Laboratorio per l'Alternativa - Municipio 8

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Laboratorio per l'Alternativa - Municipio 8 Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Laboratorio per l'Alternativa - Municipio 8, Organizzazione politica, Via Benedetto Croce 50, Roma.

Pagina di una rete di persone antifasciste attive sul territorio dell'Ottavo Municipo di Roma per la costruzione di uno spazio politico per l'alternativa allo stato di cose presente, pensando globalmente ed agendo localmente.

31/10/2026
𝟯𝟬 𝗢𝗧𝗧𝗢𝗕𝗥𝗘 𝟮𝟬𝟮𝟲 – 𝗟𝗔 𝗙𝗥𝗔𝗡𝗖𝗜𝗔 𝗖𝗛𝗜𝗔𝗠𝗔, 𝗟'𝗜𝗧𝗔𝗟𝗜𝗔 𝗥𝗜𝗦𝗣𝗢𝗡𝗗𝗘!La vera sinistra deve ripartire dalle piazze, non dagli accordi d...
30/10/2026

𝟯𝟬 𝗢𝗧𝗧𝗢𝗕𝗥𝗘 𝟮𝟬𝟮𝟲 – 𝗟𝗔 𝗙𝗥𝗔𝗡𝗖𝗜𝗔 𝗖𝗛𝗜𝗔𝗠𝗔, 𝗟'𝗜𝗧𝗔𝗟𝗜𝗔 𝗥𝗜𝗦𝗣𝗢𝗡𝗗𝗘!
La vera sinistra deve ripartire dalle piazze, non dagli accordi di palazzo.

In occasione dello sciopero proclamato dai sindacati di base, scendono in piazza agricoltori, studenti, lavoratrici e lavoratori per protestare contro il carovita, la perdita del potere d'acquisto e soprattutto contro il riarmo europeo.

Una mobilitazione che mette al centro le vere emergenze del Paese: salari insufficienti, precarietà, aumento del costo della vita, tagli ai servizi pubblici e mancanza di prospettive per le nuove generazioni.
La vera sinistra deve nascere dalle piazze, dalle lotte sociali e dalla partecipazione popolare, non dal cosiddetto campo largo, che rischia di ridursi a una semplice somma di partiti, uniti più dalla convenienza politica che da un progetto realmente condiviso.

Non si può continuare a parlare di unità della sinistra quando, su questioni fondamentali, esistono differenze politiche profonde.
Il Partito Democratico ha dichiarato apertamente il proprio sostegno all'invio di armi all'Ucraina e al rafforzamento della difesa europea. Come si può costruire un'alleanza politica credibile quando su un tema centrale come il riarmo europeo non esiste una posizione comune?

Come si può chiedere ai cittadini di credere in un progetto unitario se le divergenze sui principi fondamentali vengono messe da parte pur di mantenere in piedi accordi politici?

Basta prendere in giro gli italiani!

Il futuro della sinistra non può essere deciso nelle segreterie dei partiti, attraverso accordi e giochi di potere. Il futuro della sinistra è nelle piazze, nelle mobilitazioni degli studenti che lottano per difendere i propri diritti, nelle rivendicazioni dei lavoratori e delle lavoratrici, nelle battaglie degli agricoltori e di tutti coloro che chiedono dignità, giustizia sociale e uguaglianza.

Dalle piazze deve nascere una nuova proposta politica, chiara e coraggiosa, che abbia al centro:
la pace e il contrasto al riarmo europeo, perché le risorse pubbliche devono essere destinate al benessere delle persone, non alla corsa agli armamenti.

La difesa della sanità pubblica, affinché curarsi torni a essere un diritto garantito a tutti e non un privilegio riservato a chi può permetterselo.

Il rilancio del welfare, attraverso maggiori investimenti nei servizi sociali, nel sostegno alle famiglie, nella scuola e nella tutela delle fasce più deboli.

La difesa del lavoro e dei salari, contro il carovita, la precarietà e le disuguaglianze.

Il diritto allo studio e il protagonismo delle nuove generazioni, perché gli studenti non sono soltanto il futuro, ma anche una parte fondamentale del presente.

Non servono nuove operazioni di palazzo, né alleanze costruite esclusivamente per conservare posizioni di potere. Serve un progetto politico che sappia ascoltare le persone, interpretare le loro necessità e trasformare le lotte sociali in proposte concrete.
La sinistra deve tornare a rappresentare chi lavora, chi studia, chi è in difficoltà, chi non riesce più ad arrivare alla fine del mese e chi chiede un futuro fondato sulla pace, sui diritti e sulla giustizia sociale.

La vera alternativa non nasce negli accordi tra i partiti, ma dalla partecipazione e dalla mobilitazione popolare.

