31/07/2026
𝐀𝐔𝐓𝐎𝐕𝐄𝐋𝐎𝐗: 𝐃𝐎𝐏𝐎 𝐌𝐄𝐒𝐈 𝐃𝐈 𝐒𝐈𝐋𝐄𝐍𝐙𝐈𝐎, 𝐋𝐀 𝐌𝐀𝐆𝐆𝐈𝐎𝐑𝐀𝐍𝐙𝐀 𝐄̀ 𝐂𝐎𝐒𝐓𝐑𝐄𝐓𝐓𝐀 𝐀 𝐅𝐀𝐑𝐄 𝐔𝐍 𝐏𝐀𝐒𝐒𝐎 𝐈𝐍𝐃𝐈𝐄𝐓𝐑𝐎
Il Consiglio comunale di ieri ha fatto emergere tre fatti che meritano l’attenzione di tutti i cittadini.
Il primo è impressionante.
𝑳’𝒂𝒖𝒕𝒐𝒗𝒆𝒍𝒐𝒙 𝒅𝒊 𝑨𝒄𝒒𝒖𝒂𝒗𝒐𝒈𝒍𝒊𝒆𝒓𝒂 𝒉𝒂 𝒈𝒊𝒂̀ 𝒑𝒓𝒐𝒅𝒐𝒕𝒕𝒐 𝒗𝒆𝒓𝒃𝒂𝒍𝒊 𝒑𝒆𝒓 𝒐𝒍𝒕𝒓𝒆 𝒖𝒏 𝒎𝒊𝒍𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒊 𝒆𝒖𝒓𝒐 𝒊𝒏 𝒑𝒐𝒄𝒉𝒊𝒔𝒔𝒊𝒎𝒊 𝒎𝒆𝒔𝒊 𝒅𝒊 𝒂𝒕𝒕𝒊𝒗𝒊𝒕𝒂̀.
Una cifra enorme, che conferma quanto abbiamo denunciato fin dall’inizio: non stiamo parlando di uno strumento che ha colpito pochi automobilisti, ma di un fenomeno che ha coinvolto migliaia di persone.
Il secondo fatto è ancora più significativo.
𝑳’𝑨𝒎𝒎𝒊𝒏𝒊𝒔𝒕𝒓𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒄𝒐𝒎𝒖𝒏𝒂𝒍𝒆 𝒉𝒂 𝒅𝒊𝒄𝒉𝒊𝒂𝒓𝒂𝒕𝒐 𝒅𝒊 𝒂𝒗𝒆𝒓 𝒓𝒊𝒄𝒉𝒊𝒆𝒔𝒕𝒐 𝒂𝒍𝒍𝒂 𝑹𝒆𝒈𝒊𝒐𝒏𝒆 𝑼𝒎𝒃𝒓𝒊𝒂 𝒍’𝒂𝒖𝒕𝒐𝒓𝒊𝒛𝒛𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒂𝒅 𝒊𝒏𝒏𝒂𝒍𝒛𝒂𝒓𝒆 𝒊𝒍 𝒍𝒊𝒎𝒊𝒕𝒆 𝒅𝒊 𝒗𝒆𝒍𝒐𝒄𝒊𝒕𝒂̀ 𝒅𝒂 50 𝒂 60 𝒌𝒎/𝒉.
Chiederemo di acquisire formalmente questa richiesta attraverso un accesso agli atti, ma se confermata rappresenta un passaggio politico di enorme importanza.
Perché una domanda sorge spontanea.
Se oggi il Comune ritiene opportuno chiedere l’innalzamento del limite, significa che il tema che cittadini e opposizione hanno sollevato per mesi era tutt’altro che infondato.
Per settimane ci è stato detto che andava tutto bene.
Abbiamo organizzato sit-in, raccolto firme, presentato interrogazioni e mozioni, chiesto un Consiglio comunale straordinario, domandato un incontro con il Prefetto e portato nelle istituzioni le segnalazioni dei cittadini.
Oggi, dopo tutto questo lavoro, qualcosa finalmente si muove.
