Partito Comunista dei Lavoratori - Torino

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Partito Comunista dei Lavoratori - Torino Sezione «Vito Bisceglie» del Partito Comunista dei Lavoratori (TO)

🔴 𝗘̀ 𝗨𝗦𝗖𝗜𝗧𝗢 𝗜𝗟 𝗡𝗨𝗢𝗩𝗢 𝗡𝗨𝗠𝗘𝗥𝗢 𝗗𝗜 𝗨𝗡𝗜𝗧𝗔̀ 𝗗𝗜 𝗖𝗟𝗔𝗦𝗦𝗘Aɪᴜᴛᴀᴄɪ ᴀ ᴘʀᴏᴘᴀɢᴀɴᴅᴀʀᴇ ʟᴇ ɪᴅᴇᴇ ᴅᴇʟ ᴍᴀʀxɪsᴍᴏ ʀɪᴠᴏʟᴜᴢɪᴏɴᴀʀɪᴏ. Dɪғғᴏɴᴅɪ ᴇ sᴏ...
29/10/2026

🔴 𝗘̀ 𝗨𝗦𝗖𝗜𝗧𝗢 𝗜𝗟 𝗡𝗨𝗢𝗩𝗢 𝗡𝗨𝗠𝗘𝗥𝗢 𝗗𝗜 𝗨𝗡𝗜𝗧𝗔̀ 𝗗𝗜 𝗖𝗟𝗔𝗦𝗦𝗘

Aɪᴜᴛᴀᴄɪ ᴀ ᴘʀᴏᴘᴀɢᴀɴᴅᴀʀᴇ ʟᴇ ɪᴅᴇᴇ ᴅᴇʟ ᴍᴀʀxɪsᴍᴏ ʀɪᴠᴏʟᴜᴢɪᴏɴᴀʀɪᴏ. Dɪғғᴏɴᴅɪ ᴇ sᴏsᴛɪᴇɴɪ Uɴɪᴛᴀ̀ ᴅɪ Cʟᴀssᴇ ᴄᴏɴ ᴜɴ ᴄᴏɴᴛʀɪʙᴜᴛᴏ ʟɪʙᴇʀᴏ. Pᴜᴏɪ ғᴀʀᴇ ᴜɴᴀ sᴏᴛᴛᴏsᴄʀɪᴢɪᴏɴᴇ ᴄᴏɴ PᴀʏPᴀʟ, ɪɴ ᴍᴏᴅᴏ ʀᴀᴘɪᴅᴏ ᴇ sɪᴄᴜʀᴏ, ɪɴᴠɪᴀɴᴅᴏ ɪʟ ᴘᴀɢᴀᴍᴇɴᴛᴏ ᴀ: ɪɴғᴏ@ᴘᴄʟᴀᴠᴏʀᴀᴛᴏʀɪ.ɪᴛ ᴏᴘᴘᴜʀᴇ sᴇɢᴜᴇɴᴅᴏ ʟᴇ ɪsᴛʀᴜᴢɪᴏɴɪ ᴀ ǫᴜᴇsᴛᴏ ʟɪɴᴋ
Sᴄʀɪᴠɪ ᴀ ɪɴғᴏ@ᴘᴄʟᴀᴠᴏʀᴀᴛᴏʀɪ.ɪᴛ ᴏ ᴀʟʟᴇ ɴᴏsᴛʀᴇ ᴘᴀɢɪɴᴇ Fᴀᴄᴇʙᴏᴏᴋ ᴇ Iɴsᴛᴀɢʀᴀᴍ ᴜғғɪᴄɪᴀʟɪ ᴘᴇʀ sᴀᴘᴇʀᴇ ᴄᴏᴍᴇ ᴀᴄǫᴜɪsᴛᴀʀʟᴏ

In questo numero:

📌 𝐄𝐝𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚𝐥𝐞. 𝐅𝐚𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐢𝐧 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐢𝐚 – 𝐌𝐚𝐫𝐜𝐨 𝐅𝐞𝐫𝐫𝐚𝐧𝐝𝐨

📌 𝐃𝐞𝐦𝐨𝐜𝐫𝐚𝐳𝐢𝐚 𝐞 𝐛𝐨𝐫𝐠𝐡𝐞𝐬𝐢𝐚, 𝐮𝐧 𝐚𝐦𝐨𝐫𝐞 𝐟𝐢𝐧𝐢𝐭𝐨 – 𝐅𝐞𝐝𝐞𝐫𝐢𝐜𝐨 𝐁𝐚𝐜𝐜𝐡𝐢𝐨𝐜𝐜𝐡𝐢

📌 𝐃’𝐎𝐫𝐬𝐢 𝐫𝐮𝐬𝐬𝐢 𝐞 𝐝’𝐚𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐛𝐞𝐬𝐭𝐢𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀ – 𝐒𝐚𝐥𝐯𝐨 𝐋𝐨 𝐆𝐚𝐥𝐛𝐨

📌 𝐌𝐞𝐚𝐭 𝐭𝐨, 𝐜𝐚𝐩𝐨𝐫𝐚𝐥𝐚𝐭𝐨 𝐦𝐞𝐭𝐫𝐨𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐚𝐧𝐨 – 𝐏𝐂𝐋 𝐓𝐨𝐫𝐢𝐧𝐨

📌 𝐄𝐱 𝐈𝐥𝐯𝐚, 𝐥𝐚 𝐬𝐞𝐧𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐌𝐢𝐥𝐚𝐧𝐨 𝐢𝐧𝐜𝐡𝐢𝐨𝐝𝐚 𝐢𝐥 𝐜𝐚𝐩𝐢𝐭𝐚𝐥𝐞 – 𝐃𝐢𝐞𝐠𝐨 𝐏𝐚𝐜𝐞

📌 𝐔𝐜𝐫𝐚𝐢𝐧𝐚. 𝐃𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐥𝐨𝐭𝐭𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐥’𝐨𝐩𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐳𝐚𝐫𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐚𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐯𝐨𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 – 𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨 𝐄𝐜𝐨𝐫𝐞𝐭𝐭𝐢

