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fondato nel 1967 da Marco Pannella. Nonviolenza, stato di diritto, democrazia, federalismo, laicità

20/10/2026

Firma subito l'appello per far approvare la proposta di legge Beniamino Zuncheddu, sostenuta dal Partito Radicale.

19/10/2026

Di Elvira Serra su Corriere della Sera

Ci sono tanti motivi per andare al cinema a vedere Zustìssia, il film di Francesco Piras dedicato al più grave errore giudiziario della storia italiana, quello che per quasi 33 anni ha costretto in carcere Beniamino Zuncheddu, giudicato colpevole di tre omicidi che non aveva commesso. Gli attori sono perfetti, la regia è intensa. Ma il motivo più importante è Beniamino stesso, che oggi ha 62 anni ed è il fiore cresciuto nell’asfalto dell’ingiustizia coltivata nei tribunali, dove si dovrebbero garantire le condanne oltre ogni ragionevole dubbio. Quella a tempo di record di Zuncheddu — 30 giorni per il primo grado, 7 per l’Appello, la pronuncia della Cassazione meno di due anni dopo i delitti — ha trovato grottesco contrappasso nei continui rinvii del Riesame, che si sarebbero rincorsi all’infinito se l’avvocato difensore, Mauro Trogu, non avesse deciso per sfinimento di coinvolgere la garante per i detenuti in Sardegna Irene Testa, tesoriere del . Hanno sbagliato in troppi. E il regista Piras li mostra uno per uno, lasciando allo spettatore un senso di sconcerto per chi ha calpestato con la sciatteria l’impegno al servizio della legge e per chi si è dichiarato un uomo delle istituzioni e le ha tradite senza un rimorso. Ma in tanti si sono impegnati all’opposto. A cominciare dall’avvocato Mauro Trogu, che in questi anni ha lavorato pro bono, impedendo che la fiammella della speranza si spegnesse per sempre proprio all’ultimo miglio. Beniamino deve molto anche alla procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, che appena si era insediata a Cagliari con il medesimo incarico aveva scelto di studiare le sue carte. E grazie a una intercettazione ambientale disposta con la sua firma ha ottenuto quanto bastava per presentare assieme a Trogu l’istanza di revisione. C’era pure lei, giovedì scorso al cinema Anteo di Milano, per la prima proiezione di Zustìssia fuori dalla Sardegna. Beniamino sorrideva felice. Non ha ancora potuto ricevere alcun risarcimento per la vita che gli è stata rubata, il processo civile è appena cominciato. Ma una di cui sono prime firmatarie e Gaia Tortora chiede che venga riconosciuto un sostegno economico immediato agli innocenti ingiustamente incarcerati, in attesa della riparazione stabilita per legge. Va calendarizzata. Non perdiamo altro tempo.

18/10/2026
12/10/2026
25/07/2026

Don Ettore Cannavera: Nessuno, oggi,può più dire che delinquenti si nasce. Delinquenti si diventa! Facendo nostre le parole di Don Ettore Cannavera, chiediamo con questo manifesto appello che siano abolite le carceri minorili: condividiamo tutti l’idea che per i reati commessi dai minori si debb...

25/07/2026

CARCERI: LE PAROLE DEL PROCURATORE DE LUCIA SONO UN'ESAGERAZIONE CHE RISCHIA DI ALIMENTARE NUOVE LEGGI EMERGENZIALI

Maurizio Turco e Irene Testa

Le dichiarazioni del procuratore di Palermo, Maurizio De Lucia, secondo cui le carceri italiane non sarebbero più sotto il controllo dello Stato rappresentano un'affermazione grave e profondamente discutibile.

È indubbio che il sistema penitenziario attraversi una crisi senza precedenti, determinata da anni di politiche sbagliate: sovraffollamento, abuso della custodia cautelare, ricorso eccessivo alla pena detentiva, insufficiente utilizzo delle misure alternative e cronica carenza di risorse. Sono problemi reali che il Partito Radicale denuncia da decenni.

Proprio per questo, però, occorre evitare rappresentazioni che rischiano di produrre l'effetto opposto a quello auspicato. Affermare che le carceri non siano più sotto il controllo dello Stato significa alimentare una narrazione emergenziale che potrebbe essere utilizzata per giustificare nuove misure eccezionali, ulteriori restrizioni e un inasprimento delle politiche penali, quando invece è necessario intervenire sulle cause strutturali della crisi.

Lo Stato non recupera autorevolezza proclamando emergenze permanenti, ma rispettando la legalità costituzionale all'interno degli istituti di pena, garantendo condizioni di detenzione conformi all'articolo 27 della Costituzione e investendo in un sistema penitenziario capace di coniugare sicurezza, diritti e reinserimento sociale.

Le riforme necessarie non sono nuove leggi emergenziali, ma il coraggio di superare quelle politiche che hanno trasformato il carcere in un luogo di sovraffollamento, sofferenza e inefficienza. È su questo terreno che si misura la forza dello Stato di diritto.

24/07/2026

Giustizia minorile/imputabilità: il Partito Radicale da sempre per il superamento del carcere minorile. Oggi si torna indietro

Dichiarazione di Maurizio Turco e Irene Testa

Un ragazzo di quindici o sedici anni che commette un reato, nella maggior parte dei casi, è il prodotto di una rete di fallimenti che coinvolge famiglia, scuola, servizi sociali, contesto territoriale e istituzioni.

Proprio per questo riteniamo che la risposta non possa essere l'inasprimento della repressione né il ricorso sempre più frequente al carcere minorile.

Il Partito Radicale ribadisce la propria storica posizione: occorre avviare un percorso di superamento degli istituti penali per i minorenni, investendo con decisione in misure alternative, giustizia riparativa, comunità educative, salute mentale, sostegno alle famiglie, istruzione, formazione professionale e inclusione sociale.

Un adolescente non è un adulto in miniatura. La risposta dello Stato deve essere capace di coniugare responsabilità e opportunità di cambiamento, nel pieno rispetto dell'articolo 27 della Costituzione e dei principi sanciti dalla Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza.

La vera sicurezza non si costruisce riempiendo le carceri di ragazzi, ma impedendo che quei ragazzi arrivino a delinquere e offrendo loro strumenti concreti per cambiare strada.

Uno Stato forte non è quello che rinuncia a educare per limitarsi a punire. È quello che interviene prima, accompagna, recupera e restituisce alla società cittadini, non recidivi.

Il futuro della giustizia minorile non può essere il carcere, ma la responsabilizzazione, la riparazione del danno e il reinserimento. È su questo terreno che si misura la civiltà di uno Stato di diritto.

Indirizzo

Via Di Torre Argentina 76
Rome
00186

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