Fondazione Opera Santi Medici Cosma e Damiano - Bitonto - ETS

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Fondazione Opera Santi Medici Cosma e Damiano - Bitonto - ETS Per informazioni: www.fondazionesantimedici.it


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Con il Decreto Legislativo n. 231, dell’8 giugno 2001, riguardante la “Disciplinadella responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società edelle associazioni anche prive di personalità giuridica, a norma dell’art. 11della legge 29 settembre 2000, n. 300” è stata introdotta la responsabilitàamministrativa - penale anche per le persone giuridiche, inbase alla quale queste ultime possono essere ritenute responsabili, econseguentemente sanzionate, in relazione a taluni reati commessi o tentatinell'interesse o a vantaggio della fondazione dagli amministratori o daidipendenti. FONDAZIONE OPERA SANTI MEDICICOSMA E DAMIANO BITONTO, ha adottato il suo Modello di Organizzazione, Gestionee Controllo ex D.lgs. 231/01 per la prevenzione dei reati commessi nell’interesse o a vantaggio della fondazione e ha nominato un Organismo diVigilanza dotato di autonomi poteri di iniziativa e controllo, in conformitàalla disciplina di legge. Per maggiori informazioni CLICCA QUI

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03/10/2026

A stasera.
Ore 21.15 su Tele Dehon
Canale 19 del Digitale Terrestre

𝟐𝟔 𝐒𝐞𝐭𝐭𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟔𝐅𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐋𝐢𝐭𝐮𝐫𝐠𝐢𝐜𝐚 𝐒𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐌𝐞𝐝𝐢𝐜𝐢 𝐂𝐨𝐬𝐦𝐚 𝐞 𝐃𝐚𝐦𝐢𝐚𝐧𝐨𝐁𝐮𝐨𝐧 "𝐨𝐧𝐨𝐦𝐚𝐬𝐭𝐢𝐜𝐨" 𝐅𝐨𝐧𝐝𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞La festa dei Santi Medici Cosma...
26/09/2026

𝟐𝟔 𝐒𝐞𝐭𝐭𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟔
𝐅𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐋𝐢𝐭𝐮𝐫𝐠𝐢𝐜𝐚 𝐒𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐌𝐞𝐝𝐢𝐜𝐢 𝐂𝐨𝐬𝐦𝐚 𝐞 𝐃𝐚𝐦𝐢𝐚𝐧𝐨

𝐁𝐮𝐨𝐧 "𝐨𝐧𝐨𝐦𝐚𝐬𝐭𝐢𝐜𝐨" 𝐅𝐨𝐧𝐝𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞

La festa dei Santi Medici Cosma e Damiano è, per la nostra Fondazione, qualcosa di più di una ricorrenza.
Ci ricorda da dove veniamo e, soprattutto, il senso di quello che ogni giorno siamo chiamati a fare.
Cosma e Damiano erano chiamati Anargiri, perché curavano senza chiedere nulla in cambio. È una parola antica, ma continua a parlare con grande forza anche al nostro tempo: gratuità, prossimità, attenzione all’altro, capacità di stare accanto alla fragilità.
Forse oggi essere un po’ “fuori moda” significa proprio questo: continuare a credere che non tutto abbia un prezzo, che non tutto si misuri, che non tutto debba produrre un tornaconto. Significa riscoprire il valore del tempo donato, della presenza discreta, del servizio fatto senza cercare riconoscimenti.
Portare il nome dei Santi Medici significa allora assumere ogni giorno questa responsabilità: fare della cura non soltanto un lavoro, ma uno stile; non soltanto una prestazione, ma una presenza; non soltanto un compito, ma una responsabilità; non soltanto qualcosa da fare, ma un modo di stare accanto; non soltanto efficienza, ma umanità; non soltanto professionalità, ma prossimità.
È questo il senso più profondo del nostro impegno.
Buona festa alla nostra Fondazione e a tutti voi, dipendenti e volontari, che ogni giorno, con quello che fate e con quello che siete, continuate a rendere viva la testimonianza di Cosma e Damiano.

La Presidenza e la Direzione



𝑰𝒎𝒎𝒂𝒈𝒊𝒏𝒆:
𝑺𝒕𝒆𝒇𝒂𝒏𝒐 𝒅𝒂 𝑷𝒖𝒕𝒊𝒈𝒏𝒂𝒏𝒐 (𝒂𝒕𝒕𝒓.),
𝑺𝒂𝒏𝒕𝒊 𝑪𝒐𝒔𝒎𝒂 𝒆 𝑫𝒂𝒎𝒊𝒂𝒏𝒐, (𝒇𝒊𝒏𝒆 𝑿𝑽 𝒔𝒆𝒄.),
𝑺𝒄𝒖𝒍𝒕𝒖𝒓𝒆 𝒑𝒐𝒍𝒊𝒄𝒓𝒐𝒎𝒆, 𝑩𝒊𝒕𝒐𝒏𝒕𝒐, 𝑴𝒖𝒔𝒆𝒐 𝑫𝒊𝒐𝒄𝒆𝒔𝒂𝒏𝒐 “𝑴𝒐𝒏𝒔. 𝑨𝒖𝒓𝒆𝒍𝒊𝒐 𝑴𝒂𝒓𝒆𝒏𝒂"

