13/05/2026
🔵 CINQUANT’ORE - Spettacolo teatrale🔵
La memoria non si conserva da sola.
Per non dimenticare i fatti drammatici, taciuti per decenni, che sconvolsero il territorio delle province di Frosinone e Latina nel maggio del ‘44, Olimpia Ferrara porta in scena la storia di Maria Teresa Moretti e il dolore di tante donne che, come lei, furono vittime della cieca violenza della guerra.
🗓️ Sabato 23 Maggio alle ore 21.00, siete tutti invitati allo Spettacolo Teatrale “Cinquant’ore”, presso l’Ex Chiesa di San Sebastiano a Coreno Ausonio. 🗓️
Ingresso Gratuito.
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DRAMMATURGIA E INTERPRETAZIONE:
Olimpia Ferrara
REGIA: Giorgia Filanti
DURATA: 50 minuti circa
SINOSSI: Cinquant’ore racconta la vera storia di Maria Teresa Moretti, una donna di Esperia, piccolo paese in provincia di Frosinone, che, dopo essere stata vittima di uno stupro nel maggio del 1944, perpetrato dal contingente nord-africano dell’esercito francese, sostenuta dal marito, decide di andare a denunciare il tragico evento.
Lo spettacolo non indaga il momento della terribile violenza che, ad Esperia, per circa tre giorni, fu perpetrata ai danni di circa settecento individui (madri, nonne, bambine e uomini) ma porta l’attenzione sulla seconda ondata di violenze che le donne esperiane e dei paesi limitrofi subirono: quella morale.
Le famiglie si strinsero intorno alle vittime di questi nefandi delitti, cercando di coprire e insabbiare tutto quello che avevano vissuto. Perché, se si fosse venuto a sapere, le donne già sposate sarebbero state ripudiate e quelle ancora in età da marito non le avrebbe sposate nessuno in quanto già “rovinate”.
Cinquant’ore porta l’attenzione su quel lasso di tempo che va da dopo la violenza subita da Maria Teresa a quando, finalmente, decide di andare in caserma a denunciare tutto. Appaiono dei genitori tradizionalisti e intransigenti che non hanno dubbi sul da farsi: insabbiare tutto, far finta che nulla sia successo. Dall’altra parte un marito poco tollerato dalla famiglia di lei, Antonio, con una mentalità moderna e controcorrente che sostiene Maria Teresa e la lascia decidere da sola.
Alla fine, la terribile denuncia sarà fatta da lei personalmente e senza mezzi termini. Tante altre donne prenderanno esempio da lei e usciranno dall’anonimato per gridare a gran voce, anche loro, lo scempio tremendo di cui sono state vittime. “Cinquant’ore” non indaga le responsabilità dell’uno o dell’altro schieramento per l’accaduto ma condanna la guerra e tutte le terribili storture che ne derivano e che si abbattono sui civili, tra queste lo stupro di massa.
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