L'Opificio delle Pietre Dure, noto come OPD, è un Istituto del Ministero della Cultura (MiC) dotato di autonomia speciale, che opera come centro di riferimento nazionale nel settore della conservazione di opere d'arte, svolgendo attività di restauro e consulenza, di ricerca e di alta formazione. L’OPD è oggi sede di:
• un Museo della produzione artistica in pietre dure: illustra la storia della manifattura granducale e dell’Opificio attraverso una selezione di opere, dall’età mediceo-lorenese fino alla seconda metà del XIX secolo;
• laboratori di restauro all'avanguardia: organizzati in 11 Settori in base ai materiali costitutivi delle opere, cui si affiancano due servizi trasversali rispettivamente per i materiali archeologici e per le opere d’arte contemporanee;
• laboratori scientifici per la diagnostica ed un centro di ricerca sulla climatologia;
• la Scuola di Alta Formazione Studi (SAFS), a cui si accede con un concorso pubblico internazionale, che rilascia un diploma equiparato alla laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali (LM-R /02);
• un ricco archivio con documentazione sui restauri compiuti ed una biblioteca specializzata nel settore della conservazione
La Storia: nato per volere di Ferdinando I de’ Medici come manifattura per la lavorazione di arredi in pietre dure, alla fine del XIX secolo l’Opificio delle Pietre Dure ha trasformato la sua attività convertendola al settore del restauro. In seguito all’alluvione che colpì Firenze nel 1966 e all’istituzione del Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali, l’antico Opificio e il Laboratorio restauri della Soprintendenza furono fusi in un'unica entità. A questo nucleo furono annessi i laboratori sorti in seguito all’alluvione.