📌 𝐄𝐜𝐨𝐜𝐢𝐝𝐢𝐨 𝐞 𝐠𝐞𝐧𝐨𝐜𝐢𝐝𝐢𝐨 – 𝐆𝐢𝐮𝐬𝐞𝐩𝐩𝐞 𝐃’𝐀𝐦𝐢𝐜𝐨

📌 𝐀̀ 𝐥𝐚 𝐠𝐮𝐞𝐫𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐞 𝐚̀ 𝐥𝐚 𝐠𝐮𝐞𝐫𝐫𝐞 – 𝐌𝐚𝐮𝐫𝐨 𝐏𝐞𝐧𝐨𝐧𝐜𝐞𝐥𝐥𝐢

📌 𝟏𝟗𝟓𝟔: 𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐯𝐨𝐥𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐧 𝐔𝐧𝐠𝐡𝐞𝐫𝐢𝐚 – 𝐍𝐚𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐀𝐳𝐳𝐚𝐫𝐞𝐭𝐭𝐨

📌 𝐀 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐨𝐫𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐋𝐚𝐫𝐢𝐬𝐚 𝐑𝐞𝐢𝐬𝐧𝐞𝐫 – 𝐋𝐮𝐩𝐮𝐬

📌 𝐑𝐞𝐜𝐞𝐧𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞. «𝐏𝐚𝐥𝐞𝐬𝐭𝐢𝐧𝐚 𝟑𝟔. 𝐐𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐢𝐧𝐢𝐳𝐢𝐨» – 𝐕𝐢𝐧𝐜𝐞𝐧𝐳𝐨 𝐂𝐢𝐦𝐦𝐢𝐧𝐨

…𝐞 𝐩𝐨𝐢 𝐈𝐥 𝐅𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐐𝐮𝐨𝐭𝐢𝐝𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐞 𝐥𝐚 𝐑𝐮𝐬𝐬𝐢𝐚, 𝐥𝐚 𝐑𝐞𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐬𝐭𝐢 𝐞 𝐢𝐥 𝐕𝐞𝐧𝐞𝐳𝐮𝐞𝐥𝐚, 𝐀𝐫𝐠𝐞𝐧𝐭𝐢𝐧𝐚, 𝐂𝐮𝐛𝐚 𝐞 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐨 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚.

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In questo numero:

Editoriale. Fare come in Francia – Marco Ferrando

Democrazia e borghesia, un amore finito – Federico Bacchiocchi

D’Orsi russi e d’altre bestialità – Salvo Lo Galbo

Meat to, caporalato metropolitano – PCL Torino

Ex Ilva, la sentenza di Milano inchioda il capitale – Diego Pace

Ucraina. Dalla lotta contro l’oppressione zarista al convoglio internazionale – Alessio Ecoretti

Ecocidio e genocidio – Giuseppe D’Amico

À la guerre comme à la guerre – Mauro Penoncelli

1956: la rivoluzione in Ungheria – Natale Azzaretto

A cento anni dalla morte di Larisa Reisner – Lupus

Recensione. «Palestina 36. Quando tutto ebbe inizio» – Vincenzo Cimmino

…e poi Il Fatto Quotidiano e la Russia, la Rete dei Comunisti e il Venezuela, Argentina, Cuba e altro ancora.

🔴 𝗖𝗥𝗢𝗟𝗟𝗔𝗧𝗔 𝗟𝗔 𝗠𝗢𝗡𝗧𝗔𝗧𝗨𝗥𝗔 𝗔𝗧𝗧𝗢𝗥𝗡𝗢 𝗔 𝗬𝗢𝗨𝗦𝗦𝗘𝗙La montatura imbastita contro Youssef dalle autorità di governo e dai pubblici ...
28/10/2026

🔴 𝗖𝗥𝗢𝗟𝗟𝗔𝗧𝗔 𝗟𝗔 𝗠𝗢𝗡𝗧𝗔𝗧𝗨𝗥𝗔 𝗔𝗧𝗧𝗢𝗥𝗡𝗢 𝗔 𝗬𝗢𝗨𝗦𝗦𝗘𝗙

La montatura imbastita contro Youssef dalle autorità di governo e dai pubblici ministeri milanesi è miseramente crollata. L’accusa grottesca di istigazione a delinquere, di saccheggio, addirittura di finalità terroristiche, non ha retto all’evidenza dei fatti.

Nessuna istigazione se non l’appello a manifestare. Nessun invito al saccheggio, peraltro avvenuto precedentemente alla nascita stessa della pagina web incriminata. Nessuna finalità di terrorismo accusa priva di qualsiasi indizio e riscontro. Nulla di nulla.

Il vero capo d’accusa dei PM contro Youssef e Sagia era quello di rivendicare «un progetto rivoluzionario» contro il capitalismo e per la liberazione dei popoli oppressi. Una rivendicazione propria del più elementare vocabolario marxista da quasi due secoli, che ha segnato la storia della parte migliore del movimento operaio e comunista nel mondo. Solo la grettezza di una mentalità questurina ottocentesca poteva evocare una accusa così demenziale. Lo stesso fatto che il fermo di Youssef e l’imputazione di terrorismo siano stati imbeccati da una organizzazione dichiaratamente suprematista bianca e nazista, come il PCL ha riportato, misura l’estrema gravità di quanto accaduto.

La liberazione di Youssef è di certo uno schiaffo sonoro al governo. Al Ministro degli Interni Piantedosi che ha gongolato per giorni a reti unificate sull’efficacia del fermo preventivo che avrebbe consentito la cattura della mente della sovversione. Alla Presidente del Consiglio Meloni che ha rivendicato in proprio il fermo di Youssef e Sagia come manifesto dell’ennesimo decreto sicurezza chiedendo per lui lunghi anni di galera. All’intero impianto di tutti i decreti sicurezza, mirati a intimidire quella giovane generazione che si va ribellando alla violenza vera: la violenza dello sfruttamento, della guerra, del colonialismo, del genocidio. Il sentimento di rivolta di giovani e studenti non è il frutto di qualche “cattivo maestro”, ma della natura stessa della società capitalista. Di quella privazione di futuro cui questa società condanna i giovani.

