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Next Nuova Economia per Tutti Associazione che promuove un’economia civile, sostenibile e centrata sul benessere delle comunità.

NeXt è un’associazione di promozione sociale che si è attivata per una economia più attenta all’uomo e all’ambiente attraverso la mobilitazione dei cittadini e la sensibilizzazione e la valorizzazione delle imprese sostenibili. NeXt, inoltre, offre servizi alle imprese e alle istituzioni per la sensibilizzazione, la formazione e l’accompagnamento, favorendo l’inserimento di obiettivi di sostenibilità sociale e ambientale nelle strategie aziendali.

Il modo peggiore per giudicare una legge di bilancio è chiedersi: “cosa mi entra in tasca adesso?”Lo scrive Leonardo Bec...
04/11/2026

Il modo peggiore per giudicare una legge di bilancio è chiedersi: “cosa mi entra in tasca adesso?”

Lo scrive Leonardo Becchetti nel suo nuovo Substack sulla manovra approvata dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre. Il criterio giusto, spiega, è un altro: quanto le misure aiutano famiglie e imprese ad affrontare le proprie fragilità e a costruire autonomia, guardando agli effetti di medio e lungo periodo, anche su salute e aspettativa di vita.

Con questo metro, il suo giudizio è articolato.

👍 Il fondo per i nuovi nati (100 euro l’anno fino alla maggiore età) è una delle idee più interessanti, perché guarda oltre la prossima scadenza elettorale. Va però reso più equo, con integrazioni pubbliche maggiori per chi ha meno.

👍 Il voucher sanitario per gli over 75 va nella direzione indicata dal rapporto Next-Acli-Federcasse: tra redditi alti e bassi la differenza di spesa sanitaria arriva fino a 2.000 euro. Ma finanziare la domanda privata senza rafforzare il servizio pubblico non risolve il problema principale.

🤔 Sulle pensioni, forse avrebbe più senso dare priorità agli anziani con risorse insufficienti, prima di un nuovo fondo da 850 milioni per la flessibilità in uscita.

🤔 Sull’IRPEF, l’estensione dell’aliquota del 33% fino a 55.000 euro lascia senza beneficio chi sta sotto i 50.000.

⚡ Sull’energia vede una contraddizione: alleggerire in modo generalizzato il costo dei fossili dà sollievo, ma frena la riduzione di una dipendenza che pesa su bollette e imprese. Bene invece il rafforzamento di Energy Release, che lega l’energia a prezzi calmierati all’impegno delle imprese a investire nell’autoproduzione da rinnovabili.

La domanda finale vale per tutti: fra qualche anno queste scelte avranno ridotto le difficoltà che oggi richiedono nuovi bonus, o ci ritroveremo a finanziare gli stessi aiuti con altri debiti?

📖 Leggi il Substack completo: https://leonardobecchetti.substack.com/p/la-legge-finanziaria-in-divenire?r=6kxoon&utm_campaign=post-expanded-share&utm_medium=post%20viewer

I bilanci di sostenibilità sono spesso considerati montagne di numeri e dati tecnici destinati agli addetti ai lavori. M...
04/11/2026

I bilanci di sostenibilità sono spesso considerati montagne di numeri e dati tecnici destinati agli addetti ai lavori. Ma cosa succede se tra quelle righe impariamo a leggere storie reali di valore, cura del territorio e rispetto per le persone?

È aperta la call per il Premio Bilancio di Sostenibilità 2027 e la notizia è finita dritta sulle pagine di Corriere Buone Notizie!

Un riconoscimento a cui teniamo tantissimo e che non premia soltanto le metriche ESG più avanzate, ma l'intenzionalità e l'impatto autentico delle organizzazioni. Come ha ricordato il nostro Direttore Generale, Luca Raffaele:

«Il bilancio di sostenibilità non deve essere una formalità contabile, ma una bussola trasformativa. Premiare chi misura la propria sostenibilità significa dare visibilità a chi sta già applicando i principi dell'Economia Civile sul campo, rendendo la transizione equa, trasparente e desiderabile per tutti».

Hai un’impresa, una cooperativa o un’associazione che sta costruendo il futuro un passo alla volta? Questa è l'occasione per far sentire la tua voce e dimostrare che un altro modo di fare economia è già realtà.

