29/10/2026
Consiglio Comunale di oggi, cosa abbiamo discusso e come abbiamo votato.
Questo post è un po’ lungo, lo sappiamo, perché abbiamo scelto di raccontare i punti discussi oggi in Consiglio Comunale senza limitarci a un elenco di titoli e voti. Chi avrà il tempo e l’interesse di leggerlo fino in fondo potrà conoscere meglio gli argomenti affrontati, le domande che abbiamo posto e le ragioni delle nostre posizioni.
La nostra intenzione non è trasformare tutti in esperti di bilanci o di procedure amministrative, ma provare a rendere comprensibile ciò che accade in aula. Anche dietro un titolo tecnico ci sono questioni concrete, che riguardano i cittadini, il patrimonio pubblico e i servizi del nostro paese.
Dispiace vedere una partecipazione limitata alle sedute, e siamo consapevoli che l’orario mattutino possa rendere difficile esserci, soprattutto per chi lavora. Proprio per questo sentiamo il dovere di raccontare il lavoro del Consiglio anche fuori dall’aula, essere più vicini alla cittadinanza significa anche spiegare cosa si decide, quali chiarimenti chiediamo e perché esprimiamo un determinato voto.
È questo lo spirito del nostro resoconto, offrire uno strumento di informazione, con parole il più possibile semplici, perché è giusto che ciascuno possa sapere cosa si discute e cosa si decide per il proprio paese.
Nella seduta di oggi abbiamo affrontato quattro punti, i primi due sulle terre civiche, il terzo sul bilancio consolidato 2025 e l’ultimo sul nuovo servizio per i veicoli fuori uso sottoposti a fermo amministrativo.
Ecco, nel dettaglio, di cosa si è parlato.
1. Via Pinna: procedimento per la sclassificazione di terre civiche
Il primo punto riguardava il «Procedimento per la declaratoria di sclassificazione di terre civiche nel territorio del Comune di Luco dei Marsi […] – Località Via Pinna, Foglio 8, particella 381, subalterni 11, 13».
Dietro questo titolo tecnico c’è una situazione concreta, due porzioni di terreno appartenenti al demanio civico comunale, per complessivi 32 metri quadrati, si trovano sotto parte di un’abitazione e di una rimessa. Il provvedimento serve ad avviare la richiesta alla Regione Abruzzo affinché ne venga riconosciuta la “sclassificazione”, cioè l’uscita dal regime delle terre civiche, verificando che abbiano ormai perso irreversibilmente le caratteristiche e la funzione originaria di terreni agricoli, boschivi o pascolivi.
In questa fase, quindi, non si approvano una vendita o un trasferimento di proprietà, si approvano l’avvio del procedimento, la relazione tecnica e l’invio della richiesta alla Regione, alla quale spetta svolgere le proprie verifiche e adottare il provvedimento finale.
Abbiamo posto alcune domande per comprendere meglio la situazione,
quali documenti consentano di ricostruire da quanto tempo queste porzioni di terreno siano incorporate negli immobili, come sia stato regolato negli anni il rapporto con il Comune e se fosse previsto un canone o un altro corrispettivo per l’utilizzo, quali passaggi resteranno da compiere dopo un’eventuale sclassificazione regionale, e quindi se sarà necessario un successivo trasferimento di proprietà, con eventuali somme da corrispondere al Comune.
Il nostro intervento non era rivolto a ostacolare una soluzione né a presumere obblighi economici a carico degli interessati. Abbiamo chiesto soltanto di conoscere con chiarezza cosa risolve questo provvedimento e cosa resterà eventualmente da definire, a tutela sia dei cittadini coinvolti sia della collettività.
2. Centro urbano: integrazione della sclassificazione delle terre civiche
Il secondo punto riguardava l’«Integrazione Sclassificazione terre civiche Loc. Centro Urbano – Luco dei Marsi», ai sensi della legge regionale n. 25/1988.
Il tema è simile al precedente, ma riguarda le aree del centro urbano individuate nella documentazione allegata. Si tratta di terreni di natura civica che, secondo la relazione tecnica, sono stati nel tempo stabilmente destinati a edifici, servizi, viabilità e altre funzioni urbane, perdendo le caratteristiche originarie. La proposta richiama anche precedenti vendite effettuate dal Comune di terreni poi risultati di natura demaniale civica.
In parole semplici, si cerca di affrontare una situazione storica nella quale la realtà dei luoghi è cambiata da molto tempo, attraverso la procedura prevista per accertare la perdita delle caratteristiche proprie delle terre civiche.
Anche qui il Consiglio approva la richiesta e la documentazione da trasmettere alla Regione, non dispone direttamente e definitivamente la sclassificazione. È un passaggio tecnico-amministrativo che si inserisce nel più ampio percorso di verifica e sistemazione delle terre civiche del paese.
Abbiamo posto domande per comprendere meglio il contenuto dei due provvedimenti e i loro effetti. Ricevute dall’Assessore le risposte e i chiarimenti richiesti, abbiamo votato a favore di entrambi.
3. Bilancio consolidato 2025, capire cosa c’è dietro i numeri.
Il terzo punto riguardava l’approvazione del bilancio consolidato per l’esercizio 2025.