La Francia chiama, l'Italia risponde. Dalle piazze deve ripartire una nuova sinistra: per la pace, il lavoro, la sanità pubblica e il welfare. Non per i giochi di potere, ma per i diritti delle persone.

Giovanni Rivecca

CPF TORINO: PER UN MOVIMENTO DI MASSA CONTRO LA GUERRA E CONTRO IL CAROVITANelle ultime settimane, in molti paesi europe...
30/10/2026

CPF TORINO: PER UN MOVIMENTO DI MASSA CONTRO LA GUERRA E CONTRO IL CAROVITA

Nelle ultime settimane, in molti paesi europei, sta crescendo un vero e proprio ciclo di lotte che vede come protagonisti in particolare le fasce giovanili, sia studentesche sia delle periferie. In Francia, Spagna, Portogallo, Albania e adesso anche in Italia sono cresciuti movimenti di lotta molto radicali che toccano vari nodi — dalla scuola al carovita, dalla casa ai salari, dalla gestione del territorio al prezzo dei carburanti — ma che hanno un punto in comune: la chiara percezione del peggioramento generalizzato delle condizioni di vita di larghi strati popolari. Questa consapevolezza, in particolare nelle mobilitazioni studentesche e che ha caratterizzato molto positivamente la grande mobilitazione della via Maestra di sabato scorso, si salda alla denuncia che questo peggioramento ha una connessione diretta con le politiche di guerra e di riarmo che stanno assorbendo una enorme quantità di risorse in tutti gli stati.

Si tratta di un fenomeno sociale importantissimo, che rappresenta la prima reazione di massa alla nuova fase di accumulazione, in cui all'interno dell'Occidente, tutti i processi avviati dal ciclo neoliberista sono stati esasperati e portati a compimento nella loro forma più feroce dall'economia di guerra che fa realizzare enormi profitti a poche multinazionali soprattutto statunitensi e aggrava la devastazione sociale e ambientale.

In questi anni infatti sono colpiti duramente i salari e i redditi dei ceti popolari lasciati in balia dell'inflazione alimentata dalle ripercussioni dei conflitti sull'energia e sulle materie prime. Nel contempo vengono minati diritti basilari quale quello alla casa, all'istruzione e si intensifica lo smantellamento del welfare sotto i colpi dei tagli e delle privatizzazioni della sanità, del sistema pensionistico e dei beni comuni sempre più consegnati alla finanza internazionale.

Questa condizione sta trasformando radicalmente le nostre società in "sistemi di guerra" che permeano e plasmano il complesso delle relazioni sociali ben prima di un coinvolgimento diretto nel conflitto armato. In quell'Occidente, che si proclamava portatore della civiltà e della democrazia, assistiamo al divorzio definitivo tra capitalismo e democrazia: viene criminalizzato il dissenso, ristretti gli spazi democratici, alimentato il razzismo, impedito il diritto di manifestare in difesa di diritti fondamentali. La repressione brutale delle mobilitazioni studentesche in tutti i paesi europei parla di questa deriva antidemocratica che va ben al di là dei soli governi di destra. Per molti aspetti la guerra combattuta all'esterno si traduce in una riduzione della democrazia e della libertà di informazione sul piano interno.

Per tutto questo oggi la linea di demarcazione fondamentale divide chi sceglie di stare dalla parte della guerra e del riarmo, e dunque contro i popoli e la democrazia, e chi invece si oppone a tutto questo in nome della pace e dei diritti.

Per questo motivo è urgente interagire positivamente con le mobilitazioni con particolare attenzione agli scioperi generali indetti nelle prossime settimane in corso con l'obiettivo di costruire oggi, in Occidente, un'alternativa concreta fondata sul netto rifiuto della guerra e del liberismo. Una scelta che, riallacciandosi alle grandi tradizioni di lotta del movimento operaio e antifascista, sia capace di saldare l'opposizione ai conflitti, all'aumento delle spese militari e alle sanzioni alla Russia che hanno unicamente prodotto un impoverimento delle condizioni di vita dei popoli europei con il rilancio dello stato sociale, dei diritti civili, della tutela ambientale, della democrazia contro tutti i fascismi e di un ordine multipolare cooperativo.

In questo quadro riteniamo sbagliata la scelta assunta dal CPN di partecipare alle elezioni suppletive che si terranno a Chieti il 16 e 17 novembre all'interno dello schieramento del campo largo: si tratta di una scelta non in sintonia con la domanda sociale che emerge con forza dalle lotte e che ha bisogno di trovare una interlocuzione politica in grado di collocarsi all'esterno del perimetro delle forze politiche coinvolte nella gestione delle politiche liberiste e di guerra.

