07/10/2026
La festa del vino ha posato il fiasco.
Ed il conto a carico del Comune per un evento nel quale -ricordiamo e specifichiamo- pochi selezionati (da chi?) privati hanno venduto il loro vino e fatto attività di somministrazione senza alcun bando pubblico di ammissione, è stato decisamente salato.
Almeno per i nostri gusti. E probabilmente anche per quelli dalla corte dei conti a voler guardare bene.
Sommando le determinazioni n. 786, 787, 788, e 789 il costo sostenuto dal Comune è stato infatti di 12.045 euro (data di pubblicazione domenica 25 settembre....) cui, last minute, si sono aggiunti anche i 1338,4 per i diritti Siae con la determinazione 825 del 1° ottobre, pubblicata ovviamente a “festa” finita ovvero il lunedì 5 ottobre.
Da questi conti resta poi escluso il plateatico gratis, ovvero l'utilizzo del cortile di palazzo Broletto per tre giorni, che insomma non è poco.
Insomma una festa, questa del vino, non solo non a tema con la città che come noto non ha vigneti, ma che senza dubbio traccia profili organizzativi di dubbia linearità perchè una amministrazione comunale può organizzare la qualunque ma, se spende soldi pubblici deve spiegare perchè poi a vendere c'erano dei privati e tra l'altro nemmeno tutti quelli del settore presenti in città a quanto risulta.
Alzare troppo il gomito non va mai bene, ma evidentemente qualcuno ogni tanto se lo dimentica.
Il tutto mentre siamo ancora in attesa che l'assessore Picchetti, passata alle ribalte della cronaca per aver clamorosamente negato ad AIDO di lasciare volantini multilingue presso l'anagrafe comunale per promuovere le donazioni di organi, risponda alla interrogazione del Cons. Gnocchi datata 16 settembre scorso. Interrogazione alla quale, probabilmente l'assessora ha preferito non rispondere come avrebbe dovuto per trasparenza, prima della festa ed aspettare i canonici 30 giorni per sperare che della faccenda ci si dimenticasse.....Ma noi non solo abbiamo buona memoria, ma anche ci teniamo a che i quattrini pubblici, pochi o tanti che siano, vengano spesi correttamente in città.