Fondazione Giorgio La Pira

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Fondazione Giorgio La Pira La Fondazione Giorgio La Pira è stata eretta in Ente Morale con Decreto Ministeriale del 28 marzo 1996 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 12 aprile 1996.

Pagina ufficiale della Fondazione Giorgio La Pira di Firenze, il cui scopo è tramandare e tenere vivi il pensiero e l'azione del Professor La Pira, figura storica e politica ispirata dalla vocazione cristiana. Tra le sue principali attività, quelle legate a:
- Archivio e ricerca
- Biblioteca
- Pubblicazioni
- Iniziative varie
Ecco il link per saperne di più su questi quattro ambiti: http://www.fondazionelapira.org/?q=it/node/4

Sul sito www.fondazionelapira.org si possono trovare notizie varie riguardanti iniziative su La Pira, compresi testi di relazioni e interventi. E' possibile interagire anche attraverso indirizzi email e contatti forniti sui siti istituzionali, nonché essere aggiornati attraverso la newsletter e i social network correlati. La Fondazione è inoltre uno degli "Attori" del Processo di beatificazione di Giorgio La Pira; si possono ottenere informazioni su questo processo sul sito www.giorgiolapira.org

LA PIRA E L’ALLUVIONE DEL 1966 (3)Il 18 novembre La Pira scrive al ministro degli interni Paolo Emilio Taviani, con il q...
02/11/2026

LA PIRA E L’ALLUVIONE DEL 1966 (3)
Il 18 novembre La Pira scrive al ministro degli interni Paolo Emilio Taviani, con il quale ha già avuto un colloquio. È la prima rimastaci di una lunga serie di lettere (solo in novembre e dicembre 1966 sono ben 22!) per sollecitare interventi immediati, come autospurgatrici per togliere il fango, aiuti diretti agli artigiani, alle famiglie, alle parrocchie e alle comunità religiose ma anche provvedimenti di più ampio respiro per evitare in futuro il ripetersi di un simile evento. Gli scrive il 18: «due cose: 1) un “fondo perduto” per le famiglie sinistrate e “piccoli crediti”, senza interessi, per la loro ricostruzione (questo tema di fondo: – ricostruire la famiglia, cellula fondamentale della nazione) 2) un “fondo perduto” alle parrocchie (le 500.000 lire di cui tu mi parlasti) ed ai conventi ed ai monasteri: e – perché no? – “mutui agevolati” anche per essi. Tutto ciò immediatamente: noi (S. Vincenzo) ti possiamo validamente aiutare».
E nel postscriptum precisa il suo «programma»: «a) ricostruire le case e le famiglie; b) ricostruire le botteghe; c) ricostruire le Chiese ed i monasteri; d) ricostruire i monumenti e la bellezza e la cultura di Firenze! e) E ricostruire, in conseguenza, il «destino» di bellezza e di page e di civiltà che il Signore assegna – ha assegnato, assegna, assegnerà – a Firenze a servizio dei popoli di tutta la terra! Spes contra spem!».
Il giorno dopo, il 19, scrive ad Aldo Moro, ringraziandolo per la sua visita alla città ferita. Oltre alla sua «lettura» teologica di quanto avvenuto, pone al presidente del Consiglio «il problema del regime dell'Arno (regime delle acque montane; regime della dighe etc.)» che mette in discussione l’esistenza stessa della città. E per questo gli raccomanda di coinvolgere il prof. Livio Zoli, grande esperto della materia. (nella foto, di Torrini Fotogiornalismo, La Pira con Pino Arpioni in visita alle zone alluvionate)

LA PIRA E L’ALLUVIONE DEL 1966 (2)Nell’anno dell’Alluvione La Pira era ancora Presidente del Consiglio Superiore Toscano...
02/11/2026