Il Comitato Federale di Torino da parte sua impegna tutta la federazione a operare per la prosecuzione del movimento contro il carovita e contro la guerra, lavorando per un suo allargamento che è la condizione per assorbire positivamente i problemi che si sono manifestati in questa prima fase. Operare per la costruzione del movimento contendendo l'egemonia a quelle componenti di destra che cercano di cavalcare la sacrosanta rivolta popolare. Operare per l'unità sindacale tra le forze che hanno manifestato la volontà di opporsi alla politica del governo Meloni ed alle politiche di guerra operando per una convergenza unitaria tra la CGIL e il sindacalismo di base ed in questo quadro per la piena riuscita degli scioperi generali da quello del 30 ottobre convocato dal sindacalismo di base a quello del 20 novembre convocato dalla CGIL e da alcune sigle del sindacalismo di base.

Parallelamente impegna la federazione ad una ulteriore raccolta di firme sulla proposta di legge di iniziativa popolare per la tassazione delle grandi ricchezze fino alle ultime giornate di raccolta del 31 ottobre e del 7 novembre decidendo di fare per il 6 novembre una iniziativa di chiusura della campagna politica. [...]

Rifondazione Comunista Torino

27/10/2026

Video: MDP Manifesti Dal Popolo(Con Edoardo Persico e Emanuele Esp...

Anche se esprimiamo la nostra contrarietà a Maurizio Acerbo in merito alla sua intenzione di stipulare un accordo eletto...
27/10/2026

Anche se esprimiamo la nostra contrarietà a Maurizio Acerbo in merito alla sua intenzione di stipulare un accordo elettorale con il campo largo -e in particolare con il PD-, lo ringraziamo per aver risposto alla nostra domanda rispetto al prezzo da pagare per il "prestito" di Crisanti:

«veramente Schlein non ha chiesto nulla in cambio. E' ovvio che se avessimo tenuto un'altra linea magari non ci sarebbe stata questa disponibilità. non lo sappiamo. di certo all'ultimo congresso portò il saluto il tesoriere del PD Michele Fina che assunse unilateralmente l'impegno di trovare con noi un modo di farci riottenere il 2x1000. Non potemmo procedere perché non si era ancora aperta l'occasione data dal riconoscimento di Progetto Civico - Psi. Appena La Russa ha autorizzato Onorato ho scritto a tutti i segretari dei partiti del campo largo chiedendo un atto di solidarietà democratica contro una legge antidemocratica. la segretaria del PD ha risposto positivamente e credo che questo le faccia onore. Evidentemente, al contrario di quello che profetizzavano gli oppositori della nostra linea, Elly Schlein non è contraria alla proposta di fronte costituzionale e a un accordo con Rifondazione Comunista. Ma questo lo aveva ripetuto tante altre volte. Fortunatamente ha ben presente che le prossime elezioni si giocheranno per uno 0,5-1% e chi avrà un voto in più prenderà tutto. Detto questo non penso che la motivazione del soccorso rosso che ci è stato dato siano di convenienza elettorale e non lo penso neanche della scelta di Conte di aderire al nostro gruppo al parlamento europeo. ci sono in corso dei processi politici che non a caso danno fastidio all'establishment che bombarda con i suoi media sia Conte che Schlein cercando di delegittimare entrambi. Sembrerà strano a noi rivoluzionari ma persino loro appaiono troppo sovversivi ai poteri forti. Segnalo che come ho sottolineato tante volte Elly non è comunista ma è una compagna. certo più moderata di noi ma che uscì dal PD di Renzi quando era al 40% e che collaborò durante il suo mandato a Bruxelles con il nostro gruppo tanto che noi, pap, si, possibile, diem 25 alle elezioni europee del 2019 pensavamo di fare una lista unitaria che avesse come portavoce lei e luigi de magistris. non se ne fece niente per i veti incrociati tra si e pap ma mi sembra che nella nostra area ci sia carenza di fosforo. Il settarismo porta a dire che una coalizione Schlein-Conte-Avs sarebbe uguale al centrosinistra del passato e questo mi sembra davvero fuori luogo. Non sono radicali come noi ma nessuno di loro ha l'agenda neoliberista in mano. quando volete fare un dibattito pubblico da mandare on line sulla vostra pagina sono a disposizione. Tra qualche minuto sapremo se anche il brasile cadrà e se Lula vince sarà un miracolo. Non è tempo di essere superficiali.»

P.s. Stavolta la foto non è frutto di IA, sono proprio loro (finora una delle rare occasioni ma, visto l'accordo, ce ne saranno comunque molte altre).

27/10/2026

Music video by Sonic Youth performing Youth Against Fascism. (C) 20...

Consigli di lettura (da stampare tramite il link sottostante).https://www.bibliotecamarxista.org/marighella/opuscolo-mar...
26/10/2026

Consigli di lettura (da stampare tramite il link sottostante).
https://www.bibliotecamarxista.org/marighella/opuscolo-marighella-2.pdf

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