I problemi non spariscono per decreto.

Il gasolio aumenta, gli autotrasportatori protestano e ci ritroviamo con gli scaffali vuoti e i prezzi in aumento.

Il Governo Meloni sembra più preoccupato di inasprire le pene che affrontare le ragioni della protesta.

Vogliono risolvere con il codice penale i problemi economici.

MA NON È NORMALE.

23/10/2026

♻️ 𝐋'𝐔𝐦𝐛𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐢𝐜𝐞 𝐚𝐝𝐝𝐢𝐨 𝐚𝐥𝐥'𝐢𝐧𝐜𝐞𝐧𝐞𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐞

Il Venerdì di Repubblica racconta oggi la svolta che stiamo realizzando con l'aggiornamento del Piano rifiuti e la nuova legge Umbria Circolare.

Abbiamo archiviato definitivamente un modello anacronistico basato sullo smaltimento, cancellando il progetto del nuovo inceneritore da oltre 250 milioni di euro e imponendo lo stop all'ampliamento delle discariche.

Smettiamo di considerare i rifiuti una perenne emergenza. Sono una risorsa strategica capace di generare valore ambientale, economico e sociale per l'intera comunità. Una rotta chiara verso la circolarità integrale.

➡️ 𝐎𝐛𝐢𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢 𝐚𝐦𝐛𝐢𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐢 𝐔𝐄

Puntiamo all'80% di raccolta differenziata entro il 2030 (85% al 2035), portando il riciclo effettivo al 65% e abbattendo la produzione di rifiuto indifferenziato residuo sotto i 100 kg all'anno per abitante.

➡️ 𝐒𝐮𝐩𝐞𝐫𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐚𝐫𝐢𝐜𝐡𝐞

Abbatteremo il conferimento fino al limite del 10% entro il 2035, dando continuità a un percorso che ha già registrato nel 2025 un calo drastico dei conferimenti del 23%.

➡️ 𝐄𝐜𝐨𝐟𝐢𝐬𝐜𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐞 𝐠𝐢𝐮𝐬𝐭𝐢𝐳𝐢𝐚 𝐟𝐢𝐬𝐜𝐚𝐥𝐞

Applichiamo il principio "chi inquina paga" attraverso la tariffazione puntuale vincolando i proventi dell'ecotassa al nuovo Fondo regionale per l'economia circolare, per finanziare prevenzione e bonifiche ambientali.

➡️ 𝐈𝐧𝐧𝐨𝐯𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐬𝐢𝐦𝐛𝐢𝐨𝐬𝐢 𝐢𝐧𝐝𝐮𝐬𝐭𝐫𝐢𝐚𝐥𝐞

Introduciamo le Comunità dell'Economia Circolare per connettere le imprese che producono scarti con quelle in grado di riutilizzarli. Riconvertiamo i vecchi impianti TMB con tecnologie ad alta innovazione guidate da IA e sensori ottici per il recupero di materie.

➡️ 𝐓𝐫𝐚𝐧𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐠𝐢𝐮𝐬𝐭𝐚 𝐞 𝐝𝐢𝐠𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨

Tutela dell'ambiente di pari passo con la giustizia sociale. Protezione e valorizzazione dei lavoratori del settore, stabilità occupazionale, tutela dei salari e clausole di salvaguardia nei contratti.

Dimostriamo con i fatti che, quando c'è la volontà politica, cambiare paradigma non solo è possibile, ma doveroso per le generazioni presenti e future.

💚 L'Umbria è pronta a farsi guida ed eccellenza europea nell'economia circolare.

NEL 2022 LA SINDACA DI ORVIETO VOTAVA PER L’AMPLIAMENTO DE LE CRETE; OGGI SI DICE CONTRO IL PIANO CHE METTE NERO SU BIAN...
23/10/2026

NEL 2022 LA SINDACA DI ORVIETO VOTAVA PER L’AMPLIAMENTO DE LE CRETE; OGGI SI DICE CONTRO IL PIANO CHE METTE NERO SU BIANCO LO STOP A NUOVI AMPLIAMENTI

"La trasparenza delle istituzioni si misura sulla veridicità degli atti scritti. Contestare oggi la revisione del Piano Regionale dei Rifiuti fingendo di ignorare le proprie responsabilità amministrative passate è un'operazione di mistificazione che va smentita con i dati e con i provvedimenti ufficiali. Affermare che la revisione del Piano si basa sull’ampliamento delle discariche è totalmente falso e l'esatto opposto di quanto scritto nero su bianco". Così il coordinatore provinciale ternano del M5S, Daniele Pica, in risposta alle dichiarazioni della sindaca di Orvieto, Roberta Tardani.