🔍 Vuoi saperne di più e scoprire come candidare la tua organizzazione?
👉 Clicca qui per leggere l'articolo completo su Corriere Buone Notizie e partecipare alla call:
🔗 https://www.corriere.it/buone-notizie/26_ottobre_27/bilanci-di-sostenibilita-la-call-per-il-premio-2027-b9fc44c7-818c-45aa-abef-584aa624axlk.shtml

Un'economia che cresce nei numeri ma perde di vista le persone e i legami è un'economia fragile. Per governare le grandi...
03/11/2026

Un'economia che cresce nei numeri ma perde di vista le persone e i legami è un'economia fragile. Per governare le grandi transizioni del nostro tempo non servono ricette vecchie, ma il coraggio di rimettere al centro la comunità e la generatività.

Riflettendo sul senso profondo del volume "Corpi intermedi, società civile ed economia sociale" (edito il Mulino) e sulla straordinaria giornata di lavoro di ieri alla sede del CNEL, il nostro co-fondatore Leonardo Becchetti ha offerto una riflessione che ci tocca profondamente: «L'economia civile non è un'alternativa romantica al mercato, ma la sua forma più avanzata e intelligente. Quando diamo forza ai corpi intermedi e alle reti territoriali, non stiamo solo facendo welfare o solidarietà: stiamo costruendo infrastrutture di democrazia economica, dove il profitto torna a essere uno strumento e la persona torna a essere il fine ultimo di ogni scelta».

Un concetto che prende vita grazie al lavoro quotidiano di oltre 20 atenei italiani e alla nostra rete di 50 enti soci, impegnati a portare l'economia civile direttamente nelle programmazioni e nei territori.

📖 Clicca qui per approfondire i contenuti e i dettagli della giornata:
🔗 https://www.cnel.it/comunicazione-e-stampa/notizie/news/detail/2026/11/02/economia-civile-al-cnel--gli-interventi-di-bruni--becchetti--rossi-e-antonini

«A scuola ci insegnano le quattro operazioni. La cooperazione è la quinta» Nel dibattito pubblico sembra tornata di moda...
03/11/2026

«A scuola ci insegnano le quattro operazioni. La cooperazione è la quinta»
Nel dibattito pubblico sembra tornata di moda una vecchia massima romana: "Si vis pacem, para bellum" (se vuoi la pace, prepara la guerra). Ma davvero l'unico modo per pensare al domani è il riarmo e la contrapposizione?

Come spiega il nostro co-fondatore Leonardo Becchetti nell'articolo su Reti Solidali, cedere al conflitto significa scivolare nella trappola del gioco a somma zero, dove la mia fetta di torta cresce solo se la tolgo a qualcun altro. Ma quando siamo bloccati nella lotta per le risorse finite, ricadiamo nel "rigurgito novecentesco" dei muri, delle paure e dei capri espiatori.

L'Economia Civile propone una rotazione dello sguardo: l'economia e la società sono giochi a somma positiva. Mettendo insieme le risorse, condividendo la conoscenza e promuovendo la cooperazione (proprio come si fece tra Francia e Germania per la Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio), l'aggiunta di qualcuno non toglie valore, ma lo moltiplica per tutti.

Disarmare l'economia significa disarmare il nostro modo di pensare. E imparare, finalmente, la quinta operazione.

🔗 Leggi l'articolo completo su Reti Solidali: https://www.retisolidali.it/disarmare-leconomia-quando-la-guerra-e-un-modo-di-pensare/

Mentre a Villa Lubin i lavori sul futuro del Paese procedono spediti, c'è una consapevolezza che emerge con forza: l'Eco...
02/11/2026

Mentre a Villa Lubin i lavori sul futuro del Paese procedono spediti, c'è una consapevolezza che emerge con forza: l'Economia Civile non è più solo una teoria accademica, ma una realtà che vive e respira ogni giorno nei nostri territori!

Oggi al CNEL, accanto al nostro co-fondatore Leonardo Becchetti e ai massimi esperti del settore, il ruolo di NeXt Economia si distingue per una portata d'azione davvero straordinaria:

➡ Una rete viva di oltre 50 associazioni ed enti soci, che rappresentano a loro volta centinaia e centinaia di corpi intermedi in tutta Italia. Realtà che non attendono il futuro, ma applicano già concretamente i principi dell'economia civile nelle loro programmazioni, nei servizi e nelle azioni quotidiane a sostegno delle comunità.
➡ Una visione globale con l'evento "Renaissance in Economics" di cui siamo organizzatori da quasi 4 anni: il nostro impegno infatti non si ferma ai confini nazionali. Ogni anno mobilitiamo una rete internazionale di oltre 400 economisti ed economiste civili da tutto il mondo, sostenendo attivamente un movimento di giovani ricercatori e studenti determinati a portare la multidisciplinarietà e la sostenibilità all'interno dei loro atenei e nella società.