𝗔𝗟𝗟𝗔𝗥𝗚𝗔𝗥𝗘 𝗟𝗔 𝗧𝗘𝗡𝗗𝗔, 𝗥𝗜𝗘𝗠𝗣𝗜𝗥𝗘 𝗟𝗢 𝗭𝗔𝗜𝗡𝗢, 𝗢𝗥𝗚𝗔𝗡𝗜𝗭𝗭𝗔𝗥𝗘 𝗟𝗔 𝗦𝗣𝗘𝗥𝗔𝗡𝗭𝗔Ha preso il via presso la Fondazione Opera Santi Medici Co...
18/09/2026

𝗔𝗟𝗟𝗔𝗥𝗚𝗔𝗥𝗘 𝗟𝗔 𝗧𝗘𝗡𝗗𝗔, 𝗥𝗜𝗘𝗠𝗣𝗜𝗥𝗘 𝗟𝗢 𝗭𝗔𝗜𝗡𝗢, 𝗢𝗥𝗚𝗔𝗡𝗜𝗭𝗭𝗔𝗥𝗘 𝗟𝗔 𝗦𝗣𝗘𝗥𝗔𝗡𝗭𝗔

Ha preso il via presso la Fondazione Opera Santi Medici Cosma e Damiano – Bitonto – ETS il nuovo anno di Servizio Civile Universale: 26 giovani che, per i prossimi dodici mesi, condivideranno la vita, i servizi e le attività della Fondazione.
Nel saluto di apertura, il Presidente ha affidato loro un’immagine tratta dal profeta Isaia: «Allarga lo spazio della tua tenda». Un invito a fare spazio, ad accogliere persone, storie e fragilità, ma anche a lasciarsi interrogare e cambiare dall’incontro con l’altro.
Il Direttore Generale, presentando la storia e la missione della Fondazione, ha invitato i giovani a considerare questi dodici mesi non semplicemente come un’esperienza da aggiungere al curriculum, ma come un anno nel quale investire se stessi.
Un anno per imparare e per donarsi. Per scoprire il valore della cura, esercitare la responsabilità, comprendere il senso del dono, vivere concretamente la sussidiarietà e sperimentare cosa significhi essere parte di una comunità che prova, ogni giorno, a dare risposte ai bisogni delle persone.
E poi l’empatia: la capacità di incontrare davvero l’altro, di ascoltare prima di giudicare, di comprendere prima di rispondere. Perché dietro ogni bisogno c’è sempre una persona, con la sua storia, la sua dignità e la sua unicità.
La giornata è stata accompagnata dall’attività dello zaino. Uno zaino che oggi rappresenta simbolicamente l’anno che abbiamo davanti e nel quale ciascuno ha affidato le proprie attese, i desideri e ciò che spera di trovare in questa esperienza.
Ma nessuno arriva davvero con uno zaino vuoto. Ognuno porta già qualcosa: talenti, capacità, esperienze, entusiasmo, domande e anche fragilità. Qualcosa da mettere a disposizione degli altri.
Durante questi dodici mesi quello zaino potrà riempirsi di volti, incontri, competenze, relazioni, responsabilità, fatiche e gesti di cura. E forse dovrà anche alleggerirsi di qualcosa. Perché crescere non significa soltanto aggiungere: qualche volta significa anche lasciare andare pregiudizi, certezze, individualismi e modi di guardare gli altri.
L’augurio è che, tra un anno, possiamo riaprire insieme quello zaino e rileggere le parole scritte oggi, verificando quante attese hanno trovato risposta e quante sono state superate da qualcosa di nuovo e inatteso.
E allora la domanda non sarà soltanto «che cosa ho ricevuto?», ma anche «che cosa ho donato?». Non soltanto cosa porto nel mio zaino, ma come sono cambiato durante il cammino.
Perché il Servizio Civile può essere questo: allargare la propria tenda, riempire il proprio zaino e fare spazio agli altri.
E scoprire che la speranza non è soltanto qualcosa da attendere. Può diventare cura, responsabilità, dono, servizio e presenza.
Può diventare qualcosa che, insieme, si organizza.
Buon cammino ai nostri 26 giovani. Buon Servizio Civile!

https://fondazionesantimedici.it/allargare-la-tenda-riempire-lo-zaino-organizzare-la-speranza-inizio-anno-servizio-civile/



