PD Ghezzano

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PD Ghezzano Pagina del circolo di Ghezzano del Partito Democratico.

La sede del circolo si trova nei locali del circolo Arci Globo Verde in Via Provinciale Calcesana, 124 Ghezzano Pisa email: [email protected] Segretario: Francesco Simonini
Direttivo:
Giulia Stampacchia
Giovanna Piccione
Giacomo Orsucci
Nicola Guerrini
Stefano Fustini
Maria Vittoria Corsi

24/10/2026

Una donna per le donne, ciao Donatella

La Conferenza delle donne democratiche di Livorno piange la scomparsa di 𝗗𝗼𝗻𝗮𝘁𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗙𝗼𝗿𝗻𝗮𝗰𝗶𝗮𝗿𝗶. Così la ricorda Roberta Mori, portavoce nazionale della Conferenza delle Donne Democratiche: una democratica appassionata, femminista instancabile, compagna di tante battaglie e presenza preziosa per tutte noi. Una guida affettuosa, capace di unire la forza delle proprie convinzioni alla tenerezza delle relazioni.

Negli ultimi sette anni, Donatella ha contribuito a riattivare la Conferenza delle Donne Democratiche in Toscana e a livello nazionale, coinvolgendo solo in toscana, oltre 1.200 donne e costruendo spazi di partecipazione e impegno per i diritti delle donne.

Per l’ultimo saluto: sarà possibile salutare Donatella presso le salette del commiato SVS al Cimitero La Cigna (dei Lupi) via Don Aldo Mei, 19 a Livorno. Sabato dalle 14 alle 18, domenica dalle 8 alle 18 e lunedì dalle 8 alle 15. I funerali si terranno lunedì 26 ottobre, alle ore 15 sempre presso le Sale del Commiato.

Alla sua famiglia e a tutte le persone che le hanno voluto bene va il nostro abbraccio.