Il PCL saluta la liberazione di Youssef, compagno di tante battaglie comuni per la Palestina, come un successo della mobilitazione di massa. Come partito siamo stati accusati dalla stampa più reazionaria, sionista e islamofaba – segnatamente da Il Giornale e dal Tempo – di aver voluto promuovere da subito una campagna per la libertà di Youssef. Se è una colpa, il PCL ne è fiero. Di certo non ci siamo affidati alla magistratura (borghese), come recita il rosario del bon ton progressista o giustizialista, né dovevamo mendicare il permesso di alcun campo largo, per rivendicare la libertà di un compagno ingiustamente sequestrato dallo Stato e da un governo a guida postfascista.

Youssef riprenderà ora il suo posto, quello di sempre, al fianco degli sfruttati e degli oppressi. A lui il nostro forte abbraccio.

Partito Comunista dei Lavoratori 🚩

🔴 CROLLATA LA MONTATURA ATTORNO A YOUSSEF

La montatura imbastita contro Youssef dalle autorità di governo e dai pubblici ministeri milanesi è miseramente crollata. L’accusa grottesca di istigazione a delinquere, di saccheggio, addirittura di finalità terroristiche, non ha retto all’evidenza dei fatti.

Nessuna istigazione se non l’appello a manifestare. Nessun invito al saccheggio, peraltro avvenuto precedentemente alla nascita stessa della pagina web incriminata. Nessuna finalità di terrorismo accusa priva di qualsiasi indizio e riscontro. Nulla di nulla.

Il vero capo d’accusa dei PM contro Youssef e Sagia era quello di rivendicare «un progetto rivoluzionario» contro il capitalismo e per la liberazione dei popoli oppressi. Una rivendicazione propria del più elementare vocabolario marxista da quasi due secoli, che ha segnato la storia della parte migliore del movimento operaio e comunista nel mondo. Solo la grettezza di una mentalità questurina ottocentesca poteva evocare una accusa così demenziale. Lo stesso fatto che il fermo di Youssef e l’imputazione di terrorismo siano stati imbeccati da una organizzazione dichiaratamente suprematista bianca e nazista, come il PCL ha riportato, misura l’estrema gravità di quanto accaduto.

La liberazione di Youssef è di certo uno schiaffo sonoro al governo. Al Ministro degli Interni Piantedosi che ha gongolato per giorni a reti unificate sull’efficacia del fermo preventivo che avrebbe consentito la cattura della mente della sovversione. Alla Presidente del Consiglio Meloni che ha rivendicato in proprio il fermo di Youssef e Sagia come manifesto dell’ennesimo decreto sicurezza chiedendo per lui lunghi anni di galera. All’intero impianto di tutti i decreti sicurezza, mirati a intimidire quella giovane generazione che si va ribellando alla violenza vera: la violenza dello sfruttamento, della guerra, del colonialismo, del genocidio. Il sentimento di rivolta di giovani e studenti non è il frutto di qualche “cattivo maestro”, ma della natura stessa della società capitalista. Di quella privazione di futuro cui questa società condanna i giovani.

Il PCL saluta la liberazione di Youssef, compagno di tante battaglie comuni per la Palestina, come un successo della mobilitazione di massa. Come partito siamo stati accusati dalla stampa più reazionaria, sionista e islamofaba – segnatamente da Il Giornale e dal Tempo – di aver voluto promuovere da subito una campagna per la libertà di Youssef. Se è una colpa, il PCL ne è fiero. Di certo non ci siamo affidati alla magistratura (borghese), come recita il rosario del bon ton progressista o giustizialista, né dovevamo mendicare il permesso di alcun campo largo, per rivendicare la libertà di un compagno ingiustamente sequestrato dallo Stato e da un governo a guida postfascista.

Youssef riprenderà ora il suo posto, quello di sempre, al fianco degli sfruttati e degli oppressi. A lui il nostro forte abbraccio.

Partito Comunista dei Lavoratori 🚩

🔴 𝟯𝟬 𝗢𝗧𝗧𝗢𝗕𝗥𝗘. 𝗙𝗔𝗥𝗘 𝗖𝗢𝗠𝗘 𝗜𝗡 𝗙𝗥𝗔𝗡𝗖𝗜𝗔! 𝗘̀ 𝗟'𝗢𝗥𝗔 𝗗𝗜 𝗨𝗡 𝗡𝗨𝗢𝗩𝗢 '𝟲𝟴! 📢🚩 Venti di guerra soffiano sempre più minacciosi. Imperia...
28/10/2026

🔴 𝟯𝟬 𝗢𝗧𝗧𝗢𝗕𝗥𝗘. 𝗙𝗔𝗥𝗘 𝗖𝗢𝗠𝗘 𝗜𝗡 𝗙𝗥𝗔𝗡𝗖𝗜𝗔! 𝗘̀ 𝗟'𝗢𝗥𝗔 𝗗𝗜 𝗨𝗡 𝗡𝗨𝗢𝗩𝗢 '𝟲𝟴! 📢

🚩 Venti di guerra soffiano sempre più minacciosi. Imperialismo USA, cinese e russo di concontendono la spartizione del mondo. L’imperialismo USA e lo Stato sionista puntano al controllo del Medio Oriente sulla pelle dei popoli oppressi. La Russia chiude un occhio sull’Iran per non disturbare il negoziato con Trump per la spartizione dell’Ucraina (che ora si arricchisce della riapertura all’acquisto USA del petrolio russo), mentre la Cina vorrebbe un semaforo verde per annettersi Taiwan.

