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ANNALISA CORRADO A VERONA DOMENICA 25 OTTOBRE PER UN DIALOGO CON CITTADINI E COMITATI SU CA’ DEL BUE E PER LA PRESENTAZI...
21/10/2026

ANNALISA CORRADO A VERONA DOMENICA 25 OTTOBRE PER UN DIALOGO CON CITTADINI E COMITATI SU CA’ DEL BUE E PER LA PRESENTAZIONE DEL SUO LIBRO “LE RAGAZZE E IL COLIBRÌ”

In risposta alle sollecitazioni ricevute da cittadini e comitati sul tema del progetto di revamping di Ca’ del Bue e delle alternative sostenibili praticabili, l’europarlamentare e responsabile nazionale Ambiente e Conversione ecologica del Partito Democratico Annalisa Corrado sarà a Verona, domenica 25 ottobre, per due iniziative pubbliche.

Al mattino, dalle ore 10.30 in sala della Fondazione Verona di via Nichesola 9 a San Michele, Corrado parteciperà all’incontro intitolato “Ca' del Bue: ambiente, salute e benessere”, organizzato dal Settimo Circolo cittadino Pd.

Introdotti dal Presidente della Settima Circoscrizione Carlo Pozzerle, interverranno, insieme all'europarlamentare Annalisa Corrado, Maria Cristina Mosconi in rappresentanza dell'associazione Cittadini per la Tutela del Territorio (CTT) e del Settimo Circolo PD Verona, e Ivo Conti per Legambiente Verona.

“L’appuntamento sarà occasione per fare il punto sul progetto di revamping dell’impianto attraverso l’incenerimento dei fanghi di depurazione civile avviato dalla Regione Veneto, ribadendo la prevalenza del principio di precauzione rispetto ai rischi legati alle sostanze inquinanti, tra cui i Pfas, a tutela delle comunità di San Michele e dell'est veronese, nonché delle possibili alternative sostenibili da promuovere” spiega Luca Stoppato del PD Verona.

Nel pomeriggio, a partire dalle 15.30, l’europarlamentare Annalisa Corrado sarà nel quartiere Stadio alla Biblioteca Popolare Immagina di via Pirandello 25 per la presentazione del suo ultimo libro “Le ragazze e il Colibrì” (People 2026), scritto a quattro mani con Elisabetta Tola.

Il volume raccoglie le storie di donne e scienziate che hanno innescato un cambiamento profondo a favore del clima, dell'ambiente e della democrazia – da Teresa Ribera a Tina Merlin, fino a Laura Conti e Polly Higgins – dimostrando come l'impegno collettivo possa trasformare le comunità.

L'evento, coordinato dalla Presidente dell'Associazione Immagina Annamaria Lona, vedrà dialogare l'autrice con Veronica Atitsogbe, vicepresidente del Consiglio comunale di Verona e già Presidente di Afroveronesi; Francesca Flori in rappresentanza di Arci Yanez; Camilla Bardini per i Giovani Democratici.

Entrambi gli appuntamenti sono a ingresso libero e aperti a tutta la cittadinanza.

16/07/2026
16/07/2026
14/07/2026

Trentasei chilometri quadrati, tremila persone, 2.999 violazioni dei diritti umani documentate in 343 giorni.

È il risultato del monitoraggio che Mediterranea Saving Humans porta avanti dal 2024 nei villaggi della Masafer Yatta, in Cisgiordania: demolizioni di case, aggressioni dei coloni, blocchi stradali, nuovi avamposti costruiti in violazione del diritto internazionale.

Una media di quasi nove episodi al giorno, in un territorio che il rapporto dell'organizzazione definisce senza mezzi termini un laboratorio di pulizia etnica.

Non sono numeri astratti. A luglio dello scorso anno Awda Hathaleen, attivista e punto di riferimento del villaggio di Umm al-Kheir - lo stesso reso noto dal documentario premio Oscar No Other Land - è stato ucciso da un colono israeliano durante un attacco che Mediterranea ha documentato sul campo.

Ne parlano stasera alla Festa dell'Unità di Quinzano Caterina Rigo e Gloria Adami, di Mediterranea Saving Humans: cosa succede oggi in quei villaggi e perché il silenzio internazionale ha un costo che si misura in vite umane.

Violazione dei diritti umani in Cisgiordania: Area della Masafer Yatta, Report 2025.
Martedì 14 luglio, ore 19.00
Festa de l'Unità Verona, Via Bresciani, Quinzano.

14/07/2026

C'è una generazione che in Italia aspetta da anni: aspetta un contratto che non sia a termine, aspetta un salario che le permetta di uscire di casa, aspetta un lavoro che non la costringa a partire.

Oltre il 40% dei contratti under 30 nel nostro Paese è precario. Più di 90.000 giovani italiani se ne sono andati all'estero solo nel 2024. E chi resta, spesso resta fermo: l'Italia è stabilmente il secondo Paese in Europa per numero di NEET, giovani che non studiano, non lavorano, non si formano.

Dentro questo quadro c'è anche un altro numero: quasi cinque milioni di italiani, in gran parte giovani, in gran parte del Sud, non possono votare senza tornare fisicamente nel proprio comune di residenza.