L'ampliamento per complessivi 1.200.000 mc delle tre discariche strategiche regionali (Belladanza, Borgogiglione e Le Crete di Orvieto) è stato approvato dalla precedente amministrazione regionale di centrodestra con la D.G.R. n. 2 del 5 gennaio 2022. Tale provvedimento è stato recepito nel Piano regionale del 2023, sul quale il Consiglio delle Autonomie Locali (CAL) ha espresso parere favorevole il 16 novembre 2022, grazie ad un solo voto di scarto. In quella sede, la sindaca di Orvieto, Roberta Tardani, ha espresso voto favorevole all'assetto pianificatorio che disponeva l'ampliamento degli invasi. Risulta del tutto paradossale che chi nel 2022 ha votato a favore dell'estensione delle volumetrie in discarica si opponga oggi ad un Piano che mette formale termine ad ogni ulteriore espansione.

Il nuovo Piano di gestione integrata dei rifiuti stabilisce in modo perentorio che, una volta saturate le volumetrie già autorizzate e deliberate dalla Giunta Tesei nel 2022, le tre discariche regionali cesseranno di essere individuate come strategiche e andranno a chiusura definitiva. Al 2035, la nuova pianificazione fissa il conferimento in discarica al 9,8%, al di sotto del limite del 10% stabilito dalla Direttiva (UE) 2018/850, lasciando una capacità residua di oltre 147.000 mc, a fronte del deficit di -40.000 mc che avrebbe generato la pianificazione della Giunta Tesei. Finiti i volumi decisi nel 2022, non vi sarà alcun ulteriore ampliamento né per la discarica de Le Crete né per gli altri siti umbri.

L'istanza di Provvedimento Autorizzatorio Unico Ambientale (PAUR), depositata il 15 luglio 2026 dalla società gestrice costituisce un adempimento tecnico vincolato ex lege (D.Lgs. 152/2006) ed è stato presentato proprio in attuazione della DGR n. 2/2022 approvata dal centrodestra. Gli uffici tecnici regionali hanno l'obbligo di legge di condurre l'istruttoria. Un'interruzione o una revoca arbitraria della delibera del 2022 da parte della Giunta regionale è giuridicamente irrealizzabile — essendo l'atto stato recepito nel Piano 2023 approvato dall'Assemblea Legislativa — ed esporrebbe la Regione a contenziosi risarcitori milionari per violazione del legittimo affidamento.
Il vecchio impianto di incenerimento previsto dal centrodestra non avrebbe eliminato le discariche, poiché avrebbe generato ogni anno oltre 30.800 tonnellate di scorie e ceneri volanti da smaltire comunque negli invasi regionali.
Va inoltre rilevato che il gigantesco inceneritore avrebbe richiesto un investimento (ricalcolato sui costi reali attuali) superiore a 250 milioni di euro, portando le tariffe di smaltimento a oltre 200 euro/tonnellata e scaricando un extracosto di circa 9 milioni di euro all'anno direttamente sulle bollette TARI dei cittadini umbri.
Il nuovo Piano punta sull'innalzamento della raccolta differenziata all'80% entro il 2030, sulla tariffazione puntuale e sull'ammodernamento della rete impiantistica pubblica, generando un risparmio stimato di circa 10 milioni di euro all'anno nei Piani Economico-Finanziari dei Comuni.
"I cittadini di Orvieto e dell'Umbria meritano verità e rispetto - conclude il coordinatore provinciale del M5S - la stagione delle proteste di facciata in pubblico, mentre nelle stanze dei bottoni si votava favorevolmente ai provvedimenti è finita. La Regione Umbria sta applicando la legge con il massimo rigore, garantendo la chiusura definitiva delle discariche all'esaurimento delle quote stabilite dal centrodestra e tutelando la salute e le tasche dei cittadini".

