30/10/2026
Non siano disposti ad avallare l’ennesimo provvedimento da sceriffi di questa Giunta e di questa maggioranza.
MOVIMENTO 5 STELLE MONZA
REGOLAMENTO DELLA POLIZIA LOCALE: NON INTENDIAMO AVALLARLO
Nella seduta del 29 ottobre il Consiglio Comunale ha approvato, con i soli voti della maggioranza, il nuovo Regolamento del Corpo di Polizia Locale.
I consiglieri della coalizione progressista non hanno partecipato al voto.
Sono intervenuti, hanno espresso la posizione, e sono usciti prima della votazione.
Non per sottrarsi alle proprie responsabilità, e non perché siamo contro la sicurezza o contro la Polizia Locale.
Non abbiamo voluto avallare un testo con criticità serie, pieno di difetti e di contenuti inaccettabili, portato in aula con un metodo che ha impedito ai consiglieri di svolgere il proprio lavoro.
IL METODO
Il regolamento riscrive poteri, dotazioni e limiti di un corpo armato: 48 pagine, 66 articoli. È stato presentato in Commissione due giorni prima del Consiglio.
Il Regolamento del Consiglio Comunale fissa a due giorni dalla seduta il termine per gli emendamenti, e quei due giorni scadevano mentre si svolgeva l’istruttoria. Emendare era in pratica impossibile.
Come coalizione progressista abbiamo provato a evitarlo. I consiglieri di opposizione, attraverso canali ufficiali, hanno chiesto, senza esito, che la Commissione non fosse convocata così vicina al Consiglio.
In aula hanno presentato una richiesta di sospensiva ai sensi del regolamento.
Giunta e maggioranza di centrodestra hanno detto no a tutto.
A questo punto, è risultato evidente che votare il documento avrebbe significato dare legittimità a un percorso che ha tolto ai consiglieri la possibilità di svolgere il proprio ruolo.
Come ha detto nel suo intervento la nostra capogruppo Laura Valli, "Noi il regolamento l’abbiamo studiato pagina per pagina. Ne abbiamo riconosciuto i punti di forza, ne abbiamo individuato le criticità e avevamo proposte per migliorarlo, a tutela del Comune, degli agenti e dei cittadini. Non ce ne è stato dato il modo."
La Giunta e la maggioranza che la sostiene hanno "trasformato la Commissione in una formalità e il Consiglio in un organo di ratifica delle proprie decisioni."
IL MERITO: I NODI CHE MERITAVANO UN CONFRONTO VERO
⚡ Taser (art. 59): rispetta la legge?
L’art. 19 del DL 113/2018 prevede un percorso preciso: un apposito regolamento comunale, conforme alle linee generali su formazione e tutela della salute, prima della sperimentazione. Poi, solo se l’esito è positivo, un nuovo regolamento per l’assegnazione effettiva dell’arma.
Qui il Taser è disciplinato da un solo articolo, dentro il regolamento del Corpo, che apre la strada alla sperimentazione. Il Consiglio torna in gioco solo alla fine, e solo se la Giunta giudica favorevole l’esito: la relazione del Comandante va alla Giunta, non al Consiglio. Nel testo non c’è una durata della sperimentazione, né indicatori per valutarla, né l’obbligo di rendere pubblici i dati.
Intanto procedure, assegnazione e custodia sono lasciate a una disposizione del Comandante. L’intervento sanitario dopo l’uso è richiesto solo “ove necessario o opportuno”: per un’arma che può causare danni seri, la regola dovrebbe essere la verifica sanitaria sempre, non a discrezione.
🎥 E la bodycam (art. 58)? Fermo restando che sono indispensabili regole su quando si registra, chi può accedere alle immagini, per quanto tempo vengono conservate e quando cancellate, il suo utilizzo risulta facoltativo: gli agenti “possono” essere dotati.
Noi riteniamo che un’arma a impulsi elettrici dovrebbe quantomeno essere accompagnata da una registrazione obbligatoria: serve a tutelare il cittadino e l’agente, perché è l’unico modo di ricostruire con certezza cosa è successo.
👮 Capelli, trucco e barba
L’art. 32 detta regole diverse per uomini e donne: come raccogliere i capelli ("se tinti, di colore naturale"), il trucco “non eccessivo” per le donne, la lunghezza del taglio e gli orecchini per gli uomini.
L’ordine dell’uniforme conta, ma non può diventare il pretesto per distinzioni di genere e giudizi estetici soggettivi, senza una giustificazione funzionale chiara.
🚁 Droni (art. 60)
Le finalità vanno dalla sicurezza urbana alla tutela del patrimonio pubblico, dal monitoraggio ambientale alla “documentazione di eventi o situazioni rilevanti”. L’attivazione è demandata al Comandante, che stabilisce anche procedure e modalità di trattamento dei dati. Il testo non pone limiti espliciti alla ripresa di manifestazioni o raduni, e non fissa tempi di conservazione delle immagini né chi controlla gli accessi.
Il rimando all’art. 15 del regolamento di videosorveglianza non rassicura: quell’articolo non cita esplicitamente i droni.
Si rinvia a una norma pensata per altro.
📜 Art. 64: chi decide le nuove dotazioni
Le modifiche “tecniche, organizzative, operative” o relative alle “ulteriori dotazioni strumentali” le approva la sola Giunta, previo parere del Comandante, purché non incidano sui contenuti essenziali del regolamento.
Dopo un primo passaggio in Consiglio, la Giunta ha quindi ampia discrezionalità sulla dotazione del corpo. Il testo non dice chi stabilisce se una modifica incide sui “contenuti essenziali”. Con una formula così elastica, il Consiglio rischia di essere totalmente esautorato.
Dopo il regolamento di Polizia Urbana, che ha introdotto il daspo urbano e diviso la città in zone di serie A e di serie B, la Giunta ci regala un nuovo regolamento da sceriffi.
Abbiamo troppo rispetto per i cittadini di Brugherio e per le donne e gli uomini della Polizia Locale, per conferire una parvenza di legittimità a un provvedimento del genere.
La destra si assuma la responsabilità di farlo passare non rispettando le regole, con la sola forza dei numeri, dal momento che le manca quella delle argomentazioni.