LA PIRA E L’ALLUVIONE DEL 1966 (2)
Nell’anno dell’Alluvione La Pira era ancora Presidente del Consiglio Superiore Toscano della S. Vincenzo de’ Paoli e pensò subito di scrivere a tutti i confratelli. Quella circolare datata 15 novembre 1966 venne poi recapitata anche ai vescovi italiani e ai cardinali statunitensi. Non era solo una richiesta concreta di aiuti (che arrivarono!) ma soprattutto una riflessione teologica su quanto capitato alla città. «Davanti a Firenze sconvolta e caduta, – scrive La Pira – io mi sono ricordato di due testi sacri: da un lato del libro delle lamentazioni di Geremia sopra Gerusalemme; dall'altro dei libri di Esdra e Neemia. Lamento – per così dire – sopra Firenze “sconvolta e caduta” da un lato; e riedificazione con la preghiera, con la riflessione, con l'azione di Firenze, per l'altro lato».
Certo «la violenza delle acque (quasi un diluvio!) ha investito letteralmente e quasi scardinato – elevandosi per metri e metri – la struttura essenziale – religiosa e civile – della città: ha investito tutte le Chiese più celebri di Firenze […] e tutti i palazzi più celebri di Firenze […] e tutte le più celebri Gallerie e Biblioteche di Firenze hanno subito ferite non misurabili ancora. Spezzate le botteghe artigianali (e tutto il sistema artigianale) e spezzato tutto il sistema economico cittadino: e ridotti in stato miserando – di fango! – i quartieri più popolosi e più popolari della città…». E si chiede: «Perché è stata colpita, sconvolta una città che è in – certo senso – parte essenziale del destino religioso e civile dell'Italia e del mondo?». Il giorno dopo in una accorata lettera al senatore statunitense Edward (Ted) Kennedy, che fu tra i primi a recarsi nella città devastata, La Pira, ringraziandolo della visita, scrive: «Risorgerà? Noi lo crediamo fermamente: la Provvidenza del Signore ha permesso questa autentica “sommersione” forse per fare della resurrezione di Firenze un fatto essenziale per la pacificazione fraterna e la elevazione spirituale e civile dei popoli di tutto il mondo: per fare di Firenze sofferente ed in via di risorgere il luogo prezioso della pace del mondo».

LA PIRA E L’ALLUVIONE DEL 1966 (1)Il 4 novembre 1966 La Pira non era più sindaco dal marzo 1965 e neanche più consiglier...
01/11/2026

LA PIRA E L’ALLUVIONE DEL 1966 (1)
Il 4 novembre 1966 La Pira non era più sindaco dal marzo 1965 e neanche più consigliere comunale da circa un anno. Eppure ebbe un ruolo importante negli aiuti alla città devastata dalle acque. Quel venerdì 4 novembre era iniziato per lui come un giorno qualsiasi con sveglia prestissimo, la solita meditazione e poi la Messa alla SS. Annunziata. «Il cielo era gonfio e basso, senza luce – racconterà lui stesso –. Più tardi corsero voci d’allarme, imprecise, contraddittorie. Poi l’acqua arrivò in Piazza S. Marco».
La Pira indossate un paio di calosce e un impermiabile di plastica blu si diresse verso la Questura, in via Zara, nel desiderio di rendersi utile. «Ma per tutta la sera – prosegue il suo racconto – non si poteva andare più in là del Comiliter: la violenza dell’acqua impediva a qualsiasi mezzo di proseguire per via Cavour, verso Palazzo Riccardi. La mattina dopo, un maresciallo della Polizia che aveva i parenti nella zona di Gavinana, si mise a mia disposizione con un camioncino, e cominciammo a girare per la città a portare viveri e qualche parola di conforto. Eravamo spesso i primi: la gente ci accoglieva bene. Pane e latte: quel povero cibo entrava nel giuoco della speranza. In Prefettura le riunioni si susseguivano. Verso le undici, ci fu l’annuncio che la diga di Levane aveva ceduto e che entro tre ore Firenze sarebbe stata totalmente perduta. Che fare? si chiedevano molti con angoscia. Che c’era da fare? Pregare. Per fortuna mezz’ora dopo arrivò la smentita».
Come ci informano i quotidiani dell’epoca, quella mattina del 5 novembre La Pira è presente alla prima riunione operativa che si tiene a mezzogiorno in Prefettura. Con lui sono presenti il ministro Pieraccini, il prefetto, il questore, il sindaco Bargellini, il presidente del comitato regionale della programmazione Lagorio e il maggiore Bertolani per il comando militare della Regione tosco-emiliana. La Pira si mette subito in contatto con Roma. Tempesta i ministri di appelli e richieste precise. Ha un colloquio con il ministro degli interni Paolo Emilio Taviani preparato con cura come mostrano gli appunti – finora inediti – conservati nel suo Archivio. Ne riportiamo la trascrizione
«L’immediato
a) eliminare il fango mediante operazione massiccia mobilitando tutta la “tecnica” possibile [ricorrendo anche e forse sovratutto alle imprese private]
La città – nelle zone colpite [centro, Santa Croce, Gavinana, S. Frediano, S. Salvi, Cascine, SS.ma Annunziata etc.] – è ancora piena di fango.
Biblioteca Nazionale [e le altre]
b) operazione massiccia pure per la purificazione igienica [eliminazione degli animali morti etc.]
“operazione massiccia pompe”
“operazione massiccia igienica”
Se dovessero ve**re altre giornate di pioggia non si saprebbe più cosa fare!
Tenere conto che le zone colpite coprono forse più di 2/3 dell’area di Firenze.
Non si tratta di alluvione, ma di autentica violenta sommersione: la quale ha scosso anche gli edifici e ne ha resi pericolanti più di quanto non si creda.»