🔺 A farne le spese sono i popoli oppressi, le classi sfruttate e le giovani generazioni. La speranza di un futuro migliore, libero da guerre e genocidi, giace negli stessi popoli oppressi, nel proletariato internazionale, nella gioventù globale e nella loro forza di lottare per la costruzione di una società diversa, una società socialista

Gli studenti francesi hanno tracciato la strada di questa lotta. Nelle ultime settimane in migliaia hanno occupato scuole e università, sono scesi in piazza al fianco della classe lavoratrice, si sono opposti all’ordine capitalista francese e alle sue ambizioni imperialiste, hanno minacciato il proprio governo con lo spettro di un nuovo‘68. Rispondiamo alla loro chiamata come a quella delle studentesse e degli studenti serbi che hanno cacciato il governo reazionario di Vucic. Non permettiamo che resti una semplice minaccia. Le studentesse e gli studenti italiani, con le manifestazioni per la Palestina Libera che il 10 e il 17 ottobre hanno attraversato tutta l’Italia, dimostrano che il potenziale rivoluzionario dischiuso dagli scioperi generali dello scorso anno cova ancora sotto le ceneri. Non disperdiamolo.

Il tentativo di calare la scure repressiva su questo movimento di giovani in gran parte di estrazione proletaria e figli di immigrati trova il suo compimento nel nuovo Decreto Sicurezza, nel gridare al pericolo “maranza” e nel tentativo di creare un capro espiatorio, con l’arresto del compagno Youssef e la messa sotto indagine della compagna Sagia con l’accusa di essere i leader del Movimento 17 ottobre. A loro va tutta la nostra solidarietà internazionalista e militante.

𝐂𝐎𝐒𝐓𝐑𝐔𝐈𝐀𝐌𝐎 𝐔𝐍 𝐍𝐔𝐎𝐕𝐎 𝐀𝐔𝐓𝐔𝐍𝐍𝐎 𝐂𝐀𝐋𝐃𝐎 𝐃𝐄𝐈 𝐋𝐀𝐕𝐎𝐑𝐀𝐓𝐎𝐑𝐈 𝐄 𝐃𝐄𝐈 𝐆𝐈𝐎𝐕𝐀𝐍𝐈 𝐃’𝐄𝐔𝐑𝐎𝐏𝐀! 📢
𝐋𝐎 𝐒𝐂𝐈𝐎𝐏𝐄𝐑𝐎 𝐃𝐄𝐋 𝟑𝟎 𝐎𝐓𝐓𝐎𝐁𝐑𝐄 𝐃𝐄𝐕𝐄 𝐄𝐒𝐒𝐄𝐑𝐄 𝐒𝐎𝐋𝐎 𝐋’𝐈𝐍𝐈𝐙𝐈𝐎, 𝐕𝐄𝐑𝐒𝐎 𝐋𝐎 𝐒𝐂𝐈𝐎𝐏𝐄𝐑𝐎 𝐆𝐄𝐍𝐄𝐑𝐀𝐋𝐄 𝐄 𝐒𝐓𝐔𝐃𝐄𝐍𝐓𝐄𝐒𝐂𝐎 𝐈𝐍𝐓𝐄𝐑𝐍𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐀𝐋𝐄 𝐃𝐄𝐋 𝟐𝟎 𝐍𝐎𝐕𝐄𝐌𝐁𝐑𝐄! 📢

Non possiamo permettere che logiche di grandi e piccole burocrazie sindacali affossino un movimento com’è successo nell’autunno dell’anno scorso!

La nostra proposta:

📌 𝐆𝐎𝐕𝐄𝐑𝐍𝐈𝐍𝐎 𝐋𝐀𝐕𝐎𝐑𝐀𝐓𝐎𝐑𝐈 𝐄 𝐒𝐓𝐔𝐃𝐄𝐍𝐓𝐈!

COSTRUZIONE DI CONSIGLI SCOLASTICI E UNIVERSITARI DEMOCRATICAMENTE ELETTI DAGLI STUDENTI. La lotta degli studenti deve dotarsi di strumenti organizzativi solidi e liberi dalle ingerenze delle caste parassitarie (baronato) succubi degli interessi padronali. Solo unendo le forze a livello nazionale e internazionale possiamo vincere.

È necessario che ci sia una convergenza della lotta delle studentesse e degli studenti con le rivendicazioni della classe lavoratrice italiana. PRETENDIAMO L’UNIFICAZIONE DI STUDENTI E LAVORATORI in un FRONTE UNICO DI CLASSE ed entro un orizzonte comune di trasformazione della società, un’orizzonte socialista.

𝐅𝐀𝐂𝐂𝐈𝐀𝐌𝐎 𝐀𝐏𝐏𝐄𝐋𝐋𝐎 𝐀 𝐓𝐔𝐓𝐓𝐄 𝐋𝐄 𝐎𝐑𝐆𝐀𝐍𝐈𝐙𝐙𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐈 𝐒𝐓𝐔𝐃𝐄𝐍𝐓𝐄𝐒𝐂𝐇𝐄 𝐄 𝐎𝐏𝐄𝐑𝐀𝐈𝐄 della sinistra di classe, per costruire insieme questo percorso di lotta. Fuori e contro ad ogni logica settaria e autocentrata, anteponiamo la democrazia dei consigli e gli interessi della classe all’autoconservazione della propria organizzazione.
Dirigiamo gli sforzi verso il 𝐃𝐈𝐑𝐎𝐓𝐓𝐀𝐌𝐄𝐍𝐓𝐎 𝐃𝐄𝐈 𝐅𝐎𝐍𝐃𝐈 𝐏𝐔𝐁𝐁𝐋𝐈𝐂𝐈 𝐃𝐀𝐋 𝐑𝐈𝐀𝐑𝐌𝐎 𝐀𝐋𝐋’𝐈𝐒𝐓𝐑𝐔𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄, la cessazione dei rapporti tra le nostre università e l’apparato bellico degli imperialismi “nostrani” e stranieri, la creazione di una scuola pubblica, gratuita, efficiente, sicura e laica per tutti, libera da ogni forma di indottrinamento classista, razzista e sessista.