𝑺𝒆 𝒅𝒂𝒗𝒗𝒆𝒓𝒐 𝒊𝒍 𝒍𝒊𝒎𝒊𝒕𝒆 𝒑𝒂𝒔𝒔𝒆𝒓à 𝒂 60 𝒌𝒎/𝒉, 𝒔𝒂𝒓à 𝒊𝒍 𝒓𝒊𝒔𝒖𝒍𝒕𝒂𝒕𝒐 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒑𝒓𝒆𝒔𝒔𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒆𝒔𝒆𝒓𝒄𝒊𝒕𝒂𝒕𝒂 𝒅𝒂𝒊 𝒄𝒊𝒕𝒕𝒂𝒅𝒊𝒏𝒊 𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍’𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒄𝒐𝒔𝒕𝒂𝒏𝒕𝒆 𝒔𝒗𝒐𝒍𝒕𝒂 𝒅𝒂𝒍𝒍’𝒐𝒑𝒑𝒐𝒔𝒊𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆.
Resta però una domanda che l’Amministrazione non può evitare.
Che cosa succede a tutte quelle persone che, in questi mesi, hanno ricevuto una multa per aver superato di pochi chilometri orari il limite dei 50 km/h?
È una domanda di equità che merita una risposta chiara.
Infine, durante il Consiglio comunale, è stato affermato che i toni utilizzati dall’opposizione avrebbero contribuito ad alimentare il clima che ha portato al grave episodio vandalico contro l’autovelox.
𝐑𝐞𝐬𝐩𝐢𝐧𝐠𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐝𝐞𝐜𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐬𝐭𝐫𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞.
Noi siamo stati i primi a condannare senza esitazione quel gesto, perché la violenza e il vandalismo non appartengono al nostro modo di fare politica.
𝑪𝒐𝒏𝒇𝒐𝒏𝒅𝒆𝒓𝒆 𝒖𝒏𝒂 𝒑𝒓𝒐𝒕𝒆𝒔𝒕𝒂 𝒅𝒆𝒎𝒐𝒄𝒓𝒂𝒕𝒊𝒄𝒂, 𝒇𝒂𝒕𝒕𝒂 𝒅𝒊 𝒓𝒂𝒄𝒄𝒐𝒍𝒕𝒆 𝒇𝒊𝒓𝒎𝒆, 𝒊𝒏𝒊𝒛𝒊𝒂𝒕𝒊𝒗𝒆 𝒑𝒖𝒃𝒃𝒍𝒊𝒄𝒉𝒆, 𝒂𝒕𝒕𝒊 𝒊𝒔𝒕𝒊𝒕𝒖𝒛𝒊𝒐𝒏𝒂𝒍𝒊 𝒆 𝒄𝒐𝒏𝒇𝒓𝒐𝒏𝒕𝒐 𝒑𝒐𝒍𝒊𝒕𝒊𝒄𝒐, 𝒄𝒐𝒏 𝒖𝒏 𝒂𝒕𝒕𝒐 𝒄𝒓𝒊𝒎𝒊𝒏𝒂𝒍𝒆 𝒔𝒊𝒈𝒏𝒊𝒇𝒊𝒄𝒂 𝒔𝒑𝒐𝒔𝒕𝒂𝒓𝒆 𝒍’𝒂𝒕𝒕𝒆𝒏𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒂𝒍 𝒗𝒆𝒓𝒐 𝒑𝒓𝒐𝒃𝒍𝒆𝒎𝒂 𝒊𝒏𝒗𝒆𝒄𝒆 𝒅𝒊 𝒂𝒇𝒇𝒓𝒐𝒏𝒕𝒂𝒓𝒍𝒐.
Noi continueremo a fare ciò che abbiamo sempre fatto: dare voce ai cittadini, portare le loro istanze nelle istituzioni e lavorare affinché le decisioni vengano prese nell’interesse della comunità, non quando ormai i problemi sono già esplosi
- San Gemini Avanti -
Comune di San Gemini