È una battaglia che il senatore Marco Meloni porta in Parlamento da oltre dieci anni: prima come deputato, ora come senatore, primo firmatario di emendamenti su emendamenti che si sono arenati un anno dopo l'altro tra Camera e Senato.

Nelle ultime settimane, dentro la contestata riforma della legge elettorale, qualcosa si è finalmente mosso: un'intesa tra maggioranza e opposizioni sul voto fuori sede, con una finestra di iscrizione però stretta, chiusa al 31 dicembre dell'anno prima del voto.

Un passo avanti, ma non risolutivo: rischia di lasciare fuori proprio chi si trasferisce a ridosso delle elezioni, cioè tantissimi fuori sede.

Ma il voto fuori sede è solo il tassello (forse il più simbolico, perché riguarda la possibilità stessa di contare qualcosa) di un mosaico più ampio fatto di lavoro instabile, case irraggiungibili e futuro rimandato. Una generazione tenuta in sospeso da troppo tempo.

Ne parliamo stasera con chi questa battaglia la combatte da anni su fronti diversi: Marco Meloni, Senatore PD,
Jacopo Buffolo, Assessore alle Politiche Giovanili del Comune di Verona,
Yari Russo, Campaigner di The Good Lobby, l'organizzazione che porta avanti la causa del voto fuori sede insieme a migliaia di cittadini in tutta Italia.
Coordina Mattia Mosconi, Giovani Democratici Verona.

Generazione in sospeso. Voto fuori sede, precarietà, futuro: la questione giovanile.
Martedì 14 luglio, ore 20.30
Festa de l'Unità Verona, Via Bresciani, Quinzano.

Nel 2019 la Corte Costituzionale, con la sentenza 242 sul caso Cappato-Antoniani, fissa le condizioni per cui la morte v...
13/07/2026

Nel 2019 la Corte Costituzionale, con la sentenza 242 sul caso Cappato-Antoniani, fissa le condizioni per cui la morte volontaria medicalmente assistita non è reato.

Ottobre 2022, primo giorno della nuova legislatura: il senatore Alfredo Bazoli deposita una proposta di legge sulla morte volontaria medicalmente assistita, sottoscritta anche da M5S e AVS, che riprende esattamente i paletti fissati dalla Corte Costituzionale: un percorso pubblico, dentro il Servizio sanitario nazionale.

Il testo aspetta tre anni e mezzo prima di arrivare in Aula, al Senato, il 3 giugno 2026. Ci arriva però non per essere discusso nel merito ma solo per essere bloccato con una questione sospensiva di Fratelli d'Italia (88 voti a favore, 59 contrari), che lo rimanda in commissione.

Un meccanismo procedurale per evitare lo scrutinio segreto, l'unico che, su un tema etico, avrebbe potuto riservare delle sorprese, restituendo un risultato diverso anche dentro la maggioranza. Un modo per affossare la legge ad un anno dalla fine della legislatura.
Bazoli lo definisce senza mezzi termini: "un voto indegno".

Non è la prima volta che succede in questo Paese. E non è nemmeno la prima volta in Veneto: nel gennaio 2024 il Consiglio regionale aveva già fermato una proposta sul suicidio assistito, sostenuta dallo stesso Zaia, dopo il no della Lega di Salvini. Toscana e Sardegna hanno intanto approvato leggi regionali proprie.

Due episodi in cui è stata tolta la parola a chi invocava il diritto di poter continuare a scegliere, fino alla fine.

Questa sera ne discutiamo con Alfredo Bazoli, primo firmatario della proposta, e Giovanni Manildo, Capogruppo PD in Consiglio Regionale del Veneto.
Introduce Alessio Albertini, Vice Segretario PD Verona.
Modera la giornalista Alice Cristiano.

Legge sul Fine Vita: la proposta del Partito Democratico.
Stasera, Lunedì 13 luglio, ore 20.30
Festa de l'Unità Verona, Via Bresciani, Quinzano.

12/07/2026

l 7% più ricco degli italiani paga, in proporzione, meno tasse del ceto medio. Non è un'opinione, è un dato.
E la proposta che ne discende non è nemmeno così radicale: tassare tra l'1 e il 3% i circa 50.000 italiani con un patrimonio sopra i 5-6 milioni di euro.
Tredici miliardi di euro l'anno per mettere le scuole in sicurezza, per proteggere i comuni da frane e alluvioni, per assumere più infermieri e medici.
Una proposta di buon senso, da discutere senza tabù.
Ne parla Riccardo Staglianò, giornalista de Il Venerdì di Repubblica e autore di "Tassare i milionari. Prendere ai ricchi per dare ai poveri" (Einaudi): terzo capitolo di un lavoro che da anni scava nella disuguaglianza economica italiana, dopo "Gigacapitalisti" e "Hanno vinto i ricchi".
Con lui Daniele Butturini, Università di Verona.
Introduce Roberto Fasoli, ex Consigliere Regionale PD.
Presenta Salvatore Meli, Segretario PD Secondo Circolo Verona.

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