5 NOVEMBRE, MESSA A SAN MARCO NEL 49° ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI LA PIRAGiovedì 5 novembre 2026, alle 18, nella basilic...
30/10/2026

5 NOVEMBRE, MESSA A SAN MARCO NEL 49° ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI LA PIRA
Giovedì 5 novembre 2026, alle 18, nella basilica di San Marco a Firenze (piazza San Marco), per iniziativa della Fondazione La Pira e dei Padri Domenicani, il vescovo di Fiesole, mons. Stefano Manetti, presiederà una concelebrazione eucaristica nel 49° anniversario della morte di Giorgio La Pira.
Nell’occasione verrà distribuito ai partecipanti il volume «Il Rosario meditato con Giorgio La Pira» (ed. Paoline, Milano 2026, pp. 96), curato da mons. Paolo Tarchi e con una prefazione dell’arcivescovo di Firenze, mons. Gherardo Gambelli. Il volume, pubblicato in questi giorni, propone per ogni mistero del Rosario un brano di Giorgio La Pira ed è corredato da una scheda biografica del Venerabile.

LA VISIONE DEL MEDITERRANEO DI LA PIRA AL MEETING PER LA PACE DI ASSISI«I popoli rivieraschi del Mediterraneo hanno, che...
30/10/2026

LA VISIONE DEL MEDITERRANEO DI LA PIRA AL MEETING PER LA PACE DI ASSISI
«I popoli rivieraschi del Mediterraneo hanno, che lo vogliano o meno, un comune destino». È da queste parole di Giorgio La Pira che si è mosso l'intervento di Patrizia Giunti al Meeting per la Pace di Assisi, organizzato dalla Comunità di Sant' Egidio e tenutosi dal 25 al 28 ottobre.
È stata l'occasione per seguire quella traiettoria che a partire dalla consapevolezza di una attitudine del Mediterraneo ad essere mare del dialogo portò La Pira a esaltarne in modo clamoroso il ruolo, organizzando e convocando a Firenze i Colloqui Mediterranei dal 1958 al 1964: tutti i popoli del bacino mediterraneo furono invitati a Firenze per incontrarsi nel dialogo e nel colloquio.
Sul piano politico internazionale per la presidente della Fondazione La Pira i Colloqui Mediterranei furono un autentico spartiacque: nel cuore della Guerra Fredda, in un mondo articolato sulla polarizzazione Est – Ovest, il sindaco di Firenze disarticolò questo assetto ordinante, mettendo al centro il Mediterraneo e al posto dell’asse Est – Ovest lasciò emergere l’asse Nord – Sud del mondo: una autentica «visione del Mediterraneo» che non fu visionarismo, utopia o sogno ad occhi aperti ma piuttosto un pensiero complesso organizzato che presupponeva consapevolezze culturali, valori, idealità; una visione che si presentava come una sintesi progettuale elaborata attorno alle tre dimensioni del Mediterraneo che La Pira aveva perfettamente evidenti: il Mediterraneo teologico, il Mediterraneo storico-culturale, il Mediterraneo geopolitico: un mare fra le terre che mette in relazione tre continenti bagnando 26 paesi, una frontiera che è anche una cerniera, un ponte e dunque un moltiplicatore di effetti: ciò che accade nel Mediterraneo, allora come oggi, si riproduce oltre i suoi confini.