Dalle radici storiche di Antonio Genovesi a una nuova governance per le grandi transizioni: il lavoro della nostra rete è il vero motore del cambiamento! E noi ci crediamo davvero!

Oggi a Villa Lubin, nella sede del CNEL, si respira un'energia speciale che ha il profumo della storia e la forza del fu...
02/11/2026

Oggi a Villa Lubin, nella sede del CNEL, si respira un'energia speciale che ha il profumo della storia e la forza del futuro.

Mentre ci confrontiamo a pieno titolo sul "Economia civile: lo stato dell'arte" insieme all' di Roma Tor Vergata e ai nostri partner, c'è una coincidenza che rende questa giornata semplicemente indimenticabile: oggi ricorre l'anniversario della nascita di Antonio Genovesi, il padre del pensiero civile ed economico italiano, che per primo ci ha insegnato che il mercato non può esistere senza la pubblica felicità e la reciprocità.

E proprio a suggellare l'importanza storica del momento, le parole del Presidente del CNEL, Renato Brunetta, aprono i lavori con un'ispirazione profonda: «Oggi, nel giorno in cui ricordiamo la nascita di Antonio Genovesi, il CNEL diventa la casa in cui l'intuizione originaria dell'economia civile incontra le sfide concrete del presente. Vivere questa giornata insieme a NeXt Economia e alle forze sociali significa dare carne e prospettiva a un modello in cui la crescita economica cammina mano nella mano con la giustizia sociale».

Per noi di NeXt Economia c'è un orgoglio immenso: vedere oggi i frutti del nostro lavoro, dal Manuale sui Corpi Intermedi fino a questo grande tavolo di confronto, dimostra che la Nuova Economia non è più un'utopia, ma la strada maestra per il Paese.

Quante volte vi è capitato, soprattutto nell'ultimo anno, di guardare la bolletta e chiedervi: perché costa così tanto?L...
02/11/2026

Quante volte vi è capitato, soprattutto nell'ultimo anno, di guardare la bolletta e chiedervi: perché costa così tanto?

La risposta ha a che fare con il gas. In Italia una parte importante dell’elettricità si produce ancora con il gas, e in molte ore della giornata è proprio il gas a determinare il prezzo di tutta l’energia elettrica, anche di quella prodotta in altri modi. Così, quando il gas importato costa di più per una crisi lontana da noi, la differenza arriva fino a casa nostra. Poi sui trasporti, sulla produzione, sui prezzi di ciò che compriamo.

Il sole e il vento non hanno bisogno di combustibile. Più energia rinnovabile produciamo, meno ore restano in cui il gas fa il prezzo. È un’idea semplice, e le tecnologie per realizzarla oggi esistono, sono mature e competitive.

Allora perché non succede più in fretta? Perché i progetti restano incagliati in autorizzazioni lente e frammentate, in reti congestionate, in regole che cambiano.

È da qui che nasce “Rinnovabili per l’Italia - Liberare l’energia italiana”, la lettera al Governo promossa da 11 esperti del mondo scientifico, associativo e imprenditoriale. Non chiede di abbassare i controlli ambientali, che restano necessari. Chiede tempi certi, regole stabili e un tavolo permanente dove tutti possano confrontarsi.

Ne parla VITA Società Editoriale nell'articolo di Daria Capitani. Leggere e condividere serve a far capire che questa non è una questione tecnica: riguarda il costo della vita di tutte e tutti noi.

📰 L’articolo: https://www.vita.it/energie-rinnovabili-un-appello-per-accelerare-la-transizione/
✍️ L’appello e l’adesione: https://nexteconomia.org/landing/rinnovabili-per-litalia/

"Non possiamo chiedere ai giovani di sperare, se non costruiamo un futuro in cui credere"Che cosa significa chiedere ai ...
01/11/2026

"Non possiamo chiedere ai giovani di sperare, se non costruiamo un futuro in cui credere"

Che cosa significa chiedere ai giovani di credere nel futuro, se quel futuro sembra diventare ogni giorno più difficile da immaginare?

Le guerre che distruggono vite e città, le disuguaglianze che limitano le opportunità, il ritardo nella transizione ecologica e un'economia che troppo spesso protegge rendite e privilegi ci pongono davanti a una responsabilità che non possiamo rimandare.