È ora di una piattaforma di rivendicazioni unificanti e vere per la classe lavoratrice:

📌 𝐏𝐄𝐑 𝐔𝐍𝐀 𝐑𝐀𝐃𝐈𝐂𝐀𝐋𝐈𝐓𝐀̀ 𝐔𝐆𝐔𝐀𝐋𝐄 𝐄 𝐂𝐎𝐍𝐓𝐑𝐀𝐑𝐈𝐀 𝐀 𝐐𝐔𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐃𝐄𝐋 𝐆𝐎𝐕𝐄𝐑𝐍𝐎 𝐄 𝐃𝐄𝐈 𝐏𝐀𝐃𝐑𝐎𝐍𝐈

🟥 Per un forte aumento generale dei salari di almeno 500 euro netti, a carico dei profitti, e il ritorno alla scala mobile delle retribuzioni
🟥 Per una riduzione generale dell’orario di lavoro a parità di paga a 32 ore settimanali
🟥 Per la cancellazione di tutte le forme di precariato, a pari lavoro pari diritti
🟥 Per una patrimoniale straordinaria del 10% sul 10% più ricco al fine di finanziare il raddoppio dell’investimento nella sanità pubblica, nell’istruzione, nel risanamento ambientale
🟥 Per l’abbattimento delle spese militari, l’uscita dalla NATO, la revoca delle missioni, la cancellazione di ogni diplomazia segreta, la nazionalizzazione e riconversione dell’industria bellica
🟥 Per la nazionalizzazione senza indennizzo e sotto controllo operaio di tutte le aziende che licenziano, che inquinano, che ignorano i diritti sindacali
🟥 Per l’esproprio delle grandi proprietà immobiliari al fine di garantire il diritto universale alla casa
🟥 Per la rottura di ogni relazione con lo Stato coloniale di Israele e il sostegno alla piena autodeterminazione del popolo palestinese, come di ogni popolo oppresso
🟥 Per una legge elettorale integralmente proporzionale ad ogni livello istituzionale, l’unica che può garantire l’eguaglianza di ogni voto

𝐐𝐔𝐄𝐒𝐓𝐄 𝐑𝐈𝐕𝐄𝐍𝐃𝐈𝐂𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐈 𝐏𝐎𝐒𝐒𝐎𝐍𝐎 𝐄𝐒𝐒𝐄𝐑𝐄 𝐏𝐎𝐑𝐓𝐀𝐓𝐄 𝐀𝐕𝐀𝐍𝐓𝐈 𝐃𝐀 𝐔𝐍’𝐀𝐒𝐒𝐄𝐌𝐁𝐋𝐄𝐀 𝐃𝐈 𝐃𝐄𝐋𝐄𝐆𝐀𝐓𝐈 𝐄 𝐃𝐄𝐋𝐄𝐆𝐀𝐓𝐄 eletti nei luoghi di lavoro, che guidi la lotta dalla Electrolux alla BCS, dalla Stellantis alla Gkn, dalla ex Ilva a tutte le altre mille vertenze sparse per il paese, e che istituisca 𝐂𝐀𝐒𝐒𝐄 𝐃𝐈 𝐑𝐄𝐒𝐈𝐒𝐓𝐄𝐍𝐙𝐀 adeguate allo scopo e che portino ad una convergenza nelle piazze e in ogni lotta del movimento studentesco e della classe operaia!

Per un fronte unico di classe e di massa con un programma d’azione anticapitalista, per un governo dei lavoratori e delle lavoratrici: questa è l’unica risposta che si ponga all’altezza dell’attuale livello dello scontro. È la politica del Partito Comunista dei Lavoratori.

30 OTTOBRE. FARE COME IN FRANCIA! È L'ORA DI UN NUOVO '68! 📢

🔴 Venti di guerra soffiano sempre più minacciosi. Imperialismo USA, cinese e russo di concontendono la spartizione del mondo. L’imperialismo USA e lo Stato sionista puntano al controllo del Medio Oriente sulla pelle dei popoli oppressi. La Russia chiude un occhio sull’Iran per non disturbare il negoziato con Trump per la spartizione dell’Ucraina (che ora si arricchisce della riapertura all’acquisto USA del petrolio russo), mentre la Cina vorrebbe un semaforo verde per annettersi Taiwan.

🔺 A farne le spese sono i popoli oppressi, le classi sfruttate e le giovani generazioni. La speranza di un futuro migliore, libero da guerre e genocidi, giace negli stessi popoli oppressi, nel proletariato internazionale, nella gioventù globale e nella loro forza di lottare per la costruzione di una società diversa, una società socialista

Gli studenti francesi hanno tracciato la strada di questa lotta. Nelle ultime settimane in migliaia hanno occupato scuole e università, sono scesi in piazza al fianco della classe lavoratrice, si sono opposti all’ordine capitalista francese e alle sue ambizioni imperialiste, hanno minacciato il proprio governo con lo spettro di un nuovo‘68. Rispondiamo alla loro chiamata come a quella delle studentesse e degli studenti serbi che hanno cacciato il governo reazionario di Vucic. Non permettiamo che resti una semplice minaccia. Le studentesse e gli studenti italiani, con le manifestazioni per la Palestina Libera che il 10 e il 17 ottobre hanno attraversato tutta l’Italia, dimostrano che il potenziale rivoluzionario dischiuso dagli scioperi generali dello scorso anno cova ancora sotto le ceneri. Non disperdiamolo.

Il tentativo di calare la scure repressiva su questo movimento di giovani in gran parte di estrazione proletaria e figli di immigrati trova il suo compimento nel nuovo Decreto Sicurezza, nel gridare al pericolo “maranza” e nel tentativo di creare un capro espiatorio, con l’arresto del compagno Youssef e la messa sotto indagine della compagna Sagia con l’accusa di essere i leader del Movimento 17 ottobre. A loro va tutta la nostra solidarietà internazionalista e militante.