DANIELE PICA, COORDINATORE PROVINCIALE M5S TERNI

𝐅𝐢𝐧𝐞 𝐯𝐢𝐭𝐚, 𝐢𝐥 𝐌𝐨𝐯𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝟓 𝐒𝐭𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐭𝐚𝐠𝐨𝐧𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐩𝐩𝐫𝐨𝐯𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐥𝐞𝐠𝐠𝐞 𝐢𝐧 𝐔𝐦𝐛𝐫𝐢𝐚. 𝐅𝐚𝐧𝐭𝐚𝐮𝐳𝐳𝐢: «𝐃𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐫𝐞...
23/10/2026

𝐅𝐢𝐧𝐞 𝐯𝐢𝐭𝐚, 𝐢𝐥 𝐌𝐨𝐯𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝟓 𝐒𝐭𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐭𝐚𝐠𝐨𝐧𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐩𝐩𝐫𝐨𝐯𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐥𝐞𝐠𝐠𝐞 𝐢𝐧 𝐔𝐦𝐛𝐫𝐢𝐚. 𝐅𝐚𝐧𝐭𝐚𝐮𝐳𝐳𝐢: «𝐃𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐫𝐞𝐭𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐢𝐥 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐠𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐮𝐦𝐚𝐧𝐚»

𝐼𝑙 𝑐𝑜𝑜𝑟𝑑𝑖𝑛𝑎𝑡𝑜𝑟𝑒 𝑟𝑒𝑔𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑒 𝑟𝑖𝑛𝑔𝑟𝑎𝑧𝑖𝑎 𝐿𝑢𝑐𝑎 𝑆𝑖𝑚𝑜𝑛𝑒𝑡𝑡𝑖, 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑇𝑒𝑟𝑧𝑎 𝐶𝑜𝑚𝑚𝑖𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒, 𝑝𝑒𝑟 𝑖𝑙 𝑙𝑎𝑣𝑜𝑟𝑜 𝑖𝑠𝑡𝑖𝑡𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑒 𝑠𝑣𝑜𝑙𝑡𝑜: «𝐻𝑎 𝑔𝑢𝑖𝑑𝑎𝑡𝑜 𝑢𝑛 𝑝𝑒𝑟𝑐𝑜𝑟𝑠𝑜 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑙𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝑠𝑒𝑟𝑖𝑒𝑡𝑎̀, 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑒𝑡𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑒 𝑠𝑒𝑛𝑠𝑜 𝑑𝑖 𝑟𝑒𝑠𝑝𝑜𝑛𝑠𝑎𝑏𝑖𝑙𝑖𝑡𝑎̀»

L’Umbria ha approvato la legge di iniziativa popolare sul fine vita, compiendo un passaggio importante sul piano dei diritti, della dignità della persona e delle responsabilità delle istituzioni. Un risultato che porta anche il segno dell’impegno del Movimento 5 Stelle, che ha sostenuto il provvedimento in Assemblea legislativa e contribuito al percorso istituzionale che ha condotto alla sua approvazione.

«L’approvazione di questa legge dimostra quanto sia importante che la politica sappia affrontare anche le questioni più difficili, mettendo al centro le persone, i loro diritti e la loro dignità. Il Movimento 5 Stelle ha creduto nella necessità di dare una risposta concreta a una domanda di diritti e tutele che non poteva essere ignorata. Non si tratta di semplificare un tema che coinvolge coscienze, sofferenze e storie personali, ma di garantire un quadro di regole e garanzie nel rispetto della Costituzione e della giurisprudenza», dichiara David Fantauzzi, coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle Umbria.

«Voglio rivolgere un ringraziamento sincero a Luca Simonetti, presidente della Terza Commissione, per il lavoro portato avanti con serietà, equilibrio e responsabilità. Il suo ruolo è stato essenziale nel percorso istituzionale che ha consentito alla proposta di essere esaminata e arrivare al voto dell’Aula. In una fase complessa, ha saputo garantire attenzione alle procedure, confronto e rispetto delle prerogative istituzionali. È questo il senso dell’impegno che chiediamo ai nostri rappresentanti, lavorare con competenza, senza sottrarsi alle questioni difficili e senza perdere mai di vista le persone».

Il Movimento 5 Stelle Umbria ringrazia inoltre le cittadine e i cittadini che hanno sostenuto la proposta con la raccolta delle firme e tutti i promotori dell’iniziativa popolare, che hanno contribuito a portare il tema all’attenzione delle istituzioni. La legge, sostenuta da 4.801 firme, è stata approvata dall’Assemblea legislativa il 22 ottobre con 11 voti favorevoli, espressi da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra.

«Il Movimento 5 Stelle continuerà a lavorare affinché i diritti non restino dichiarazioni di principio, ma trovino risposte concrete nei servizi e nelle istituzioni. La dignità umana deve essere il punto di partenza di ogni scelta pubblica, soprattutto quando ci troviamo di fronte alla sofferenza e alla libertà delle persone», conclude il coordinatore regionale David Fantauzzi.