MESSINA, CONVEGNO SU LA PIRA GIURISTA E POLITICOPer iniziativa dell’Università di Messina, di cui La Pira fu studente, g...
23/10/2026

MESSINA, CONVEGNO SU LA PIRA GIURISTA E POLITICO
Per iniziativa dell’Università di Messina, di cui La Pira fu studente, giovedì 29 ottobre(con inizio alle 17.00) e venerdì 30 ottobre 2026 (dalle 9.00), nell’Aula magna dell'Università (Piazza Pugliatti, 1 – Messina) si tiene un convegno su «La “pace inevitabile”: Giorgio La Pira giurista e politico fra Messina e Firenze». Giovedì pomeriggio, dopo i saluti istituzionali, Antonio Baglio parlerà di «Messina al tempo di La Pira tra ricostruzione post-terremoto e fermenti culturali» e la presidente della Fondazione, Patrizia Giunti, di «Giorgio La Pira romanista». Seguiranno alcune testimonianze. Venerdì mattina due sessioni: la prima su «La Pira come uomo di diritto e padre costituente», moderati da Luigi D’Andrea, vedrà gli interventi di Alberto Randazzo, Leonardo Bianchi ed Enzo Cacioli; nella seconda su «La Pira, le relazioni internazionali, la pace», introdotta da Marco Scarpa, intervengono Angela Villani, Bruna Bagnato, Lorenzo Casini, Marcello Garzaniti ed Enzo Cicero.

CAMPAGNA «SOLLÈVATI DALLE GUERRE. LA COSCIENZA NON SI ARRUOLA»Forte avversione alla guerra e volontà di essere soggetti ...
21/10/2026

CAMPAGNA «SOLLÈVATI DALLE GUERRE. LA COSCIENZA NON SI ARRUOLA»
Forte avversione alla guerra e volontà di essere soggetti attivi per la costruzione della pace. Con questo intento un gruppo di persone e associazioni ha promosso una rete aperta al contributo di tutti per lanciare la campagna «Sollèvati dalle guerre: la coscienza non si arruola» che vuole favorire, ma soprattutto garantire, l'obiezione di coscienza per i ragazzi 17enni, i quali ogni anno vengono inseriti nelle liste di leva dei Comuni di residenza. L’Italia, infatti, ha sospeso nel 2005 il servizio di leva obbligatorio, ma non lo ha abolito e potrebbe essere reintrodotto in due casi: stato di guerra dichiarato dal Parlamento o grave crisi internazionale che coinvolga il nostro Paese. L’iniziativa è rivolta anche a tutti gli uomini dai 18 ai 45 anni, che già sono nelle liste e che desiderano dichiararsi obiettori. Inoltre, si impegna a invitare i cittadini e le cittadine di qualunque età ad esprimere pubblicamente la propria avversione alla guerra e la ferma intenzione di non prendervi parte in nessun modo.
Attualmente la rete è costituita da: Pax Christi, Comunità dell'Arca, Movimento dei Focolari Italia, Mir, Missionari Comboniani-Gpic Italia, AGESCI, ACLI, Cesc Project, Movimento Nonviolento Palermo, EMERGENCY, CNESC, Fondazione Giorgio La Pira e Opera per la gioventù G. La Pira, Centro Internazionale Studenti G. La Pira, Associazione Nuova Camaldoli, ATTAC, la Rappresentanza dei Corpi Civili di Pace e Rappresentanti del Servizio Civile Universale.
A Firenze la campagna viene presentata sabato 24 ottobre, alle 9,30, presso la Casa per la Pace (Via Quintole per le Rose, 131 – Impruneta).

