Circolo "Giustizia e Libertà" di Roma

Indicazioni Sito Web

Circolo "Giustizia e Libertà" di Roma Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Circolo "Giustizia e Libertà" di Roma, Organizzazione politica, Via Andrea Doria 79/sc. B, Roma.

L'associazione, apartitica e pluralistica, ha lo scopo di riunire coloro che hanno lottato contro la barbarie nazi-fascista e lottano contro ogni forma di totalitarismo antidemocratico Il Circolo "Giustizia e Libertà", intitolato alla memoria di Fernando Norma (fucilato alle Fosse Ardeatine), è stato fondato in Roma il 28 febbraio del 1948 dai partigiani romani del Partito d'Azione. Nell'atto costitutivo risultano, tra i Soci Fondatori, i nomi di Emilio LUSSU, Vincenzo BALDAZZI (detto Cencio), Francesco FANCELLO, Mario SPINETTI, Luigi CAVALIERI, Bruno CIANCA e molti altri.

IN MEMORIA DI ALDO PAVIAIl Circolo “Giustizia e Libertà” di Roma esprime il proprio profondo cordoglio per la scomparsa ...
24/10/2026

IN MEMORIA DI ALDO PAVIA

Il Circolo “Giustizia e Libertà” di Roma esprime il proprio profondo cordoglio per la scomparsa di Aldo Pavia, vicepresidente nazionale dell’ANED e figura di riferimento dell’antifascismo romano.

Figlio di deportati, Aldo Pavia ha dedicato gran parte della sua vita alla ricerca storica, alla testimonianza e alla trasmissione della memoria della Shoah, della deportazione nazista e della Resistenza. Il suo impegno, rivolto in particolare alle giovani generazioni, ha rappresentato un contributo prezioso alla difesa della verità storica e alla formazione di una coscienza civile consapevole.

Nel suo lungo percorso ha saputo coniugare rigore storico e passione civile, mantenendo vivi i valori della libertà, della democrazia e della dignità umana, sanciti dalla Costituzione nata dalla lotta di Liberazione.

Il Circolo “Giustizia e Libertà” di Roma si unisce al dolore dei familiari, dell’ANED e di quanti hanno condiviso con lui questo impegno, riconoscendo in Aldo Pavia un uomo che ha fatto della memoria non soltanto una testimonianza del passato, ma una responsabilità verso il presente e il futuro.

Il suo esempio e il suo impegno continueranno a vivere nella coscienza di chi crede nei valori dell’antifascismo, della libertà e della giustizia.

Il Circolo “Giustizia e Libertà” di Roma

Questa volta il Circolo “Giustizia e Libertà” di Roma presenta il giorno 8 settembre alle ore 17:30, presso i locali del...
06/09/2026

Questa volta il Circolo “Giustizia e Libertà” di Roma presenta il giorno 8 settembre alle ore 17:30, presso i locali della sua sede in Via Andrea Doria 79 sc.b, un libro dedicato ai tentativi di attentato contro Benito Mussolini (vedi locandina): episodi ancora poco conosciuti nella loro complessità, ma decisivi per comprendere una fase drammatica della storia italiana, tra l’ascesa del fascismo e il consolidamento della dittatura.
Mussolini fu bersaglio di diversi attentati o tentativi di attentato: quello di Tito Zaniboni, nel novembre 1925; quello di Violet Gibson, nel febbraio 1926; quello di Gino Lucetti, nel settembre dello stesso anno; e l’episodio di Bologna del 31 ottobre 1926, attribuito al giovane Anteo Zamboni.
Sono vicende diverse per protagonisti, motivazioni, modalità e grado di documentazione. Per questo vanno esaminate con attenzione, distinguendo i fatti accertati dalle interpretazioni. Il caso Zamboni, in particolare, resta controverso: la versione ufficiale lo indicò come responsabile, ma le circostanze dell’episodio e la successiva gestione politica e giudiziaria furono tutt’altro che trasparenti.
Gli attentati non furono semplici episodi di cronaca nera. Avvennero mentre il fascismo stava trasformando profondamente lo Stato italiano e le opposizioni venivano private dei propri spazi politici e delle libertà fondamentali.
Il regime utilizzò quegli episodi per alimentare la propaganda e giustificare una repressione sempre più dura. Ma è importante evitare semplificazioni: la dittatura era già in costruzione e rispondeva a un progetto politico più ampio. Gli attentati contribuirono a creare un clima d’emergenza, ma non furono da soli la causa delle leggi repressive.
Dopo l’attentato di Bologna, nel novembre 1926, furono soppresse le residue libertà politiche, sciolti i partiti di opposizione, limitate ulteriormente la libertà di stampa e di associazione e istituito il Tribunale speciale per la difesa dello Stato. Erano passaggi decisivi di un processo di demolizione dello Stato liberale già avviato negli anni precedenti.
Ed è proprio questo uno dei punti di forza del libro: non limitarsi a ricostruire gli attentati, ma mostrarne il contesto e spiegare come furono utilizzati nel conflitto politico e nella costruzione del consenso attorno al regime.
Studiare oggi questi fatti significa interrogarsi sul rapporto tra violenza politica e potere, tra sicurezza e libertà, e sul rischio che l’emergenza diventi uno strumento permanente di limitazione dei diritti.
Gli attentati, dunque, non raccontano soltanto la minaccia contro un uomo. Raccontano come quella minaccia fu trasformata in un’occasione per restringere le libertà e accelerare la trasformazione autoritaria dello Stato.
Ricordarlo oggi significa difendere il valore della libertà politica e vigilare perché nessuna emergenza, reale o costruita, diventi il pretesto per sacrificare la democrazia.