"La nostra scelta è traghettare la regione verso l'economia circolare senza gravare i cittadini di ulteriori costi in te...
19/10/2026

"La nostra scelta è traghettare la regione verso l'economia circolare senza gravare i cittadini di ulteriori costi in termini economici e ambientali". Ben detto Thomas De Luca. Avanti così 💪

📌 𝐌𝐞𝐧𝐨 𝐫𝐢𝐟𝐢𝐮𝐭𝐢 𝐢𝐧 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐚𝐫𝐢𝐜𝐚 𝐞 𝐧𝐞𝐬𝐬𝐮𝐧 𝐮𝐥𝐭𝐞𝐫𝐢𝐨𝐫𝐞 𝐚𝐦𝐩𝐥𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨. 𝐍𝐞𝐥 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐨 𝐏𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐚𝐫𝐢𝐜𝐚 𝐫𝐢𝐦𝐚𝐫𝐫𝐚̀ 𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐧𝐮𝐭𝐚 𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐢 𝐥𝐢𝐦𝐢𝐭𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐬𝐭𝐢 𝐝𝐚𝐥𝐥'𝐔𝐧𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐄𝐮𝐫𝐨𝐩𝐞𝐚

L'attuale Giunta regionale si è sempre contraddistinta per un approccio di leale collaborazione e piena disponibilità al confronto istituzionale con tutti gli amministratori e sindaci a prescindere dalla loro appartenenza politica. Accolgo pertanto con favore che i sindaci di centrodestra in Umbria abbiano deciso di voler discutere nel merito il nuovo Piano regionale di gestione dei rifiuti al prossimo Consiglio delle Autonomie Locali dell'Umbria.

Si tratta di uno snodo fondamentale per il futuro sostenibile dell'Umbria e per questo la sua piena condivisione è fondamentale. Siamo fiduciosi che riusciremo a convincere anche loro che la scelta giusta è superare inceneritore che avrebbe gravato con costi insostenibili sulle bollette degli umbri e ulteriori ampliamenti delle discariche che il piano della precedente Giunta avrebbe comportato.

Il nostro aggiornamento prevede una volumetria disponibile al 2035 di circa 150 mila metri cubi a differenza del deficit di - 40 mila previsto dal piano precedente. Deficit certamente più ampio a causa delle ulteriori 50 mila tonnellate in più conferite nel 2024 e in contrasto con la legge e con la pianificazione, nonché le ulteriori circa 300 mila tonnellate causate dalla scelta di procrastinare ad agosto 2029 l'entrata in funzione dell'impiantistica prevista.

La nostra scelta è traghettare la regione verso l'economia circolare senza gravare i cittadini di ulteriori costi in termini economici e ambientali. Puntiamo sulla gerarchia europea partendo da prevenzione, riuso, riciclo e recupero. E lo facciamo con i fatti, ad esempio il bando da 3,5 milioni per i centri di raccolta comunali.

Mi sorprende che il sindaco di Gubbio si dichiari contrario a sostituire il CSS oggi importato da Lombardia, Lazio, Emilia-Romagna con quello prodotto in Umbria. È bene ricordare che i cementifici eugubini sono autorizzati a bruciare ben 100 mila tonnellate di CSS, molto di più di quanto previsto nel piano. Una filiera pubblica e regionale in grado di permettere verifica e monitoraggio della qualità e la sua progressiva riduzione è, ad oggi, l'unica proposta per una transizione finalizzata alla progressiva introduzione di combustibili alternativi come l'idrogeno, in sostituzione del pet coke e progressivamente in futuro dello stesso CSS.

Giusta la sollecitazione a monitorare la qualità delle frazioni raccolte e la capacità degli impianti di riciclo. Ma voglio ribadire, infine, che l'ampliamento de Le Crete - esattamente come quelli di Belladanza e Borgo Giglione - è stato autorizzato in seguito alla delibera 2/2022 e al pieno recepimento della stessa nel Piano Rifiuti approvato dalla Giunta Tesei.

Un arbitrario intervento per bloccare una procedura di PAUR di esclusiva competenza tecnica, oltre ad essere annullabile dagli organi giudiziari, causerebbe gravissimi contenziosi legali ed economico-finanziari a spese di tutti cittadini umbri.

La mia risposta ai sindaci di centrodestra che chiedono il riesame al Cal ⤵️

https://www.regione.umbria.it/notizie/-/asset_publisher/54m7RxsCDsHr/content/rifiuti-l-assessore-thomas-de-luca-risponde-ai-sindaci-di-centrodestra-che-chiedono-il-riesame-al-cal-positivo-discutere-nel-merito-abbandonando-le-st?read_more=true

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