COSTRUIAMO UN NUOVO AUTUNNO CALDO DEI LAVORATORI E DEI GIOVANI D’EUROPA! 📢
LO SCIOPERO DEL 30 OTTOBRE DEVE ESSERE SOLO L’INIZIO, VERSO LO SCIOPERO GENERALE E STUDENTESCO INTERNAZIONALE DEL 20 NOVEMBRE! 📢

Non possiamo permettere che logiche di grandi e piccole burocrazie sindacali affossino un movimento com’è successo nell’autunno dell’anno scorso!

La nostra proposta:

🔴 GOVERNINO LAVORATORI E STUDENTI!

COSTRUZIONE DI CONSIGLI SCOLASTICI E UNIVERSITARI DEMOCRATICAMENTE ELETTI DAGLI STUDENTI. La lotta degli studenti deve dotarsi di strumenti organizzativi solidi e liberi dalle ingerenze delle caste parassitarie (baronato) succubi degli interessi padronali. Solo unendo le forze a livello nazionale e internazionale possiamo vincere.

È necessario che ci sia una convergenza della lotta delle studentesse e degli studenti con le rivendicazioni della classe lavoratrice italiana. PRETENDIAMO L’UNIFICAZIONE DI STUDENTI E LAVORATORI in un FRONTE UNICO DI CLASSE ed entro un orizzonte comune di trasformazione della società, un’orizzonte socialista.

FACCIAMO APPELLO A TUTTE LE ORGANIZZAZIONI STUDENTESCHE E OPERAIE della sinistra di classe, per costruire insieme questo percorso di lotta. Fuori e contro ad ogni logica settaria e autocentrata, anteponiamo la democrazia dei consigli e gli interessi della classe all’autoconservazione della propria organizzazione.
Dirigiamo gli sforzi verso il DIROTTAMENTO DEI FONDI PUBBLICI DAL RIARMO ALL’ISTRUZIONE, la cessazione dei rapporti tra le nostre università e l’apparato bellico degli imperialismi “nostrani” e stranieri, la creazione di una scuola pubblica, gratuita, efficiente, sicura e laica per tutti, libera da ogni forma di indottrinamento classista, razzista e sessista.

È ora di una piattaforma di rivendicazioni unificanti e vere per la classe lavoratrice:

🔴 PER UNA RADICALITÀ UGUALE E CONTRARIA A QUELLA DEL GOVERNO E DEI PADRONI

• Per un forte aumento generale dei salari di almeno 500 euro netti, a carico dei profitti, e il ritorno alla scala mobile delle retribuzioni
• Per una riduzione generale dell’orario di lavoro a parità di paga a 32 ore settimanali
• Per la cancellazione di tutte le forme di precariato, a pari lavoro pari diritti
• Per una patrimoniale straordinaria del 10% sul 10% più ricco al fine di finanziare il raddoppio dell’investimento nella sanità pubblica, nell’istruzione, nel risanamento ambientale
• Per l’abbattimento delle spese militari, l’uscita dalla NATO, la revoca delle missioni, la cancellazione di ogni diplomazia segreta, la nazionalizzazione e riconversione dell’industria bellica
• Per la nazionalizzazione senza indennizzo e sotto controllo operaio di tutte le aziende che licenziano, che inquinano, che ignorano i diritti sindacali
• Per l’esproprio delle grandi proprietà immobiliari al fine di garantire il diritto universale alla casa
• Per la rottura di ogni relazione con lo Stato coloniale di Israele e il sostegno alla piena autodeterminazione del popolo palestinese, come di ogni popolo oppresso
• Per una legge elettorale integralmente proporzionale ad ogni livello istituzionale, l’unica che può garantire l’eguaglianza di ogni voto

QUESTE RIVENDICAZIONI POSSONO ESSERE PORTATE AVANTI DA UN’ASSEMBLEA DI DELEGATI E DELEGATE eletti nei luoghi di lavoro, che guidi la lotta dalla Electrolux alla BCS, dalla Stellantis alla Gkn, dalla ex Ilva a tutte le altre mille vertenze sparse per il paese, e che istituisca CASSE DI RESISTENZA adeguate allo scopo e che portino ad una convergenza nelle piazze e in ogni lotta del movimento studentesco e della classe operaia!

Per un fronte unico di classe e di massa con un programma d’azione anticapitalista, per un governo dei lavoratori e delle lavoratrici: questa è l’unica risposta che si ponga all’altezza dell’attuale livello dello scontro. È la politica del Partito Comunista dei Lavoratori.

🔴 Oggi cade l’anniversario della morte di Pietro Tresso (30 gennaio 1893 – 27 ottobre 1943), proletario e marxista rivol...
27/10/2026

🔴 Oggi cade l’anniversario della morte di Pietro Tresso (30 gennaio 1893 – 27 ottobre 1943), proletario e marxista rivoluzionario. Sindacalista in gioventù e convinto antifascista, fu dirigente del Partito Comunista d’Italia insieme a Gramsci e venne espulso dal partito nel 1930 per la sua opposizione a Stalin e al suo delfino italiano, Togliatti. Divenne successivamente un importante dirigente della Quarta Internazionale.
Per la sua fermezza e coerenza nel difendere la lezione dell’Ottobre da ogni revisionismo controrivoluzionario, venne ucciso da infami sicari stalinisti nell’autunno 1943 in Francia.
A più di ottant’anni dal suo vile assassinio, è compito di tutti i marxisti rivoluzionari ricordarlo per il suo infaticabile impegno nella costruzione e nella difesa del partito rivoluzionario della classe operaia di tutto il mondo.