La Conferenza delle Donne Democratiche di Livorno

23/10/2026

·
𝗗𝗔𝗜 𝗗𝗘𝗖𝗥𝗘𝗧𝗜 𝗦𝗜𝗖𝗨𝗥𝗘𝗭𝗭𝗔 𝗔𝗚𝗟𝗜 𝗔𝗠𝗕𝗜𝗘𝗡𝗧𝗜 𝗗𝗜 𝗔𝗖𝗖𝗢𝗚𝗟𝗜𝗘𝗡𝗭𝗔
Di fronte ai recenti episodi di violenza giovanile, la risposta della politica sembra avere una direzione abbastanza precisa: più controlli, più divieti, più sanzioni, pene più severe.
Naturalmente la sicurezza è importante. Nessuno può pensare che girare con un coltello in tasca, devastare un centro cittadino, assaltare negozi sia una normale espressione del disagio adolescenziale.
Mi pare tuttavia che manchi quasi completamente un'altra domanda, quella più importante: 𝙙𝙖 𝙙𝙤𝙫𝙚 𝙫𝙞𝙚𝙣𝙚 𝙩𝙪𝙩𝙩𝙖 𝙦𝙪𝙚𝙨𝙩𝙖 𝙧𝙖𝙗𝙗𝙞𝙖?
Perché tanti ragazzi, soprattutto in determinati contesti sociali, sembrano vivere in una condizione di conflitto permanente con gli altri e con il mondo degli adulti?
Quanto pesano le disuguaglianze, la povertà materiale ed educativa, la mancanza di prospettive, il bisogno di riconoscimento e di appartenenza?
Attenzione: porsi queste domande 𝙣𝙤𝙣 𝙨𝙞𝙜𝙣𝙞𝙛𝙞𝙘𝙖 𝙞𝙣 𝙖𝙡𝙘𝙪𝙣 𝙢𝙤𝙙𝙤 𝙜𝙞𝙪𝙨𝙩𝙞𝙛𝙞𝙘𝙖𝙧𝙚 𝙡𝙖 𝙫𝙞𝙤𝙡𝙚𝙣𝙯𝙖, ma fare un passo avanti per provare a prevenirla.
E qui, immancambilmente, entra in scena la 𝘀𝗰𝘂𝗼𝗹𝗮.
Alla quale, come sempre, si chiede di interve**re.
Educare al rispetto, alla legalità, all'affettività, alla gestione delle emozioni, alla cittadinanza, alla convivenza civile ecc. ecc. possibilmente continuando a svolgere tutti gli altri compiti, con le stesse risorse, gli stessi spazi e la stessa organizzazione.
Una sorta di supplenza permanente alle difficoltà delle famiglie, dei servizi sociali e delle altre istituzioni.
C'è però un problema: la scuola, 𝗰𝗼𝘀𝗶̀ 𝗰𝗼𝗺'𝗲̀ 𝘀𝘁𝗿𝘂𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮𝘁𝗮, 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝗶𝗻 𝗴𝗿𝗮𝗱𝗼 𝗱𝗶 𝗮𝘀𝘀𝘂𝗺𝗲𝗿𝘀𝗶 𝗱𝗮 𝘀𝗼𝗹𝗮 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗼𝗻𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀.
Allora, forse, prima ancora delle risorse, dovremmo mettere in discussione il suo modello.
So che a molti insegnanti non piace sentir dire che la scuola dovrebbe occuparsi maggiormente di educazione.
“Sono qui per insegnare matematica, italiano, fisica, non per fare lo psicologo o l'assistente sociale” è un'obiezione che contiene una parte di verità: non si può chiedere a un docente di svolgere professioni per le quali non è stato formato.
Ma contiene anche un equivoco: 𝗲𝗱𝘂𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗶𝘀𝘁𝗿𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗱𝘂𝗲 𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶𝘁𝗮̀ 𝘀𝗲𝗽𝗮𝗿𝗮𝘁𝗲. Si apprende all'interno di relazioni, e quando quelle relazioni non funzionano, anche l'apprendimento diventa molto più difficile.
C'è poi un'altra, più profonda contraddizione.
La scuola continua a funzionare, in larga misura, secondo un modello fondato sul controllo: orari rigidi, spazi con setting di stampo ottocentesco, regole, sorveglianza, verifiche, voti, sanzioni. Perfino gli edifici, con i loro lunghi corridoi e le aule tutte uguali, conservano spesso un'architettura più vicina a quella di un ospedale o di una caserma che a un ambiente nel quale trascorrere con piacere una parte importante della propria vita.
Anche nel mondo della scuola, quando emergono criticità, non sono pochi a chiedere ancora più disciplina, più autorità, più punizioni: in fondo è la stessa logica che ispira le risposte esclusivamente securitarie alla violenza giovanile, riprodotta in scala scolastica.
𝗘 𝘀𝗲 𝗳𝗼𝘀𝘀𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗼 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗱𝗮 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮𝗿𝗲?
La società nella quale viviamo ha bisogno di una scuola che si occupi molto più di educazione, ma per farlo occorre trasformarla profondamente.
Servono certamente insegnanti preparati, sempre più nella dimensione educativa e relazionale della loro professione. Ma servono anche altre figure professionali: educatori, psicologi, pedagogisti, operatori sociali. Non come presenze occasionali chiamate a gestire le emergenze, ma come componenti di un sistema educativo integrato con i servizi del territorio.