CSV San Nicola
Dipartimento per le politiche giovanili e il servizio civile universale – Presidenza del Consiglio dei Ministri

Ci sono giornate che servono anche a ricordarci chi siamo. Quella vissuta ieri a Matera è stata una di queste: operatori...
10/09/2026

Ci sono giornate che servono anche a ricordarci chi siamo. Quella vissuta ieri a Matera è stata una di queste: operatori, volontari, ospiti e residenti delle nostre strutture insieme, fuori dai luoghi e dai ritmi abituali, per riconoscerci ancora una volta parte di un’unica realtà.
Ad accompagnarci, le parole di S.E. Mons. Benoni Ambarus, Arcivescovo di Matera-Irsina: custodire la memoria delle nostre ferite per custodire chi ci è affidato. Ricordarci della nostra fragilità ci aiuta a superare la distinzione tra chi dà e chi riceve, tra chi cura e chi è curato. Perché la misura piena non è nostra: è di Dio.
Alla Cooperativa Il Sicomoro abbiamo poi incontrato una fragilità capace di diventare forza, dignità e possibilità: persone con disabilità protagoniste nell’accogliere, cucinare, servire e condividere.
E infine Matera, la sua bellezza, il cammino insieme e persino un po’ di pioggia, che abbiamo accolto come una benedizione.
Il Vescovo ci ha detto che gli operatori sociali sono un po’ “fuori moda”. Vogliamo continuare ad esserlo, se significa non perdere di vista chi rischia di essere scartato.
Grazie a tutti per questa giornata. Anche questo significa riconoscerci comunità e continuare, insieme, a .

https://fondazionesantimedici.it/una-giornata-a-matera/

𝗨𝗡𝗔 𝗩𝗜𝗦𝗜𝗧𝗔 𝗖𝗛𝗘 𝗦𝗜 𝗙𝗔 𝗖𝗨𝗥𝗔C’è un’immagine della Madonna delle Grazie, custodita nel cimitero di Bitonto proprio all'entra...
30/08/2026

𝗨𝗡𝗔 𝗩𝗜𝗦𝗜𝗧𝗔 𝗖𝗛𝗘 𝗦𝗜 𝗙𝗔 𝗖𝗨𝗥𝗔

C’è un’immagine della Madonna delle Grazie, custodita nel cimitero di Bitonto proprio all'entrata della ca****la a lei dedicata, che la raffigura mentre allatta il Bambino. È forse una delle rappresentazioni più umane e concrete della maternità: nutrire, sostenere, custodire la vita nella sua fragilità.
Oggi l’immagine della Madonna delle Grazie ha fatto visita all’Hospice “Aurelio Marena” di Bitonto.
Una sosta breve, ma carica di significato. Quasi a riproporre, in un luogo nel quale ogni giorno ci si prende cura della fragilità, quel gesto antico e materno: esserci, stare accanto, prendersi cura.
In Hospice sappiamo che arriva un momento nel quale curare non significa più guarire. Ma questo non significa che non ci sia più nulla da fare. Al contrario, c’è ancora moltissimo da fare: alleviare il dolore, accompagnare, ascoltare, accarezzare, rispettare, custodire la dignità di ogni persona fino alla fine.
Per questo la visita della Madonna delle Grazie assume per noi un significato particolare. Non quello di una presenza che cancella la sofferenza o offre facili risposte, ma quello di una Madre che si avvicina alla fragilità e se ne prende cura.
E forse la grazia più autentica è proprio questa: non lasciare mai solo chi attraversa il tempo della malattia e della fragilità.
Una visita breve.
Un gesto silenzioso.
Un’immagine di cura.
E, proprio per questo, profondamente vicina a ciò che ogni giorno cerchiamo di vivere nel nostro Hospice.

Grazie alla Confraternita della Madonna delle Grazie per questo dono prezioso e meraviglioso

Hospice Aurelio Marena BITONTO-Fondazione Opera Santi Medici

Parrocchia-Santuario Santi Medici Bitonto - Basilica Pontificia

https://fondazionesantimedici.it/%f0%9d%97%a8%f0%9d%97%a1%f0%9d%97%94-%f0%9d%97%a9%f0%9d%97%9c%f0%9d%97%a6%f0%9d%97%9c%f0%9d%97%a7%f0%9d%97%94-%f0%9d%97%96%f0%9d%97%9b%f0%9d%97%98-%f0%9d%97%a6%f0%9d%97%9c-%f0%9d%97%99%f0%9d%97%94/

21/08/2026

Auguri alla nostra Casa alloggio ''Raggio di Sole''- Fondazione Opera Santi Medici Bitonto direttamente dal Kenia

Indirizzo

Piazza Mons. Aurelio Marena, 34
Bitonto
70032

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