PRESENTATO A FIRENZE «UN CODICE PER LA NUOVA EUROPA»È stata la presidente della Fondazione La Pira a introdurre ieri pom...
20/10/2026

PRESENTATO A FIRENZE «UN CODICE PER LA NUOVA EUROPA»
È stata la presidente della Fondazione La Pira a introdurre ieri pomeriggio nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio la presentazione del volume «Un Codice per una nuova Europa», edito da Ave, frutto del lavoro di oltre 120 esperti di movimenti e associazioni italiane, tra cui le tre realtà «lapiriane» fiorentine. Dopo i saluti del presidente del Consiglio comunale, Cosimo Guccione, e di mons. Alessandro Lombardi a nome dell’arcivescovo mons. Gherardo Gambelli, Patrizia Giunti ha sottolineato come «presentare un progetto di una Europa che riesca a fare un salto in avanti verso l’unità, in questo momento è quanto mai essenziale». «Le condizioni geopolitiche attuali – ha proseguito – ce lo chiedono, i drammi che stiamo vivendo ci dicono che è improcrastinabile l’idea di una condivisione più forte. Il progetto propone una federazione di stati sovrani, recuperando il patrimonio di valori e la visione che sostennero allora, nel dopoguerra, i padri che costruirono l’Europa, quell’idea di una comunità di popoli che abbandonano la guerra e si riconoscono in una fraternità comune». Si è detta poi felice che «la presentazione avvenga in questo salone nel quale il sindaco Giorgio La Pira per anni ha invocato la costruzione di un processo di unità tra i popoli e da quel tavolo ha chiamato fedi diverse, convenzioni politiche, culture diverse a un dialogo per l’unità». Sono stati quindi proiettati gli ultimi tre minuti dell’intervento che lo stesso giorno di sette anni prima, in quella stessa sede, aveva pronunciato l’allora presidente del Parlamento Europeo, Davide Sassoli, in occasione del ricevimento delle chiavi della città. L’incontro è poi proseguito con la presentazione da parte dei curatori, Sebastiano Nerozzi e Nicoletta Parisi, del testo che si richiama idealmente al Codice di Camaldoli del 1943 che ispirò tanti nostri Costituenti. L’ambasciatore Pasquale Ferrara ha poi trattato della missione di pace dell’Europa. È seguita una tavola rotonda con interventi di rappresentanti di alcune delle associazioni e gruppi che hanno lavorato al testo.
https://www.youtube.com/watch?v=u6aEyQcV2XY

«ABBASSO TUTTE LE GUERRE», PRESENTAZIONE DELLE LETTERE DI DON MILANIMartedì 20 ottobre, alle 17, presso Sala multimedial...
18/10/2026

«ABBASSO TUTTE LE GUERRE», PRESENTAZIONE DELLE LETTERE DI DON MILANI
Martedì 20 ottobre, alle 17, presso Sala multimediale di Santa Maria Novella (piazza della Stazione, 4A, Firenze), presentazione del libro «Abbasso tutte le guerre» con le lettere di don Milani ai giudici e ai cappellani militari, nell’edizione critica curata da Sergio Tanzarella. Coordinati da p. Alessandro Cortesi intervengono lo stesso Tanzarella e Pietro Giovannoni. Info: [email protected] e 055-7093637

Indirizzo

Via Giorgio La Pira 5/
Florence
50121

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
14:00 - 15:00
Martedì 09:00 - 17:00
18:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 13:30
14:00 - 15:00
Giovedì 09:00 - 17:00
18:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 13:30
14:00 - 15:00

Telefono

055 284542

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