🔴 𝗨𝗡𝗔 𝗠𝗢𝗡𝗧𝗔𝗧𝗨𝗥𝗔 𝗦𝗨𝗚𝗚𝗘𝗥𝗜𝗧𝗔 𝗗𝗔 𝗨𝗡’𝗢𝗥𝗚𝗔𝗡𝗜𝗭𝗭𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗡𝗔𝗭𝗜𝗦𝗧𝗔?Aʟʟᴀ ʙᴀsᴇ ᴅᴇʟʟᴇ ɪɴᴅᴀɢɪɴɪ sᴜ Yᴏᴜssᴇғ ᴇ Sᴀɢɪᴀ ᴇ ᴅᴇʟʟᴀ ʟᴏʀᴏ ᴅᴇᴍᴏɴɪᴢᴢ...
26/10/2026

🔴 𝗨𝗡𝗔 𝗠𝗢𝗡𝗧𝗔𝗧𝗨𝗥𝗔 𝗦𝗨𝗚𝗚𝗘𝗥𝗜𝗧𝗔 𝗗𝗔 𝗨𝗡’𝗢𝗥𝗚𝗔𝗡𝗜𝗭𝗭𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗡𝗔𝗭𝗜𝗦𝗧𝗔?

Aʟʟᴀ ʙᴀsᴇ ᴅᴇʟʟᴇ ɪɴᴅᴀɢɪɴɪ sᴜ Yᴏᴜssᴇғ ᴇ Sᴀɢɪᴀ ᴇ ᴅᴇʟʟᴀ ʟᴏʀᴏ ᴅᴇᴍᴏɴɪᴢᴢᴀᴢɪᴏɴᴇ ᴘᴜʙʙʟɪᴄᴀ

Partito Comunista dei Lavoratori

Il quotidiano di Confindustria il 25 ottobre svela il retroscena dell’individuazione di Youssef Siher quale responsabile della sigla “movimento 17 ottobre”. Una rivelazione clamorosa, al momento non smentita da alcuno.

Il Sole 24 Ore dichiara infatti che l’individuazione di Youssef, di sua moglie Sagia e degli altri amministratori delle pagine social non è avvenuta, se non successivamente, per opera della Polizia Postale e del servizio segreto interno (AISI) ma ha visto come primo e decisivo soggetto “indagatore” un’organizzazione dichiaratamente nazista dal nome “Der Einzige” («il fronte intellettuale anticomunista»). Questa è l’organizzazione che per prima, già nella giornata di venerdì, attraverso una propria indagine, avrebbe segnalato ai servizi il profilo criptato di Youssef, quale ispiratore del movimento 17 ottobre, così definendo quest’ultimo: «un gruppo terroristico di estrema sinistra creato per organizzare violente rivolte. Distruggono e saccheggiano negozi…».

Per capire l’attendibilità della accusa è sufficiente leggere l’appello pubblico di Der Einzige che compare sul loro canale: «Unisciti a me per la battaglia della destra contro la sinistra. Per l’Occidente, per la razza bianca, noi resistiamo». Nel proprio manifesto ideologico, Der Einzige si presenta come «la vera estrema destra italiana, ispirata da Max Stirner e Friedrich Nietszche».

Chiaro? Alla base della montatura contro Youssef (che peraltro non ha mai suggerito ad alcuno di saccheggiare negozi) c’è un’organizzazione dichiaratamente suprematista e nazista. È lei che ha imbeccato i servizi. È lei che ha abbozzato l’ipotesi accusatoria. È con lei che i servizi hanno collaborato. Dopo le rivelazioni del Sole 24 Ore, il Ministero degli Interni dovrebbe essere chiamato immediatamente a chiarire!

È una ragione in più per respingere la montatura contro Youssef, Sagia e gli altri coinvolti, e per rivendicare la loro immediata liberazione. Chiediamo a tutte le sinistre politiche, sindacali, associative, di movimento di fare propria questa rivendicazione elementare. O dobbiamo dedurre che il loro attuale silenzio sia la conseguenza della propria iscrizione al campo largo e della “responsabilità istituzionale” che questa richiede?

🔴 UNA MONTATURA SUGGERITA DA UN’ORGANIZZAZIONE NAZISTA?

Alla base delle indagini su Youssef e Sagia e della loro demonizzazione pubblica

Partito Comunista dei Lavoratori

Il quotidiano di Confindustria il 25 ottobre svela il retroscena dell’individuazione di Youssef Siher quale responsabile della sigla “movimento 17 ottobre”. Una rivelazione clamorosa, al momento non smentita da alcuno.

Il Sole 24 Ore dichiara infatti che l’individuazione di Youssef, di sua moglie Sagia e degli altri amministratori delle pagine social non è avvenuta, se non successivamente, per opera della Polizia Postale e del servizio segreto interno (AISI) ma ha visto come primo e decisivo soggetto “indagatore” un’organizzazione dichiaratamente nazista dal nome “Der Einzige” («il fronte intellettuale anticomunista»). Questa è l’organizzazione che per prima, già nella giornata di venerdì, attraverso una propria indagine, avrebbe segnalato ai servizi il profilo criptato di Youssef, quale ispiratore del movimento 17 ottobre, così definendo quest’ultimo: «un gruppo terroristico di estrema sinistra creato per organizzare violente rivolte. Distruggono e saccheggiano negozi…».

Per capire l’attendibilità della accusa è sufficiente leggere l’appello pubblico di Der Einzige che compare sul loro canale: «Unisciti a me per la battaglia della destra contro la sinistra. Per l’Occidente, per la razza bianca, noi resistiamo». Nel proprio manifesto ideologico, Der Einzige si presenta come «la vera estrema destra italiana, ispirata da Max Stirner e Friedrich Nietszche».

Chiaro? Alla base della montatura contro Youssef (che peraltro non ha mai suggerito ad alcuno di saccheggiare negozi) c’è un’organizzazione dichiaratamente suprematista e nazista. È lei che ha imbeccato i servizi. È lei che ha abbozzato l’ipotesi accusatoria. È con lei che i servizi hanno collaborato. Dopo le rivelazioni del Sole 24 Ore, il Ministero degli Interni dovrebbe essere chiamato immediatamente a chiarire!

È una ragione in più per respingere la montatura contro Youssef, Sagia e gli altri coinvolti, e per rivendicare la loro immediata liberazione. Chiediamo a tutte le sinistre politiche, sindacali, associative, di movimento di fare propria questa rivendicazione elementare. O dobbiamo dedurre che il loro attuale silenzio sia la conseguenza della propria iscrizione al campo largo e della “responsabilità istituzionale” che questa richiede?