Come ricorda Leonardo Becchetti, co-fondatore di NeXt Economia, il futuro può essere sottratto anche quando lasciamo che le possibilità di una persona dipendano dal luogo in cui nasce o quando rinviamo decisioni necessarie per il benessere delle generazioni che verranno.

Non basta chiedere ai ragazzi di essere pazienti, di impegnarsi e di non perdere la speranza. Dobbiamo domandarci che cosa stiamo facendo noi adulti per renderla possibile. Quali opportunità stiamo creando? Quali risorse stiamo proteggendo? Quale mondo stiamo consegnando a chi verrà dopo di noi?

La speranza non può essere soltanto una parola con cui rassicurare chi ha paura. Deve diventare una possibilità concreta: lavoro dignitoso, ambiente tutelato, pace, partecipazione e occasioni per costruire una vita piena.

E per riuscirci dobbiamo imparare a collaborare, a trasformare tanti desideri individuali in una forza capace di orientare le scelte collettive. Perché essere in tanti a desiderare un cambiamento non significa, automaticamente, riuscire a realizzarlo.

Il futuro dei giovani non si promette. Si costruisce, oggi. Con le decisioni che prendiamo, le responsabilità che ci assumiamo e la società che scegliamo di generare insieme.

Dopo il cammino fatto con il Manuale sui Corpi Intermedi, continuiamo a rimboccarci le maniche!Lunedì 2 novembre saremo ...
31/10/2026

Dopo il cammino fatto con il Manuale sui Corpi Intermedi, continuiamo a rimboccarci le maniche!

Lunedì 2 novembre saremo al CNEL (Consiglio Nazionale Economia e Lavoro), insieme all'Università di Roma Tor Vergata, Federcasse BCC e a tanti partner, per fare il punto su "Economia civile: lo stato dell'arte".

Un'occasione preziosa per confrontarci su come i principi dell'economia civile, la sussidiarietà e la partecipazione possano aiutarci a governare le grandi transizioni del nostro tempo.

Il cambiamento reale si costruisce insieme, passo dopo passo.

Scopri di più: https://www.cnel.it/comunicazione-e-stampa/notizie/news/detail/2026/10/26/economia-civile--il-2-novembre-al-cnel--lo-stato-dell-arte

Non basta condannare chi rompe le vetrine. Dobbiamo anche chiederci quale futuro stiamo consegnando a chi viene dopo di ...
31/10/2026

Non basta condannare chi rompe le vetrine. Dobbiamo anche chiederci quale futuro stiamo consegnando a chi viene dopo di noi.

È la premessa, scomoda e necessaria, con cui il nostro co-fondatore Leonardo Becchetti apre il suo intervento su Substack. E vale la pena leggerlo per intero, perché è uno dei contributi più lucidi che abbiamo letto di recente sul rapporto tra generazioni, potere e futuro.

Si può rubare il futuro in molti modi, scrive Becchetti. Con una guerra che distrugge vite e città. Rinviando la transizione ecologica necessaria per mantenere abitabile il pianeta. Lasciando che il luogo di nascita decida le possibilità di curarsi, studiare e trovare un lavoro dignitoso. Riducendo la politica a una campagna elettorale permanente, in cui ciò che rende consenso domani mattina conta più di ciò che produrrà benessere fra vent’anni.

Il punto più acuto è quello sul potere: una guerra disastrosa per una società può risultare conveniente per chi la governa. Un leader può trovare nell’emergenza un modo per compattare il consenso, silenziare il dissenso, rinviare il giudizio sui propri fallimenti. È questa divergenza tra interesse al potere e interesse della popolazione che dobbiamo imparare a riconoscere.

E poi c’è la domanda sull’AI, sulla transizione, sul debito, sull’esposoma sociale dei giovani: quel complesso di esperienze che insegna o non insegna a cooperare, a fidarsi, a sperare.

La conclusione è quella che ci aspettiamo da Becchetti: non il pessimismo, non la resa. Ma la sfida concreta di organizzare la speranza e darle potere.

Ai giovani possiamo chiedere responsabilità. Agli adulti dobbiamo chiedere di rendere conto del futuro che stanno preparando.

📖 Leggi il Substack completo: https://leonardobecchetti.substack.com/p/i-giovani-hanno-capito-che-ce-qualcuno?r=6kxoon&utm_campaign=post-expanded-share&utm_medium=web

Indirizzo

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Rome
00144

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