01/11/2026
Migliaia di persone sono scese in piazza a Prato per partecipare allo sciopero del 30 Ottobre. E la notizia, forse più significativa del numero stesso, è che in piazza c'erano soprattutto giovani e studenti. Una generazione che troppo spesso viene descritta come disinteressata, distratta e incapace di mobilitarsi, ma che ha dimostrato di avere voglia di farsi sentire. Interviene così Angela Ponzecchi , rappresentante del Gruppo Territoriale del M5S di Prato, che continua:"
Il corteo ha attraversato la Città bloccando le strade. Un disagio temporaneo per la circolazione, certo. Ma forse vale la pena chiedersi quale sia il disagio, ben più grande, di chi ogni giorno deve fare i conti con il carovita e scegliere tra un salario insufficiente, un contratto precario e condizioni di lavoro che spesso assomigliano allo sfruttamento. E qui arriviamo al paradosso tutto pratese:
gli esponenti della Lega locale si stracciano le vesti per la chiusura della Declassata, invocando la tutela dei lavoratori e denunciando i disagi provocati dal blocco della viabilità. Legittimo discutere della mobilità cittadina, per carità. Ma viene spontaneo domandarsi: la tutela dei lavoratori vale soltanto quando si tratta di difendere la circolazione delle automobili oppure vale anche quando quei lavoratori non riescono ad arrivare a fine mese e vengono sfruttati, sottopagati e privati dei diritti più elementari?
Il MoVimento 5 Stelle stà dalla parte di chi sciopera contro le politiche di un governo di destra che, dopo aver riempito le piazze elettorali di promesse, continua a disattenderle, mentre sembra trovare molta più solerzia nell'approvare decreti sicurezza che nel risolvere i problemi reali del Paese. Decreti che restringono gli spazi di dissenso e irrigidiscono gli strumenti repressivi, anziché affrontare le cause profonde del malessere sociale. Stiamo dalla parte dei cittadini che manifestano pacificamente e dei lavoratori, di quelli che hanno un contratto e di quelli che non ce l'hanno. Di chi può rivendicare i propri diritti e di chi, invece, è costretto a tacere per paura di perdere anche quel poco che riesce a portare a casa. Perché a Prato, come in tante altre realtà italiane, esiste anche un mondo del lavoro sommerso fatto di salari da fame, orari insostenibili e persone trattate come merce.
Allora, prima di indignarsi per raccogliere consenso per una strada bloccata durante uno sciopero, sarebbe opportuno indignarsi per le vite bloccate di migliaia di lavoratrici e lavoratori, giovani e pensionati che affrontano quotidianamente importanti difficoltà. Prima di agitarsi per i temporanei disagi della viabilità, bisognerebbe anche dimostrare di saper lottare contro il carovita, per la scuola e l'istruzione, contro lo sfruttamento e la precarietà nel mondo del lavoro.
Grazie ad Alessandro Falchini e Luca Magherini per la collaborazione
Movimento 5 Stelle Toscana