Servono spazi diversi, ambienti flessibili, accoglienti, aperti anche oltre l'orario delle lezioni. Luoghi per studiare, naturalmente, ma anche per incontrarsi, discutere, creare, collaborare, esprimersi.
Serve soprattutto un cambiamento culturale, un nuovo paradigma per una scuola nella quale il benessere non sia un progetto aggiuntivo, ma una condizione fondamentale dell'esperienza educativa, dove le regole esistano e siano rispettate, ma l'autorevolezza degli adulti nasca soprattutto dalla competenza, dalla coerenza e dalla qualità delle relazioni, non dalla paura della sanzione.
Una scuola che i ragazzi non sentano il bisogno di "occupare" per poterne finalmente abitare gli spazi.
Una scuola nella quale si sentano riconosciuti, ascoltati, considerati, protagonisti.
Per alcuni di loro potrebbe essere l'unico luogo nel quale trovare adulti disponibili all'ascolto e relazioni realmente significative.
“E le famiglie, allora? Cosa fanno?”.
Certo, le famiglie hanno responsabilità educative fondamentali, dalle quali non possono essere esonerate, ma sappiamo anche che non tutte dispongono delle stesse risorse economiche, culturali, emotive e relazionali per esercitarle.
Se una famiglia non riesce a svolgere adeguatamente il proprio ruolo educativo, limitarsi a colpevolizzarla non risolve il problema e lo Stato dovrebbe prima di tutto chiedersi come sostenerla.
𝗨𝗻𝗮 𝘀𝗰𝘂𝗼𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗳𝗼𝗻𝗱𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗿𝗶𝗻𝗻𝗼𝘃𝗮𝘁𝗮 𝗽𝗼𝘁𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗶𝗺𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗳𝗼𝗿𝗺𝗲 𝗱𝗶 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗲𝗴𝗻𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗳𝗮𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗲, 𝘀𝗼𝗽𝗿𝗮𝘁𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗮 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗳𝗿𝗮𝗴𝗶𝗹𝗶.
Non penso naturalmente che basti rendere accoglienti gli edifici scolastici per risolvere il problema della violenza, sarebbe una semplificazione che fa il paio con l’approccio repressivo. Penso però che continuare a chiedere alla scuola risposte nuove senza cambiare sostanzialmente nulla della sua struttura profonda sia un esercizio piuttosto inutile, peraltro attualmente praticato con notevole perseveranza.
Il nostro sistema scolastico, nelle sue strutture fondamentali, è ancora largamente espressione di una società che non esiste più e forse non possiamo continuare a pensare che basti aggiungere qualche progetto, qualche ora di educazione civica, applicare qualche nuova circolare.
𝗗𝗼𝘃𝗿𝗲𝗺𝗺𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗶𝗻𝗰𝗶𝗮𝗿𝗲 𝗮 𝘀𝗽𝗼𝘀𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗯𝗮𝗿𝗶𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼: 𝗱𝗮𝗶 𝗱𝗲𝗰𝗿𝗲𝘁𝗶 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗮𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗺𝗯𝗶𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗮𝗰𝗰𝗼𝗴𝗹𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮.
La sicurezza è indispensabile, ma non può essere l'unico obiettivo di una politica rivolta ai giovani. La sicurezza impedisce, quando ci riesce, che accada qualcosa di grave, l'educazione dovrebbe provare a costruire le condizioni perché quella rabbia non sfoci in violenza.
Che scuola serve, in questi tempi cupi: 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗰𝘂𝗼𝗹𝗮 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗲 𝗶 𝗿𝗮𝗴𝗮𝘇𝘇𝗶 𝗶𝗺𝗽𝗮𝗿𝗶𝗻𝗼 𝘀𝗼𝗽𝗿𝗮𝘁𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗮 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗲 𝗿𝗲𝗴𝗼𝗹𝗲, 𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗰𝘂𝗼𝗹𝗮 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗲 𝘁𝗿𝗼𝘃𝗶𝗻𝗼 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗯𝘂𝗼𝗻𝗲 𝗿𝗮𝗴𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗮𝗿𝗹𝗲? Vedi meno