🔴 𝗜𝗡 𝗠𝗘𝗠𝗢𝗥𝗜𝗔 𝗗𝗜 𝗔𝗡𝗧𝗢𝗡𝗜𝗢 𝗠𝗢𝗦𝗖𝗔𝗧𝗢Partito Comunista dei LavoratoriLa scomparsa di Antonio Moscato ci addolora profondamente...
26/10/2026

🔴 𝗜𝗡 𝗠𝗘𝗠𝗢𝗥𝗜𝗔 𝗗𝗜 𝗔𝗡𝗧𝗢𝗡𝗜𝗢 𝗠𝗢𝗦𝗖𝗔𝗧𝗢

Partito Comunista dei Lavoratori

La scomparsa di Antonio Moscato ci addolora profondamente. Portiamo la nostra solidarietà alla sua compagna di una vita, Titti Pierini, e a tutti i compagni di Sinistra Anticapitalista, in cui Antonio militava.

Con Antonio Moscato viene meno una personalità di indubbio prestigio nella storia del movimento trotskista in Italia. Una figura particolarmente impegnata nella battaglia contro lo stalinismo, nel recupero storiografico della memoria di Leone Trotsky, nel sostegno alla causa dei lavoratori e degli oppressi di tutto il mondo. In particolare il suo impegno internazionale e internazionalista, con una attenzione particolare all’America Latina, è documentata dalla sua ricchissima bibliografia.

Non abbiamo mai nascosto le divergenze politiche con il compagno Moscato, con la sua corrente internazionale di riferimento, con la sua sezione italiana. Come nel caso, a nostro avviso, delle responsabilità storiche del pablismo italiano nella dispersione delle potenzialità politiche del trotskismo in Italia negli anni ’60-’70 in Italia; oppure nel caso, sul piano analitico, dell’identificazione ideologica di Antonio nella figura del Che, ben al di là della sua giusta valorizzazione come rivoluzionario, o la sua caratterizzazione iniziale di Boris Eltsin come “marxista naturale” e incarnazione di una possibile rivoluzione antiburocratica in URSS nei tempi di Gorbaciov. Ciò che obiettivamente rivestiva di panni rivoluzionari colui che sarà il principale gestore della restaurazione capitalistica in URSS.

Ma non è questa la sede e il momento di indugiare sulle divergenze, di cui è ricca l’intera storia del movimento rivoluzionario. Qui vogliamo ricordare la profonda onestà intellettuale di Antonio, la passione politica del suo antistalinismo, la sua estrema correttezza nelle relazioni politiche e personali tra compagni e tra organizzazioni. Aspetti tanto più rilevanti a fronte della deriva campista di parte importante della sinistra “radicale” italiana, e della regressione culturale che questa trascina con sé.

Ci piace ricordare l’ultima occasione di contatto diretto con Antonio Moscato, diversi anni or sono proprio a Recanati in occasione di un’iniziativa pubblica del PCL sulla questione sindacale. Il piacere e la sorpresa della sua presenza, la sua umanità, e soprattutto la freschezza del suo contributo alla discussione, nonostante gli anni, colpì tutti i nostri compagni, in particolare i più giovani. Che ne conservano una memoria viva.

Che la terra ti sia lieve, compagno.

🔴 IN MEMORIA DI ANTONIO MOSCATO

Partito Comunista dei Lavoratori

La scomparsa di Antonio Moscato ci addolora profondamente. Portiamo la nostra solidarietà alla sua compagna di una vita, Titti Pierini, e a tutti i compagni di Sinistra Anticapitalista, in cui Antonio militava.

Con Antonio Moscato viene meno una personalità di indubbio prestigio nella storia del movimento trotskista in Italia. Una figura particolarmente impegnata nella battaglia contro lo stalinismo, nel recupero storiografico della memoria di Leone Trotsky, nel sostegno alla causa dei lavoratori e degli oppressi di tutto il mondo. In particolare il suo impegno internazionale e internazionalista, con una attenzione particolare all’America Latina, è documentata dalla sua ricchissima bibliografia.

Non abbiamo mai nascosto le divergenze politiche con il compagno Moscato, con la sua corrente internazionale di riferimento, con la sua sezione italiana. Come nel caso, a nostro avviso, delle responsabilità storiche del pablismo italiano nella dispersione delle potenzialità politiche del trotskismo in Italia negli anni ’60-’70 in Italia; oppure nel caso, sul piano analitico, dell’identificazione ideologica di Antonio nella figura del Che, ben al di là della sua giusta valorizzazione come rivoluzionario, o la sua caratterizzazione iniziale di Boris Eltsin come “marxista naturale” e incarnazione di una possibile rivoluzione antiburocratica in URSS nei tempi di Gorbaciov. Ciò che obiettivamente rivestiva di panni rivoluzionari colui che sarà il principale gestore della restaurazione capitalistica in URSS.

Ma non è questa la sede e il momento di indugiare sulle divergenze, di cui è ricca l’intera storia del movimento rivoluzionario. Qui vogliamo ricordare la profonda onestà intellettuale di Antonio, la passione politica del suo antistalinismo, la sua estrema correttezza nelle relazioni politiche e personali tra compagni e tra organizzazioni. Aspetti tanto più rilevanti a fronte della deriva campista di parte importante della sinistra “radicale” italiana, e della regressione culturale che questa trascina con sé.

Ci piace ricordare l’ultima occasione di contatto diretto con Antonio Moscato, diversi anni or sono proprio a Recanati in occasione di un’iniziativa pubblica del PCL sulla questione sindacale. Il piacere e la sorpresa della sua presenza, la sua umanità, e soprattutto la freschezza del suo contributo alla discussione, nonostante gli anni, colpì tutti i nostri compagni, in particolare i più giovani. Che ne conservano una memoria viva.

Che la terra ti sia lieve, compagno.

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