Walter Spinetti -
Componente del C.D. del Circolo “Giustizia e Libertà” di Roma

Il Circolo "Giustizia e Libertà" di Roma promuove un incontro aperto a tutti per rileggere quel passaggio storico con un...
15/05/2026

Il Circolo "Giustizia e Libertà" di Roma promuove un incontro aperto a tutti per rileggere quel passaggio storico con uno sguardo concreto, senza celebrazioni di rito e senza semplificazioni.
Un confronto tra storia e presente, tra diritti acquisiti e loro effettiva applicazione.
26 maggio 2026 alle ore 17:15
in Via Andrea Doria 79, Roma (Metro A – Cipro)
Interverranno:
* Giorgio Benvenuto - Presidente Fondazione "Bruno Buozzi"
* Cinzia Dato - ex parlamentare
* Maria Mantello - Presidente del "Libero Pensiero"
* Riccardo Mastrorillo - Fondazione "Critica Liberale"
* Nicoletta Rocchi - ex Segretaria Nazionale della CGIL
*Natale Antonio Rossi - Presidente Fondazione Unitaria Scrittori
Italiani
Introduce e modera:
*Salvatore Rondello - Presidente Circolo "Giustizia e Libertà"

> INGRESSO LIBERO

01/05/2026

1° Maggio: lavoro, dignità e libertà reale.

Il 1° Maggio non è una ricorrenza da celebrare per abitudine, ma un momento per fare i conti con la realtà.
Parlare oggi di lavoro significa parlare di dignità, di diritti che non sono mai definitivamente acquisiti e di una libertà che, senza giustizia sociale, resta incompleta. In un Paese come il nostro, dove il lavoro è ancora troppo spesso precario, sottopagato o privo di tutele reali, questa giornata ci impone una domanda semplice e scomoda: quanto è davvero libero un lavoratore che non può scegliere, che deve accettare condizioni al ribasso, che vive nell’incertezza?
La libertà non è solo un principio astratto. È la possibilità concreta di vivere senza ricatto. E la giustizia non è uno slogan, ma l’equilibrio tra diritti e doveri che rende una società degna di questo nome.
Oggi, nella complessità della situazione politica ed economica italiana, il rischio è quello di ridurre il lavoro a una variabile economica, dimenticando che dietro ogni numero c’è una persona. E quando il lavoro perde centralità come valore umano, anche la democrazia si indebolisce.
Il 1° Maggio dovrebbe allora tornare ad essere ciò che è stato all’origine: non solo memoria, ma impegno. Impegno a difendere il lavoro come fondamento della Repubblica, a pretendere condizioni giuste, a rifiutare l’idea che la precarietà sia inevitabile.
Giustizia e libertà, insieme, significano questo: una società in cui nessuno sia costretto a scegliere tra sopravvivere e vivere con dignità.
Buon 1° Maggio.
[ Walter Spinetti ]

