14/10/2026
... Sarà così anche stavolta.
Quel buio dentro che genera mostri.
Ieri il quartiere di Librino è tornato alla cronaca per un grave episodio di teppismo. Una pietra lanciata da un cavalcavia ha sfondato il tettuccio di un bus urbano ed ha ferito una persona, per fortuna non gravemente ed alla quale facciamo il nostro augurio di pronta guarigione. Un altro episodio simile era accaduto qualche mese fa, ed anche noi nello scorso maggio abbiamo subito un agguato con una sassaiola partita dalla pista ciclabile abbandonata dietro le palestre che ha sfondato un vetro di un minivan dove dormiva un bambino, rimasto illeso ma terrorizzato.
Al di là della comprensibile e condivisibile rabbia che nasce da queste azioni, viene da domandarsi come si possa arrivare ad un tale livello di degrado umano. E quanto profondo debba essere quel buio dentro chi compie questi gesti, un buio fitto dove si annidano ignoranza, violenza, solitudine, rabbia che trasformano in mostri questi ragazzini. Ragazzini come questi ogni tanto li vediamo arrivare al Campo, convinti - sbagliando - che quel brodo primordiale fatto di violenza e strafottenza sia il loro destino, esibendolo così senza pudore. A volte li acciuffiamo e si comincia un lavoro lunghissimo, un tira e molla costellato di tante sconfitte, di difficoltà, di continue ripartenze. Altre volte li sfioriamo appena perché strapparli da quel mondo non è più possibile.
Tornando alla cronaca resta comunque la consapevolezza che reprimere chi materialmente tira la pietra vada fatto ma non basta. C'è una situazione molto più complessa che va affrontata, in cui il controllo del territorio (che manca totalmente) è un tassello indispensabile ma che dev'essere inserito in un contesto, in un progetto, che comprenda più educazione, più diritti, più scuola, più opportunità vere, più servizi.
Ma questo chi lavora nel quartiere - in qualunque veste - lo chiede da sempre e da sempre riceve solo false promesse e parole al vento. Sarà così anche stavolta.