30/10/2026
𝟯𝟬 𝗢𝗧𝗧𝗢𝗕𝗥𝗘 𝟮𝟬𝟮𝟲 – 𝗟𝗔 𝗙𝗥𝗔𝗡𝗖𝗜𝗔 𝗖𝗛𝗜𝗔𝗠𝗔, 𝗟'𝗜𝗧𝗔𝗟𝗜𝗔 𝗥𝗜𝗦𝗣𝗢𝗡𝗗𝗘!
La vera sinistra deve ripartire dalle piazze, non dagli accordi di palazzo.
In occasione dello sciopero proclamato dai sindacati di base, scendono in piazza agricoltori, studenti, lavoratrici e lavoratori per protestare contro il carovita, la perdita del potere d'acquisto e soprattutto contro il riarmo europeo.
Una mobilitazione che mette al centro le vere emergenze del Paese: salari insufficienti, precarietà, aumento del costo della vita, tagli ai servizi pubblici e mancanza di prospettive per le nuove generazioni.
La vera sinistra deve nascere dalle piazze, dalle lotte sociali e dalla partecipazione popolare, non dal cosiddetto campo largo, che rischia di ridursi a una semplice somma di partiti, uniti più dalla convenienza politica che da un progetto realmente condiviso.
Non si può continuare a parlare di unità della sinistra quando, su questioni fondamentali, esistono differenze politiche profonde.
Il Partito Democratico ha dichiarato apertamente il proprio sostegno all'invio di armi all'Ucraina e al rafforzamento della difesa europea. Come si può costruire un'alleanza politica credibile quando su un tema centrale come il riarmo europeo non esiste una posizione comune?
Come si può chiedere ai cittadini di credere in un progetto unitario se le divergenze sui principi fondamentali vengono messe da parte pur di mantenere in piedi accordi politici?
Basta prendere in giro gli italiani!
Il futuro della sinistra non può essere deciso nelle segreterie dei partiti, attraverso accordi e giochi di potere. Il futuro della sinistra è nelle piazze, nelle mobilitazioni degli studenti che lottano per difendere i propri diritti, nelle rivendicazioni dei lavoratori e delle lavoratrici, nelle battaglie degli agricoltori e di tutti coloro che chiedono dignità, giustizia sociale e uguaglianza.
Dalle piazze deve nascere una nuova proposta politica, chiara e coraggiosa, che abbia al centro:
la pace e il contrasto al riarmo europeo, perché le risorse pubbliche devono essere destinate al benessere delle persone, non alla corsa agli armamenti.
La difesa della sanità pubblica, affinché curarsi torni a essere un diritto garantito a tutti e non un privilegio riservato a chi può permetterselo.
Il rilancio del welfare, attraverso maggiori investimenti nei servizi sociali, nel sostegno alle famiglie, nella scuola e nella tutela delle fasce più deboli.
La difesa del lavoro e dei salari, contro il carovita, la precarietà e le disuguaglianze.
Il diritto allo studio e il protagonismo delle nuove generazioni, perché gli studenti non sono soltanto il futuro, ma anche una parte fondamentale del presente.
Non servono nuove operazioni di palazzo, né alleanze costruite esclusivamente per conservare posizioni di potere. Serve un progetto politico che sappia ascoltare le persone, interpretare le loro necessità e trasformare le lotte sociali in proposte concrete.
La sinistra deve tornare a rappresentare chi lavora, chi studia, chi è in difficoltà, chi non riesce più ad arrivare alla fine del mese e chi chiede un futuro fondato sulla pace, sui diritti e sulla giustizia sociale.
La vera alternativa non nasce negli accordi tra i partiti, ma dalla partecipazione e dalla mobilitazione popolare.
La Francia chiama, l'Italia risponde. Dalle piazze deve ripartire una nuova sinistra: per la pace, il lavoro, la sanità pubblica e il welfare. Non per i giochi di potere, ma per i diritti delle persone.
Giovanni Rivecca