30/04/2026

FIAP – FEDERAZIONE ITALIANA ASSOCIAZIONI PARTIGIANE

Comunicato stampa – 29 aprile 2026

Condanna di ogni violenza, da qualunque parte provenga
La FIAP – Federazione Italiana Associazioni Partigiane ha condannato senza esitazioni l’aggressione
armata avvenuta a Roma il 25 aprile, nei pressi di Parco Schuster, ai danni di Rossana Gabrieli e
Nicola Fasciano, due iscritti dell’ANPI che indossavano il fazzoletto della loro associazione
partigiana. Apprendiamo con sgomento che le indagini della Digos, condotte con esemplare rapidità,
hanno portato al fermo di un giovane di 21 anni, facente parte della Comunità Ebraica di Roma,
accusato di tentato omicidio.
In coerenza con la posizione che la FIAP ha sempre tenuto, la nostra condanna è ferma e senza
distinguo: ogni forma di violenza, da qualunque parte provenga e a chiunque sia diretta, è
incompatibile con i valori della Resistenza e della Costituzione antifascista. Esprimiamo la nostra
piena vicinanza alle vittime dell’aggressione, all’ANPI di cui erano militanti, e a tutti coloro che lo
scorso 25 aprile, nelle varie città d’Italia, hanno subito violenze, ingiurie o minacce, qualunque fosse
la bandiera che portavano o il fazzoletto che avevano al collo.
Confidiamo nel lavoro della magistratura e delle Forze dell’Ordine, alle quali va il nostro
ringraziamento, perché su tutti i fatti accaduti nella giornata della Liberazione sia accertata la verità:
se si sia trattato di gesti individuali o se vi siano state azioni organizzate, e in che misura. Solo
l’accertamento sereno dei fatti, e non le ricostruzioni anticipate, può rendere giustizia alle vittime e
alla cornice civile in cui il 25 aprile deve essere celebrato.
Prendiamo atto, e apprezziamo, la dichiarazione con cui la Comunità Ebraica di Roma ha condannato
e si è dissociata senza riserve da qualsiasi forma di violenza antidemocratica. È la sola strada
possibile, ed è la stessa strada che la FIAP indica a tutte le componenti della società italiana, a partire
dalle associazioni partigiane: rifiutare la violenza in ogni sua forma, distinguere le responsabilità
individuali dalle comunità di appartenenza, e tornare al confronto e al dialogo come unico strumento
legittimo nel quadro della democrazia repubblicana.
Il 25 aprile è la festa di tutti gli italiani. Difenderlo, oggi, significa difenderlo dalle violenze, dagli
slogan d’odio e dalle strumentalizzazioni, da qualunque parte provengano. La FIAP rinnova l’appello
a un confronto sereno tra tutte le associazioni partigiane, le istituzioni e la società civile, perché la
prossima ricorrenza della Liberazione sia ciò che deve essere: una piazza unita nei valori della
Costituzione antifascista.

Luca Aniasi
Presidente nazionale
FIAP – Federazione Italiana Associazioni Partigiane

nella foto da sx a dx Natale Antonio ROSSI (Presidente della FUIS), Salvatore RONDELLO (Presidente del Circolo Giustizia...
18/12/2025

nella foto da sx a dx Natale Antonio ROSSI (Presidente della FUIS), Salvatore RONDELLO (Presidente del Circolo Giustizia e Libertà), Riccardo MASTRORILLO (Direttore Editoriale della Fondazione Critica Liberale), Oles HORODETSKYY (Presidente Associazione Cristiana Ucraini in Italia), Maurizio TURCO (segretario del Partito Radicale)

Oles HORODETSKYY - Presidente di “Associazione Cristiana degli Ucraini in Italia”.
18/12/2025

Oles HORODETSKYY - Presidente di “Associazione Cristiana degli Ucraini in Italia”.

Alcuni momenti della Conferenza sul futuro dell’Ucraina e dell’Europa
18/12/2025

Alcuni momenti della Conferenza sul futuro dell’Ucraina e dell’Europa

Indirizzo

Via Andrea Doria 79/sc. B
Rome
00192

Notifiche

Lascia la tua email e sarai tra i primi a sapere quando Circolo "Giustizia e Libertà" di Roma pubblica novità e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi

Servizi Di Governo nelle vicinanze