08/08/2026
È uscito sul Giornale di Brescia un articolo che parla della situazione finanziaria del Comune di Urago d’Oglio. Vogliamo approfondirvelo andando direttamente alla fonte: la deliberazione n. 252/2026/PRSP della Corte dei conti – Sezione regionale di controllo per la Lombardia.
La deliberazione, adottata il 1° luglio e depositata il 21 luglio 2026, ricostruisce nel dettaglio la situazione che ha portato il Comune al Piano di riequilibri pluriennale.
Il punto di partenza è ormai noto: 1.588.591,35 euro di disavanzo da ripianare.
Ma il dato più interessante non è soltanto la cifra. È capire come si è arrivati a questa situazione.
La Corte ricorda che sono stati eliminati oltre 1,6 milioni di euro di residui attivi, riferiti anche a entrate tributarie pregresse prive di riscontri certi sulla loro effettiva esigibilità e a partite di giro utilizzate per coprire capitoli di spesa senza un effettivo accertamento di entrata.
C’è poi il tema delle anticipazioni di tesoreria, sul quale abbiamo più volte espresso le nostre perplessità.
La Corte parla espressamente di una “strutturale e reiterata dipendenza dall’anticipazione di cassa”, utilizzata per sostenere la spesa ordinaria e arrivata ad assumere i connotati di un “finanziamento strutturale del fabbisogno di cassa dell’Ente”.
Nel 2024 il Comune vi ha fatto ricorso per 173 giorni e, al 31 dicembre, risultavano ancora da restituire 134.691,71 euro.
A questo si aggiunge la gestione della cassa vincolata. Lo stesso Comune ha ricostruito come somme aventi una specifica destinazione siano state utilizzate anche per esigenze temporanee di liquidità senza una contestuale e sistematica rilevazione dei movimenti di utilizzo e successivo reintegro. La Corte ricorda che questi flussi devono invece essere rilevati in maniera continua e puntuale.
Altro capitolo fondamentale è quello della riscossione.
Nel periodo 2021-2024 sono rimaste iscritte tra i residui alcune entrate prive di idoneo titolo giuridico, circostanza che lo stesso Comune individua tra le principali cause dello squilibrio. La situazione nel 2025 migliora, ma la Corte chiede di proseguire il monitoraggio e soprattutto di rendere più efficace la riscossione.
E i numeri spiegano bene il problema: nella ricostruzione utilizzata per il Fondo crediti di dubbia esigibilità, la riscossione storica sui residui è stata, ad esempio, del 17,06% per l’IMU tramite ruoli e del 18,57% per i proventi del Codice della strada.
Non è ancora tutto.
La Corte richiama anche 100.000 euro di entrate in conto capitale destinate a spese correnti nel 2026, rilevando che su questo punto non era stata fornita alcuna giustificazione né in adunanza né negli allegati alla variazione di bilancio. La Sezione parla di un “punto nodale” e chiede che venga fornita un’adeguata spiegazione nella prima sede utile.
Anche le partite di giro non risultano ancora completamente sistemate. Nel rendiconto 2025 sono state mantenute alcune poste che dovranno essere successivamente regolarizzate; le poste da rettificare riguardano anche entrate relative ai servizi cimiteriali e l’Ente intende intervenire con il rendiconto 2026.
Poi c’è una domanda inevitabile: come si pensa di risanare tutto questo?
Il Piano prevede che dei circa 1,59 milioni di euro da recuperare, 1.260.000 euro, pari al 79,32%, derivino da IMU, addizionale IRPEF e tariffe delle concessioni cimiteriali.
Ed è qui che rimane la nostra critica politica: il principale strumento scelto per risanare i conti sono gli aumenti già approvati a carico degli uraghesi, senza che dal Piano emerga un altro vero pilastro capace di incidere in maniera significativa.
La Corte ha approvato il Piano di riequilibrio, ma la deliberazione è tutt’altro che una promozione senza condizioni: restano numerosi rilievi, prescrizioni e punti da monitorare, dalla riscossione ai residui, dalle anticipazioni di cassa alle partite di giro, fino alla corretta tenuta degli equilibri negli anni successivi.
Il Piano è approvato ma la Corte continua a vigilare e i problemi, evidentemente, non sono affatto chiusi.
Fonte: Corte dei conti – Sezione regionale di controllo per la Lombardia, deliberazione n. 252/2026/PRSP.