15/10/2026
15/10/2026

🏥 SANITÀ TERRITORIALE: CONSIGLIO COMUNALE APERTO ALLA CITTADINANZA

Come cambiano i servizi sanitari sul nostro territorio? Quale sarà il ruolo delle Case di Comunità? Quali sono le prospettive per l'assistenza sanitaria e sociosanitaria?

📅 Giovedì 15 ottobre, alle ore 17:30, il Consiglio Comunale di San Giuliano Terme si riunirà in seduta pubblica aperta per affrontare il tema:

“Nuova Sanità Territoriale: organizzazione del servizio, obiettivi e prospettive”.

Un'occasione di confronto tra istituzioni, realtà del territorio e cittadini per approfondire l'organizzazione dei servizi, i bisogni della comunità e le prospettive della sanità di prossimità.

📍 Sala Consiliare – Via G.B. Niccolini 40, Edificio D, secondo piano.

👥 La cittadinanza è invitata a partecipare.

Maggiori info e diretta web: https://comune.sangiulianoterme.pi.it/novita/nuova-sanita-territoriale-il-15-ottobre-consiglio-comunale-aperto-alla-cittadinanza

13/10/2026

Ieri ci ha lasciato una brava persona e una grande personalità di enorme spessore politico.
Alberto Paolicchi è stato Sindaco di San Giuliano Terme dal 1977 al 1985 e ha inoltre ricoperto altri importanti incarichi politici e istituzionali nella nostra Regione e nel PCI.

La comunità Sangiulianese perde un importante punto di riferimento di un
antifascista che ha ricoperto con onore e disciplina il suo ruolo di guida politica.

Le compagne e i compagni del Partito Democratico di San Giuliano Terme si stringono al dolore della famiglia e di tutti quelli che ne sentirano la mancanza.
Buon viaggio Alberto

08/10/2026

Il Partito Democratico di San Giuliano Terme, alla luce di quanto accaduto durante l'ultima seduta del Consiglio comunale, ritiene necessario ribadire con chiarezza alcuni principi fondamentali che devono guidare il confronto politico e istituzionale.

Il dibattito democratico può essere acceso, le posizioni possono essere profondamente distanti e il confronto anche duro. Ma il rispetto delle persone e delle istituzioni non deve mai ve**re meno.

Come Partito Democratico prendiamo le distanze da qualsiasi espressione offensiva, attacco personale o comportamento che rischi di compromettere la dignità del confronto democratico, indipendentemente da chi ne sia protagonista e dalla sua appartenenza politica.

Le differenze politiche sono una ricchezza della democrazia e devono trovare spazio nelle sedi istituzionali, attraverso il dialogo, la discussione e anche la critica più ferma. Non possono però trasformarsi in occasioni di delegittimazione personale.

Il rispetto reciproco non è una questione di maggioranza o opposizione, ma una responsabilità condivisa da tutti coloro che ricoprono un ruolo istituzionale.

Non intendiamo alimentare polemiche né contribuire a un'ulteriore esasperazione del clima politico. Crediamo, al contrario, che sia necessario recuperare la serenità e il senso di responsabilità che i cittadini si aspettano dai propri rappresentanti.

Il Partito Democratico continuerà a impegnarsi per un confronto politico serio, libero e rispettoso, nella convinzione che la forza delle idee debba sempre prevalere sulla contrapposizione personale.

Partito Democratico – Unione Comunale di San Giuliano Terme

Sabato 26 settembre 2026 alle ore 17.30, il Circolo territoriale PD di Ghezzano promuove un incontro pubblico dedicato a...
17/09/2026

Sabato 26 settembre 2026 alle ore 17.30, il Circolo territoriale PD di Ghezzano promuove un incontro pubblico dedicato a uno dei temi centrali del dibattito economico e sociale: il lavoro oggi in Italia, con particolare attenzione a stabilità occupazionale, retribuzioni e carico fiscale.

L’appuntamento si terrà presso il Circolo ARCI Globo Verde, in via Provinciale Calcesana 124, a Ghezzano, nel Comune di San Giuliano Terme.

L'assemblea Congressuale del Circolo di Ghezzano del Comune di S. Giuliano Terme si terrà il giorno 27 maggio 2026 dalle...
21/05/2026

L'assemblea Congressuale del Circolo di Ghezzano del Comune di S. Giuliano Terme si terrà il giorno 27 maggio 2026 dalle ore 19 alle ore 23 presso Circolo Arci Globo Verde in Via Provinciale Calcesana, 124, Ghezzano

Oggi pomeriggio chiusura campagna referendaria per il NO a San Giuliano Terme
20/03/2026

Oggi pomeriggio chiusura campagna referendaria per il NO a San Giuliano Terme

Indirizzo

Via Provinciale Calcesana, 124
San Giuliano Terme
56010

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