Il bilancio consolidato serve a rappresentare insieme la situazione economica, patrimoniale e finanziaria del Comune e delle realtà comprese nel suo perimetro di consolidamento. Nel nostro caso comprende Segen SpA, di cui il Comune detiene il 14,26%, e Angizia Multiservices Srl, controllata al 100%. Il Consorzio Acquedottistico Marsicano (CAM), partecipato al 4,76%, risulta invece escluso, i suoi dati non vengono quindi sommati a quelli del Comune e delle altre società in questo bilancio. Il CAM è stato interessato da un concordato preventivo, una procedura per affrontare le difficoltà economiche e organizzare il pagamento dei debiti.
Il nostro intervento è partito da un dato: il risultato economico consolidato passa da 2.832.697 euro nel 2024 a 358.074 euro nel 2025, con una riduzione di 2.474.623 euro. Il risultato resta quindi positivo, ma il margine si riduce sensibilmente.
Che cosa significa, in parole semplici? Nel conto economico si considerano i ricavi e gli altri componenti positivi e si sottraggono i costi e gli altri componenti negativi, arrivando al risultato dell’anno.
Per rendere l’idea, immaginiamo una famiglia che in un anno abbia entrate per 10.000 euro e spese per 4.000, la differenza è di 6.000 euro. Se l’anno successivo le entrate scendono a 8.000 euro e le spese salgono a 5.000, la differenza si riduce a 3.000 euro.
È un esempio volutamente semplice, che serve soltanto a spiegare come possa ridursi un margine. Il bilancio pubblico è molto più complesso, il risultato economico comprende anche componenti contabili, come ammortamenti e svalutazioni, e non coincide con i soldi presenti in banca o in cassa. Quella riduzione, quindi, non significa che il Comune abbia perso 2,47 milioni di euro in contanti.
La nostra domanda era soprattutto per sapere quali voci hanno provocato una contrazione così importante in un solo anno?
Dai prospetti risultano:
una diminuzione dei componenti positivi della gestione da circa 9 milioni a circa 7 milioni di euro;
un aumento dei componenti negativi da circa 4,83 milioni a circa 5,40 milioni;
una conseguente riduzione della differenza tra queste due grandezze, da circa 4,17 milioni a circa 1,60 milioni.
Abbiamo quindi chiesto di approfondire quanto abbiano inciso la riduzione dei contributi agli investimenti, l’aumento delle svalutazioni dei crediti e la variazione dei costi di gestione. Sono voci che nei prospetti mostrano cambiamenti rilevanti, ma elencarle non basta, occorre comprenderne le ragioni e il peso sul risultato finale.
Durante la seduta sono state richiamate alcune componenti, ma, a nostro giudizio, era necessario un riscontro più analitico per ricostruire pienamente le cause della variazione.
Abbiamo posto anche altre domande tecniche, che non riportiamo tutte perché renderebbero il racconto più difficile da seguire. Erano però tutte rivolte allo stesso obiettivo, capire perché il risultato economico consolidato si sia ridotto così tanto rispetto all’anno precedente.
Un’ulteriore domanda ha riguardato i rapporti reciproci tra Comune e partecipate. Il revisore dei conti segnala infatti che, alla chiusura del rendiconto 2025, i crediti e i debiti reciproci non erano stati asseverati dagli organi di revisione e controllo interessati, in termini semplici, mancava quella formale attestazione sui rispettivi saldi. Abbiamo chiesto quali verifiche fossero state svolte e come fosse stata affrontata questa situazione. Per completezza, lo stesso revisore ha comunque espresso un giudizio complessivamente positivo sul bilancio consolidato.
La discussione è stata distesa e costruttiva. Ritenendo necessari ulteriori approfondimenti e verifiche presso gli uffici, abbiamo espresso la nostra astensione, una posizione di attenzione.
4. Veicoli fuori uso sottoposti a fermo amministrativo, un nuovo servizio
L’ultimo punto riguardava l’Istituzione del servizio a domanda individuale per il rilascio dell’attestazione di inutilizzabilità dei veicoli gravati da fermo amministrativo – L. n. 14 del 26 gennaio 2026.
In parole semplici, il servizio riguarda chi ha un veicolo ormai fuori uso e destinato alla rottamazione, sul quale però risulta un fermo amministrativo fiscale.
La legge 26 gennaio 2026, n. 14, richiamata nel provvedimento, prevede che alla richiesta di cancellazione di questi veicoli dal PRA, il Pubblico Registro Automobilistico, o dagli altri registri competenti sia allegata un’attestazione di inutilizzabilità. La stessa legge comprende il rilascio dell’attestazione tra i servizi pubblici a domanda individuale.
Per fare un esempio, un cittadino ha un’auto ormai inutilizzabile, da rottamare, ma sottoposta a fermo. Attraverso il servizio potrà richiedere la verifica delle condizioni del mezzo e, se sussistono i presupposti, ottenere il documento necessario per proseguire la procedura di cancellazione. Non basta quindi dichiarare di non utilizzare più il veicolo, occorre il relativo accertamento.
Con il provvedimento si affida la gestione del servizio alla Polizia Locale, che dovrà predisporre la procedura e la modulistica da mettere a disposizione dei cittadini.
Trattandosi di un servizio attivato su richiesta dell’interessato, è prevista una tariffa. L’importo non è stato stabilito con questo atto, sarà definito dalla Giunta con un successivo provvedimento, sulla base dei costi del personale, delle verifiche, dell’eventuale sopralluogo e dell’attività amministrativa.
Su questo punto abbiamo votato a favore, anche perché si tratta di un adempimento necessario per dare attuazione alla nuova normativa e rendere disponibile il servizio previsto dalla legge.